INFORMAZIONI


Scheda

Nazione: Italy
Regione: Umbria
Provincia: Perugia (PG)
Comune: Spoleto
Localita' o frazione: Patrico
Nome bene: L'eremo degli Angeli

Cenni storici

L'eremo degli Angeli - Spoleto (PG)

L'eremo di Camporio è dedicato agli Angeli santi per tributo di gratitudine personale per la loro fattiva assistenza. La devozione ai celesti protettori, assorbita con la cultura cattolica, conobbe un improvviso forte impulso nelle prime ore del mio isolamento eremitico: la parola della Sacra Scrittura mi confermava la sua verità divina; l'angelo del Signore si era accampato attorno all'eremo a proteggermi. L'assistenza degli Angeli di Dio ha ripetuto la propria manifestazione lungo i decenni della mia austera solitudine durante i quali fiducia umana e soccorso dall'alto si sono sostenuti con apporto reciproco. L'eremo, con la data della sua costruzione, porta incisa anche la denominazione di "Colle di Réfidim" a richiamo dell'episodio biblico dell'Esodo dove narra di Mosè che prega sul colle della località detta Réfidim mentre il suo popolo combatte contro gli Amaleciti per aprirsi la strada verso la Terra Promessa. La dedica originaria presenta il programma dell'eremita cattolico: assidersi stabile in alto dove permanere con le mani alzate in favore della fraternità umana che combatte in piano le battaglie della vita. Quella successiva indica l'opera di Aronne e Cur che sostennero le braccia di Mosè per la lunghezza della battaglia fino alla vittoria.

L'affresco di Beniamino Nicodemo campeggia a pieno campo nell'abside della cappella dell'eremo che nel Monte Luco è situato nella zona di Fionchi. Il dipinto si impone per una misurata grandiosità. Gli angeli, che si muovono in successione, stanno in piani diversi. La loro discesa parla della loro finalità: onorare la presenza eucaristica nel tabernacolo dell'eremo. Sono suddivisi in gruppi di tre a richiamo della loro conformità all'opera trinitaria dell'Assoluto. Provengono dai quattro punti della Terra che percorrono con la loro universale assistenza. Il pittore li ha rivestiti dei colori tenui della luce dell'aurora e li ha riprodotti impegnati a fornire la materia che perpetua nella Chiesa la presenza sacramentale di Cristo. Esprimendo un sano concetto teologico, ha collocato in primo piano gli adoratori e in successione gli operatori ad enunciare che l'opera va preceduta dalla preghiera. Nel composito simbolismo dei numeri il dipinto presenta una distesa armonia di insieme, un'umile solennità; nel loro composto dinamismo devoto, gli angeli trasmettono il senso di un soffio di leggerezza, di un fascio di luminosità, un bagno di pietà che induce al raccoglimento.

Teresa Bertoncello

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