INFORMAZIONI


Scheda

Nazione: Italy
Regione: Umbria
Provincia: Perugia (PG)
Comune: Bettona
Localita' o frazione: Centro storico
Nome bene: Chiesa di San Crispolto

Cenni storici

Chiesa di San Crispolto - Bettona (PG)

La chiesa intitolata al patrono della città, san Crispolto, si affaccia su piazza Garibaldi, spazio adiacente alla principale piazza della città. Fu eretta dai monaci benedettini nel XIII secolo per custodire le spoglie del santo, trafugate dagli stessi monaci dalla Badia della Piana, dove rimasero fino al 1265. L'edificio, a croce latina, ha subito nel corso dei secoli diversi interventi di rifacimento: l'aspetto attuale della facciata è opera di un allievo del Vanvitelli, l'architetto Antonio Stefanucci, che diresse negli anni 1795-97 una generale ristrutturazione dell'edificio. La facciata si presenta sobria, di stampo neoclassico, con unico ingresso centrale preceduto da una breve scalinata e coronato da un elemento a semiluna. In asse con il portale si apre una finestra rettangolare con cornice lineare. Quattro semipilastri articolano la facciata che termina con una trabeazione di riquadri alternati a colonnette scanalate, sormontata da un timpano in cui si apre un occhiello. Della fabbrica duecentesca si conserva il campanile cuspidato. Dell'annesso convento si apprezza la struttura generale incentrata su un chiostro porticato, con gli ambienti restaurati e oggi adibiti a magazzini e abitazioni comunali. Il trasferimento delle spoglie del santo entro le mura bettonesi ebbe un significato anche politico: il santo diventa, infatti, il simbolo dell'indipendenza e dell'autonomia comunale, che Bettona cercava di difendere sottraendosi al controllo della vicina e potente Perugia. Nel 1352 i perugini vollero umiliare la città distruggendo mura e case e portando a Perugia le reliquie di San Crispolto, che non furono restituite fino al 1371.

Fu eretta dai monaci benedettini agli inizi del XIII sec. per conservarvi il corpo del Santo Patrono. Il tempio è a croce latina e nel corso dei secoli è stato oggetto di numerosi interventi, ad esempio della primitiva fabbrica romanica rimane il bel campanile cuspidato. La facciata attuale (1795-1797) è opera del romano Antonio Stefanucci, allievo del Vanvitelli; presso l'altare maggiore troviamo una tela del 1590; l'organo è opera del cortonese Cianciulla Romani; il busto del Santo è in rame argentato dei primi del XVIII secolo. Nel transetto sinistro è conservato un ciclo pittorico di 36 opere raffiguranti la leggenda di San Crispolto, copie effettuate nel 1797 da Stefano Notari; il ben più prezioso ciclo originale, che decorava la navata centrale venne invece attribuito all'orvietano Cesare Sermei.

Stefano Notari (XVIII secolo)
Storie di san Crispollo Oli su tela
Le due tele sono copie da un ciclo di affreschi dedicati a san Crispolto, commissionati dai Minori Conventuali a Cesare Sermei intorno alla metà del XVII secolo e distrutti nel 1797 in seguito a un intervento di trasformazione del Pedilìcio. Fu il Comune di Bettona che incaricò il Notari di tramandarne il ricordo. Si tratta di trentasei episodi che costituiscono l'unica completa versione pittorica della leggendaria vita di san Crispolto, vescovo e patrono della città. Racconta una Passio tarda (XII secolo) e quanto mai favolosa che Crispolto fu tra i primi seguaci di Cristo, inviato in Italia dall'apostolo Pietro: giunto a Bellona operò prodigi, converti gli abitanti c fu eletto vescovo da san Brizio. Fatto arrestare dall'imperatore Massimiano e rifiutatosi di abiurare, venne torturato e chiuso in prigione, da dove continuò ugualmente a fare opera di conversione e a compiere miracoli. Fu allora gettato in una fornace, ma il fuoco non lo consumò; fu quindi flagellato e segato in due tronconi. Questo racconto appare incongruo anche per l'aspetto cronologico, giacché Crispolto avrebbe dovuto vivere quasi duecento anni per arrivare in Italia al tempo di san Pietro e subire il martirio nel III secolo, durante l'impero di Massimiano. Per questo lo storico Jacobilli, nelle Vite de 'Santi e Beati di Foligno del 1628, pensò a due santi chiamati Crispolto vissuti in due epoche diverse: uno venuto dall'Oriente e uno di origine bettonese. La dubbia veridicità della figura storica di Crispolto e la presenza di una chiesa a lui intitolata nell'XI secolo e ubicata sul luogo del martirio stanno ad indicare, comunque, una forte ripresa in quegli anni del culto del santo martire locale. Questo è anche uno dei tanti casi in cui un santo, venerato come martire c come vescovo, assurge a simbolo dell'autonomia comunale. Proprio per esaltare l'identità municipale, infatti, nel 1265 il corpo del santo fu trafugato dalla Badia e trasferito entro le mura bettonesi. Così, nel 1352, i perugini, sconfitta Bettona, la privarono delle sacre reliquie. Più di quattro secoli dopo sarà sempre il Comune a promuovere l'esecuzione delle copie degli affreschi del Sermei che, d'altra parte, nonostante le affermazioni di Jacobilli e un'ispezione del 1634, in seguito alla quale furono rinvenuti i resti di due corpi nell'urna posta sotto l'altare maggiore della chiesa di San Crispolto, continuano ad aderire alla versione tradizionale della leggenda del santo. Così fortemente legata alla cittadina umbra, la figura di Crispolto si incontra raramente in opere eseguite per altri centri: costituisce un'eccezione la Crocifissione esami, già attribuita al giovane Niccolò di Liberatore ma più probabilmente opera della bottega dei Mazzaforte, conservata nella Pinacoteca Civica di Spello, dove il santo è raffigurato con abiti vescovili contraddistinto dall'attributo iconografico della sega. Nella Biblioteca Comunale di Assisi è conservato un gruppo di sedici disegni del Sermei preparatori per il ciclo di affreschi. Quasi tutti a penna, i disegni possono essere ricondotti alla produzione grafica più tarda dell'artista, intorno agli anni Cinquanta del XVII secolo. Alcuni studi presentano didascalie che appaiono anche nei tabelloni del Notari, il quale trascrisse fedelmente le iscrizioni che corredavano le scene del cielo e si limitò ad una riproduzione puramente iconografica degli episodi, realizzati con uno stile più semplificato e corsivo rispetto ai disegni di Assisi.

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