INFORMAZIONI


Scheda

Nazione: Italy
Regione: Umbria
Provincia: Perugia (PG)
Comune: Cannara
Localita' o frazione: Vocabolo Bevagna
Nome bene: Chiesa di San Giovanni Decollato

Cenni storici

Chiesa di San Giovanni Decollato - Cannara (PG)

Sulla strada che da Cannara conduce a Limigiano e a Bevagna sorge da secoli la piccola chiesa di S. Giovanni Decollato, dimensioni 7,30 x 6,50, dedicata al primo discepolo di Gesù, Giovanni, detto il Battista, fatto decapitare da Erode Antipa su istigazione di Erodiade. La Chiesa ne celebra la memoria il 24 giugno (data della sua nascita) e il 29 agosto (data della sua morte). Non è facile stabilire quando la pietà popolare l'abbia costruita. Di sicuro esiste nel 1541, anno in cui viene abbellita con affreschi che, secondo alcuni studiosi sono da attribuire al pittore assisiate Dono Doni, allievo di Giovanni di Pietro detto "lo Spagna" (1). Rappresentano una Madonna in trono col Figlio, tra San Giovanni Decollato e San Nicola di Bari. A destra affiora un frammentario San Rocco, mentre a sinistra si intravede parte del corpo di San Sebastiano, i due santi tradizionalmente protettori contro la peste. San Nicola è identificabile dai suoi emblemi, mitra e bastone pastorale, simbolo del vescovato e dal libro tenuto tra le mani, sormontato da tre sacchetti d'oro. Di questa cappellina campestre leggiamo qualche notizia nel resoconto della Visita Pastorale di mons. Pietro Camajani (3 settembre 1573): viene detta anche "Lo Spedalicchio": si trattava di un "semplice beneficio" (2), appartenente al Capitolo Vaticano, che aveva un discreto reddito: 5 salme di frumento e vari barili di vino, per un valore di 23 scudi (3). La denominazione "Spedalicchio" avvalora la tradizione popolare, secondo cui l'area adiacente era adibita a luogo di sepoltura (lazzaretto) durante le grandi calamità epidemiche, e l'edificio serviva da ricovero per l'isolamento dei casi più gravi. Così, ad esempio, accadde attorno alla metà del 1800, quando una grave pestilenza (il colera) interessò anche Cannara, provocando decine e decine di morti, che vennero sepolti alla meglio (la paura del contagio era molto diffusa, al punto che perfino la Compagnia della Morte stentava a trovare confratelli che trasportassero i cadaveri) proprio nell'area vicina alla chiesa: alla meglio, nel senso che il campo non era recintato e i cadaveri venivano lasciati  "alle ingiurie degli animali" (4). I chierici che di volta in volta venivano nominati rettori di questa chiesa, e dunque ne godevano i benefici, si disinteressavano completamente della tenuta di essa: così scrive mons. Domenico Secondi nel 1833, così nel 1890 il vescovo Nicanore Priori: il beneficiario, un certo don Settimio Faccendi, se ne pappava le entrate senza punto pensare alla manutenzione della fabbrica (resoconto Visita Pastorale 1890-91). Vi leggiamo anche che, in attesa dell'apertura del nuovo Cimitero, in San Giovanni Decollato " furono trasportati provvisoriamente i cadaveri" in quanto era vietato seppellirli nei luoghi consueti (chiese). La proprietà. I restauri nel corso del '900. La proprietà è dello Stato (Amministrazione del Fondo Culto) come si legge nella visura catastale del 17 luglio 2017.

Restauri: 1927- restauri al tetto, a carico del Comune e della Soprintendenza;
Maggio-giugno 1951 - restauri eseguiti dal capomastro Rufino Tardioli per una spesa di 470 mila lire, a carico della Soprintendenza;

Metà anni Sessanta: crollo del tetto. Il dipinto dell'abside viene salvato da una copertura improvvisata ad opera di Viscardo Pompei e Vereno Sbicca. Dopo vari tentativi di coinvolgere la Soprintendenza affinché provveda al restauro, questo viene effettuato alla fine degli anni Ottanta.

Ottaviano Turrioni con aggiunte di Mercurelli Paola Salari

1 Dono Doni: 1500 circa-1575; Giovanni "lo Spagna": 1450 circa-1528).
2 Beneficio. Antico istituto giuridico risalente al Feudalesimo. Consisteva nel concedere l'usufrutto di un bene immobile (terreni, case) ad un sacerdote o chierico, il quale ne godeva i frutti in cambio del suo servizio religioso. Alla sua morte, il bene tornava alla Chiesa che lo assegnava nuovamente. Capitolo Vaticano: istituto nato dopo il Mille per la gestione del patrimonio ecclesiastico.
3 Salma: unità di misura per peso; 1 salma=253 kg. circa, cioè 2 q.li e 53 kg. Scudo: approssimativamente 50 euro odierni.
4 Espressione usata dal vescovo di Assisi, mons. Landi-Vittori in una lettera del 20 marzo 1854, indirizzata al Priore comunale di Cannara.

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