INFORMAZIONI


Scheda

Nazione: Italy
Regione: Umbria
Provincia: Perugia (PG)
Comune: Trevi
Localita' o frazione: San Lorenzo
Nome bene: Chiesa di Sant'Apollinare

Cenni storici

Chiesa di Sant'Apollinare - Trevi (PG)

Non si conoscono documenti che attestino l'epoca dell'erezione di questa chiesa, ma l'intitolazione a Sant'Apollinare, santo particolarmente venerato dalle popolazioni longobarde, ne fa risalire l'origine al VI - VIII secolo, quando Spoleto era appunto retta da duchi longobardi (dal 570 al 774). Nel 1177 è citata in un breve di papa Alessandro III, con il quale, insieme ad altre cento chiese curate, veniva riconosciuta sotto la giurisdizione del potente monastero benedettino di S. Pietro in Bovara. Un'altra notizia se ne ha nel 1333 dall'elenco dell'esazione delle decime. Lo storico trevano Durastante Natalucci ci informa scrupolosamente che era una chiesa con cura di anime e negli anni 1404 e 1432 ad essa facevano capo rispettivamente nove e quattordici famiglie. Ci dice anche che ai suoi tempi (prima metà del 18° secolo) fu corredata di "un nuovo quadro del suo santo" e che era ancora sotto il monastero di Bovara nonostante che questo non fosse più nell’antico splendore. Negli antichi documenti è citata con il nome di S. Apollinare di Porcaria perché così veniva chiamata quella fertile plaga che oggi ha preso il nome dal castello di San Lorenzo, ma sappiamo che nel '700 si usava il toponimo con il titolo della chiesa poiché il luogo ad essa circostante veniva indicato come vocabolo S. Apollinare. L'edificio fu ricostruito dalle fondamenta nel 12° secolo e successivamente più volte rimaneggiato, specie nella parte superiore.

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Percorrendo la strada che da Borgo Trevi conduce alla frazione di San Lorenzo e da qui a Castel San Giovanni (nel comune di Castel Ritaldi) si trova isolata nella campagna la chiesa dedicata a sant’Apollinare. È un piccolo edificio di culto in stile romanico, a unica navata e abside semicircolare, coperto da un semplice tetto a capanna. All’interno due archi diaframma a tutto sesto ne sorreggono la travatura, mentre nell’abside rimane l’unico affresco della chiesa, peraltro molto deteriorato, raffigurante il santo titolare. Come si osserva in quasi tutte le chiese dell’epoca, anche Sant’Apollinare è disposta con l’abside a oriente, alla levata del sole, e l’ingresso a occidente, a raccogliere l’ultima luce dell’astro che tramonta. Le mura perimetrali sono state costruite con materiali  di recupero anche di origine romana e per le sue caratteristiche copertura lignea a capanna.  La dedicazione a sant’Apollinare, santo particolarmente caro  può essere datata al XII secolo. Di epoca successiva è la  copertura lignea a capanna. La dedicazione a sant’Apollinare, santo particolarmente caro alle genti longobarde, fa supporre agli storici che l’origine della chiesina possa risalire al VI-VIII secolo, quando Spoleto era un ducato longobardo (dal 570 al 774). La prima notizia storicamente documentata di questo luogo di culto risale al 1177, quando Sant’Apollinare è citata in un ‘breve’ di papa Alessandro III, che la riconosce, insieme ad altre cento chiese, sotto la giurisdizione del monastero benedettino di San Pietro di Bovara. Nei documenti più antichi è citata come Sant’Apollinare di Porcaria, dal vecchio toponimo della località su cui sorge e che solo in seguito prese il nome dal castello di San Lorenzo. Nella costruzione di questa antica chiesa furono riutilizzate una ventina di grosse pietre squadrate, provenienti da costruzioni romane ormai scomparse. Su quattro di esse troviamo incise iscrizioni di particolare interesse per l’epigrafia latina. Sant’Apollinare si trova all’incrocio di due importanti vie di comunicazione che attraversavano la valle trevana. Ci riferiamo alla vecchia strada che da La Bruna (nel comune di Castel Ritaldi) conduce alla località Faustana e a un antico tracciato (diverticolo) della via consolare Flaminia «[…] tanto antico e da tanto tempo abbandonato che se ne era persa memoria». La prima, in particolare, seguiva il limite settentrionale di quello che nell’antichità era considerato un bosco sacro, sacralità codificata in una pietra scolpita, riportante la legge del bosco, ritrovata nel 1913 a Picciche.

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