INFORMAZIONI


Scheda

Nazione: Italy
Regione: Umbria
Provincia: Perugia (PG)
Comune: Gualdo Tadino
Localita' o frazione: Boschetto
Nome bene: Chiesa di San Nicola

Cenni storici

Chiesa di San Nicola - Gualdo Tadino (PG)

Ci troviamo sull'Appennino Umbro-Marchigiano, ai piedi di un'ampia vallata che dal Monte Penna scende verso la piana di Nocera Umbra. Il Rio Fergia nasce qui, alimentato da una sorgente denominata Sorgente Boschetto, che prende nome dalla omonima località in cui sgorga. Il Rio Fergia prosegue in direzione sud-est, scorrendo tra i territori di Gualdo Tadino e Nocera Umbra, e raggiunge l'area pianeggiante attraversata dall'antica Via consolare Flaminia fino a confluire nel T. Caldognola e da lì nel F. Topino. In questa area pedemontana incontriamo diversi paesaggi vegetali, man mano che dal fondo valle ricco di acqua saliamo a quote più alte sino ai 1400 m delle cime appenniniche che sovrastano la valle. Lungo le sponde del R. Fergia alberga una vegetazione di tipo ripariale, caratterizzata da specie arboree quali: ontani, pioppi e salici, essenze vegetali che di norma prediligono terreni particolarmente umidi e terreni poco compatti. In questa parte della valle, campi coltivati hanno in parte sostituito la vegetazione spontanea. Salendo di quota, lungo la strada che conduce al monte e da lì alle Marche, possiamo notare, come campi coltivati ed oliveti hanno parzialmente sostituito la vegetazione naturale costituita da querce e frassini. Più in alto a fare da cornice possiamo ammirare ampie praterie ricche di narcisi, primule ed orchidee.

Il Castrum di Boschetto
I ritrovamenti di necropoli rimandano alla civiltà del ferro che si sviluppò in questi luoghi, che nel corso del tempo, sono stati abbandonati e ripresi, essendo ciclicamente luogo di rifugio e poi di esodo. Nel Medioevo poche e povere abitazioni di pastori e contadini erano affacciate lungo il Rio Fergia, con qualche attività legata all'acqua e allo sfruttamento del bosco. Nel 1305, in un momento di pacificazione con Nocera, il Comune di Perugia per presidiare il passaggio lungo uno dei valichi che portavano alla Marca e quindi al mare, costruì un Castello nella Valle di Boschetto Castrum vallis Buschicti. Così cominciò lo sviluppo dell'area: intorno al castello di Boschetto le case esistenti e gli edifici per gli artigiani e i militari divennero Villa Valbuschipti e qui si svilupparono vari opifici (mulini) che sfruttavano al meglio le potenzialità delle acque del Rio Fergia. Il castrum di Boschetto rappresenta un caso anomalo rispetto a tutti gli altri castelli del territorio, infatti per la sua costruzione si è scelto uno schema ortogonale che lo distingue da tutti gli altri nei quali invece sia le mura che le costruzioni interne assumono un andamento tondeggiante od ellissoidale che sfrutta le linee di livello. Di forma rettangolare e con un perimetro di circa 200 metri, presentava ai quattro angoli quattro torri. Oggi il castello è completamente crollato e ricoperto dalla vegetazione, resta ancora visibile un locale voltato a botte con feritoie, semi-sommerso dai detriti. Tutto il colle è poi pieno di detriti e buche profonde in cui si intravedono archi ed altri particolari.

Chiesa di San Nicola

La chiesa parrocchiale dedicata a San Nicola è eretta sulla destra idrografica del Rio Fergia e conserva il suo aspetto medievale. La costruzione in pietra calcarea, presenta due portali ogivali, uno dei quali sormontato dal rosone. La chiesa nel corso dei secoli ha subito numerose modifiche strutturali, almeno tre quelle più importanti certificate da altrettanti lapidi presenti sul pavimento che indicano gli anni degli interventi. Quello più sostanzioso fu fatto tra il 1915 e il 1923, con l'ampliamento dell'abside e la ricostruzione del campanile. L'originale a forma di torre era ancora in piedi nella prima metà del Settecento, poi scomparso per effetto forse di qualche terremoto. Presenta due entrate, una antica sulla parete frontale, ed una più recente su di una parete laterale. L'interno dell'edificio è formato da un unico spazio ed ha conservato l'originario assetto medioevale ad archi trasversali a tutto sesto su cui poggia il tetto a vista, sul pavimento erano presenti nove Sepolcri. Un tempo era interamente affrescata. Oggi degli antichi dipinti restano visibili quelli raffiguranti S. Antonio da Padova, S. Antonio abate (XV secolo) e S. Nicola (1611). Nella cappella del Rosario, posta a destra della porta d'ingresso, si possono ammirare una Madonna in trono con il Bambino, S. Giovanni Battista e S. Nicola, opere attribuite a Matteo da Gualdo (XV sec.). Di pregevole esecuzione è il dipinto del 1572 di Camillo Bagazzotti da Camerino, raffigurante la Madonna del Rosario con il Bambino, adorato da S. Domenico e S. Caterina. Da ammirare nell'abside dietro l'altare una pala di Girolamo di Matteo da Gualdo (1505 ca.), raffigurante la Madonna in trono col Bambino e i Santi Rocco e Michele Arcangelo contornata da angeli musicanti; il trittico del marchigiano Maestro di San Verecondo raffigurante la Madonna col Bambino, S. Sebastiano e un Santo con la mitra (1420 ca.). Meritevoli di attenzione sono anche un crocifisso ligneo del XV secolo, un ciborio del '500 e una croce processionale in metallo costellato con figure lavorate a sbalzo (XIV sec.).

Bibliografia
Guerrieri R., Storia Civile ed Ecclesiastica del Comune di Gualdo Tadino, 1933.
Locandina del Gruppo FAI di Gualdo Tadino

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