INFORMAZIONI


Scheda

Nazione: Italy
Regione: Umbria
Provincia: Perugia (PG)
Comune: Trevi
Localita' o frazione: Pettine
Nome bene: Chiesa di San Pietro a Pettine

Cenni storici

Chiesa di San Pietro a Pettine - Trevi (PG)

Chiesetta rurale tipica della zona ma architettonicamente più evoluta di tutte le altre, segnatamente nel campaniletto a vela (rielaborato). Sorge sulle pendici del colle di S. Martino, vicino all'antichissimo tracciato che da Trevi scendeva a valle verso Foligno. Dagli elementi architettonici si può far risalire al XIII secolo, probabilmente ricostruita sulle rovine di un edificio precedente. É naturalmente citata nei più antichi inventari.1. Spogliata nel XIX secolo dei suoi arredi fu ceduta a privati (famiglia Ciaffoni, poi altri). Ridotta a fienile, fu acquistata insieme con la vicina casa dalla famiglia Caporicci, che a metà degli anni '80 l'ha restaurata permettendone la perfetta fruibilità. Simile alle numerose chiesette romaniche coeve reperibili nell'abitato di Trevi e nel suo territorio è tra le più evolute architettonicamente, "con abside semicircolare e campaniletto a vela, come al solito rielaborato, sulla facciata; ma la muratura sembra più antica  specie nella parte destra della facciata e la porta, a differenza delle altre, architravata". Come le costruzioni coeve è orientata con l'abside a est. L'interno è a navata unica, con la trabeazione sorretta da due arconi ogivali. Prende luce da due finestre, molto strette, poste al di sopra dell'ingresso e dell'abside. Altre due finestrelle sono nella pareti laterali, all'altezza del presbiterio. Nel lato sud una porta, anch'essa architravata, comunicava anticamente con la sagrestia, non più esistente. Nella sua costruzione furono riutilizzati materiali di spoglio di edifici precedenti, tra cui alcune epigrafi funerarie classiche. L'interno  della chiesa è caratterizzato dai due arconi ogivali che sorreggono la copertura. L'ultimo intervento ha riportato in vista i conci delle pareti rimuovendo l'intonaco fatiscente, salvandone le parti decorate con importanti affreschi. Sulla parte sinistra un dittico con S. Antonio da Padova e Madonna con Bambino della metà del XV secolo, alla sinistra dell'abside è raffigurato il titolare S. Pietro, e in alto, a destra dell'abside, Cristo sul sepolcro e Madonna con Bambino. Nella rimozione del massiccio altare è tornata alla luce la mensa originale e ai suoi piedi l'epigrafe funeraria classica che era stata inglobata nella muratura.

Affreschi

Alla sinistra dell'abside, questa magnifica figura di S. Pietro, titolare della chiesa che il Nessi aveva datato al primo '400. Più recentemente è stata attribuita a Bartolomeo da Miranda che nella quarta decade del XV secolo fu molto attivo nella zona, specialmene nella vicina Pietrarossa. Recentemente è stata riscoperta una sua opera a Bovara. Lungo la parete sinistra rimane, abbastanza ben conservato, un dittico con S. Antonio da Padova e Madonna con Bambino. É originale la decorazione della veste della madonna dal viso bellissimo. Dall'iscrizione si può ancora scorgere parte della data: M4.., in perfetto accordo con la primitiva attribuzione del Nessi che a suo tempo, per la presenza di vari oggetti qui riposti, non aveva potuto esaminare la base del dipinto. Il panneggio della figura della Madonna richiama ancora la mano di Bartolomeo da Miranda o di un suo discepolo (inedito 2006). Zona absidale, questo affresco, datato 1525, è attribuibile a Paolo Bontulli da Percanestro. La decorazione geometrica del fondo è identica a quella della venerata immagine della Madonna della Stella.

Epigrafi

Questa bella epigrafe, già pubblicata dal C.I.L.1, da tempo inglobata nell'altare in pietrame era ormai ritenuta perduta. Nella monumentale raccolta, stilata tra il 19° e ol 20° secolo era stata riportata sulla fede di una trascrizione precedente. Ritrovata nel corso del recente restauro,  si può ora vedere infissa nel pavimento del presbiterio nella posizione in cui è stata rinvenuta. L'ultima riga non è visibile perché annegata nella malta. Riportata alla luce completamente durante il restauro del 2012. Con la luce radente è facilmente leggibile il testo, perfettamente conforme alla precedente trascrizione, che informava il viandante della presenza della tomba del PITTORE SULPICIO, Liberto di Lucio, alla distanza di 15 piedi, di fronte, nel campo.

SVLPICIVS
L. L. EROS
PICTOR
Nel XV P FRONT
(IN AGR P XV)

Sul lato nord una porta, con uno strano architrave a mezzaluna, è stata anticamente tamponata con materiali di recupero. Il 4 Novembre 1998 , Bill Thayer di Chicago, in visita a Trevi, ha individuato un frammento di epigrafe in un blocchetto di marmo riutilizzato nella muratura e ne ha dato subito notizia nel suo sito monumentale. La parete nord era ricoperta di edera da tempo immemorabile e il frammento è rimasto nascosto fino all'ultimo intervento. Porta Nord, tamponata architrave della porta della parete nord, a forma di una falce di luna. Nel restauro del 2012 la porta è stata riaperta e il frammento di epigrafe si è potuto ricongiungere con altri permettendone la ricomposizione e la sorprendente lettura. Altra epigrafe, rinvenuta in questa chiesa, databile al 514 d.C. si trova nel museo comunale.

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DOVE SI TROVA


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