INFORMAZIONI


Scheda

Nazione: Italy
Regione: Umbria
Provincia: Perugia (PG)
Comune: Montefalco
Localita' o frazione: Centro storico
Nome bene: Complesso Museale di San Francesco

Cenni storici

Complesso Museale di San Francesco - Montefalco (PG)

La Chiesa Museo di San Francesco fu costruita tra il 1335 e il 1338 dai Frati Minori e corrisponde al terzo insediamento francescano nell’ambito montefalchese, ma il primo entro le mura. Officiata dai frati fino al 1863, la Chiesa in quell’anno passò in proprietà al Comune di Montefalco e dal 1895 divenne sede del museo civico. La Chiesa a pianta rettangolare è composta da una navata centrale che si conclude con un’abside pentagonale, con ai lati due cappelle a pianta rettangolare. La navata laterale è stata ricavata nel XVII secolo con l’abbattimento delle pareti laterali di singole cappelle costruite a partire dal XIV secolo. La superficie pittorica è stata affrescata tra il XIV e il XVI secolo, da famosi artisti, tra cui Benozzo Gozzoli e Pietro Vannucci detto il Perugino.

Ciclo affreschi dell’abside

A pianta pentagonale con volta costolonata poggiante su peducci figurati completamente, l’abisde è preceduta da una pergola in legno intagliato, dipinto e dorato commissionata da Niccolò Zuccarini. Il Coro costituito da 16 stalli in legno, pur mancando ogni documentazione, è stato realizzato alla fine del XIX secolo. L’abside è stata completamente affrescata da Benozzo Gozzoli con Storie della Vita di San Francesco, Santi e personaggi dell’ordine francescano nel 1452. Questi affreschi rappresentano la prima straordinaria testimonianza dell’avvenuto raggiungimento dello “status” di maestro indipendente da parte del Gozzoli, il quale collaborò precedentemente con Beato Angelico. Oggi questo ciclo di affreschi, sopravvissuto al terremoto del 1997, appare in uno stato di piena leggibilità grazie al magistrale restauro terminato nel 2000. Gli affreschi furono eseguiti su commissione di fra Jacopo Mactioli da Montefalco, priore del convento. I venti episodi della Vita del Santo sono narrati all’interno di dodici scene disposte su tre registri, la narrazione procede da sinistra verso destra, partendo dal basso. Le volte dell’abside sono ornate con elementi vegetali, figure di Santi francescani e Gloria di San Francesco. In uno degli episodi, Gozzoli ritrae San Francesco che benedice la città di Montefalco: lo sfondo rurale ricalca l'importanza della coltivazione della vite per la città. Sempre nell’abside della chiesa, alludeva forse al Sagrantino dipingendo la tavola imbandita con il vino rosso sulla mensa del cavaliere da Celano.

Pinacoteca

Con la soppressione delle corporazioni religiose, il Comune di Montefalco si trovò a gestire tutto il patrimonio ad esse appartenuto, tra cui risultavano diverse opere d’arte. Inizialmente queste opere vennero dislocate all’interno degli uffici del Palazzo Comunale. Nel 1895 tutte le opere vennero spostate all’interno della chiesa dedicata a San Francesco. Queste vennero esposte senza un criterio dando alla chiesa un aspetto molto monotono e togliendo interesse e suggestione a queste opere. Per queste ragioni ci fu bisogno di rinnovare l’aspetto della sala espositiva per nobilitare queste opere. Il ripristino dei locali ex conventuali avvenne intorno al 1990, creando una sede espositiva adatta ad accogliere queste opere. Il locale è diviso in 4 sale espositive e conserva 14 opere mobili.

Cantine dei frati

Per la prima volta nel 2006 sono state rese accessibili e visitabili le antiche cantine dei Frati Minori Conventuali di Montefalco, venute alla luce durante gli ultimi lavori di restauro e allestite con materiali del XVIII e XIX secolo, legati alla lavorazione delle uve e alla produzione vinicola. (Collezione Privata dell’ Associazione "Studio e Ricerca delle Tradizioni Popolari Umbre Marco Gambacurta"). Sono perfettamente conservate le antiche vasche per la raccolta e la pigiatura delle uve e per contenere il vino e si può vedere anche l’incasso per l’alloggio dei torchi. La produzione di vino da parte dei frati risulta documentata nello Statuto Comunale del 1692, in cui si danno indicazioni relative alla vendita e si citano le suddette cantine come "le più grandi di Montefalco". Altra interessantissima citazione relativa ai locali si trova nell'"Inventario dei beni mobili del Convento dei Frati Minori conventuali della Chiesa di San Francesco" del 1798, conservato presso l’Archivio di Stato di Spoleto, in cui vengono elencati i materiali contenuti. Questo documento storico, infatti, conferma la presenza nella struttura di una cantina allestita e funzionale con vasche per la pigiature delle uve e la raccolta del vino, botti, botticelle, bigonci ed altre attrezzature tipiche della produzione di vino. Ottimamente conservate, le cantine, site all’interno del Complesso Museale di San Francesco, sono una mirabile testimonianza di un legame vivo sempre esistito a Montefalco fin dai tempi più antichi, che unisce arte e quotidianità, cultura e società e che proprio in questa splendida struttura ha avuto il suo centro, grazie al ruolo ed alle attività dei frati nel corso dei secoli.

Raccolta archeologica

La documentazione di carattere archeologico conservata proviene interamente dal territorio di Montefalco ed attesta l’occupazione di tutta l’area in epoca romana, quando l’agro era compreso tra le giurisdizioni amministrative di Spoletium, Mevania, Tuder e Trebiae e occupato da ville patrizie romane. La fondazione della città è piuttosto recente e risale all’età altomedievale, intorno ai secoli VIII - IX. Gli insediamenti, divenuti piuttosto numerosi, favorirono la costruzione di chiese e il conseguente fiorire di un artigianato locale. La maggior parte dei materiali archeologici conservati nel museo sono stati rinvenuti in situazioni di recupero e di riutilizzo all’interno di edifici di epoca medievale.

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Photo Gallery A.D. 2018

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