INFORMAZIONI


Scheda

Nazione: Italy
Regione: Umbria
Provincia: Perugia (PG)
Comune: Gualdo Tadino
Localita' o frazione:  Pieve di Compresseto
Nome bene: Pieve di Maria Assunta in Cielo

Cenni storici

Pieve di Maria Assunta in Cielo - Gualdo Tadino (PG)

La chiesa parrocchiale di Pieve di Compresseto, intitolata a Maria Assunta in Cielo, ha origini antichissime. Secondo lo storico mons. Gino Sigismondi di Nocera Umbra, era una chiese anteriore all’anno Mille di alcuni secoli. Esistono tre pergamene datate 1130, 1163, 1191 rispettivamente del Vescovo di Nocera, dell'Imperatore Federico I e Pontificia che trattano della nostra Chiesa. In particolare con questi documenti si riconosceva al monastero benedettino di S. Donato in Pulpiano, presso Gubbio, il possesso della chiesa di "Santae Mariae in Compresseto... cum decimis et primitiis" (archivio Vaticano "Collettorie" Vol. 402 tomo 37 e 38 c). Nella prima metà del '500 la chiesa aveva una sola navata con un altare maggiore rialzato rispetto al piano del pavimento e due altari laterali, uno cornu epistolae e l'altro cornu evangeli, dedicati rispettivamente al Sacro Cuore ed alla Madonna del Rosario. Nel secolo successivo, con donazioni della Compagnia del Sacramento e di privati, vennero costruiti due nuovi altari laterali dedicati a S. Macario, nostro compatrono, e a S. Antonio ed ogni altare venne arricchito con pale d'altare e quadri di pregevole fattura. Nel 1877 la Chiesa, causa lavori di ristrutturazione, cambia volto e vengono ricostruiti la sacrestia e l'attuale campanile di 20 metri, mentre all' interno venne costruito un organo a "canne" su di un palco in legno (1650) tutt'ora presente e funzionante, grazie al restauro operato pochi anni fà. Dal 1910 al 1919 la chiesa venne di nuovo ristrutturata ed affiancata da una nuova casa parrocchiale in pietra. All'interno venne completamente dipinta dal pittore Alessandro Bianchini di Perugia, su commissione del parroco don Angelo Del Ventura. Alessandro Bianchini adottò in alcune parti lo stile pittorico Liberty o Floreale che ben si armonizza con lo stile ottocentesco della chiesa. La chiesa era completamente ricoperta di affreschi di cui ne rimane solo uno del 1574 di autore ignoto, raffigurante S. Antonio Abate, mentre è andato perso, durante i lavori un affresco di Matteo da Gualdo del 1490. La chiesa è oggi considerata come uno dei monumenti sacri più significativi dell'alta Umbria anche per le pregevoli opere d'arte in essa custodite e per l'affresco di S. Antonio Abbate.

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Il Castello di Compressetum, sito a nord-ovest del territorio tadinate, ha un'origine antichissima che risale, con molta probabilità, al periodo dell'incastellamento (ultimi decenni del secolo X). Costruito su una collina a cavallo tra le valli dei fiumi Chiascio e Rasina, assolveva alle funzioni di difesa dei villaggi e delle popolazioni circostanti e di controllo del territorio. Per lungo tempo fu sotto la giurisdizione del Ducato di Spoleto, che lo diede in possesso ai conti Monaldi di Nocera. Questi, considerata la posizione strategica del castello, lo consolidarono nella struttura e vi posero una guarnigione d'armati con a capo un comes. Con il declino del potere del Ducato e, soprattutto, dei conti Monaldi, il castello di Compressetum subì un lento e progressivo abbandono e venne probabilmente occupato e distrutto, come testimoniano i ruderi rimasti. Nei primi decenni del XII secolo venne ricostruito a poca distanza, più in alto, cinto di mura e dotato di tre torri, tuttora in discreto stato di conservazione. Intorno al castello sorgeva un popoloso villaggio ed una chiesa dedicata alla Assunzione di Maria Vergine, che svolse funzioni di pievania. Esistono, a prova di quanto affermato, due antiche pergamene conservate nell'Archivio Segreto Vaticano, di cui una imperiale ed una papale: con la prima, datata Lodi 1163, l'imperatore Federico I Barbarossa, prendendo sotto la propria protezione il monastero benedettino di San Donato di Pulpiano presso Gubbio, riconfermava allo stesso i possessi, tra cui "medietatem plebis Compresseti". Nella seconda, dovuta a Celestino III e datata Laterano 1191, il papa prendeva sotto la protezione apostolica lo stesso monastero di San Donato di Pulpiano e gli riconfermava il godimento dei beni, tra i quali lo "jus quod habetis in plebe de Compresseto". Nella seconda metà del XIII secolo, il castello di Compressetum fu conquistato dal Comune di Perugia per frenare le pretese di Gubbio e le rivendicazioni del Ducato di Spoleto. L'atto di sottomissione fu firmato a Perugia dai Magistrati perugini e da Tommaso di Monaldo, comes de Compresseto, nel 1251. I Magistrati Perugini, nei decenni successivi, potenziarono e fortificarono il castello, che rappresentava per loro uno dei punti di difesa del confine orientale e costruirono sul colle sovrastante anche una Rocca, che chiamarono Poggio Sant'Ercolano, in onore del patrono della città. Dopo questi fatti segue un lungo periodo d'oscurità e di oblio, e non si conoscono le vicende che lo portarono, sotto la giurisdizione del Ducato di Spoleto, allo Stato Pontificio. Nella seconda metà del XVII secolo era retto dal capitano Amandino Raspanti, i cui eredi lo governarono fino al 1860: di questo periodo rimane solo un ovale in pietra con inciso uno stemma di una raspa. Fino al 1861 Pieve di Compresseto fu Comune appodiato per poi essere inglobato nel Comune di Gualdo Tadino. Durante il periodo in cui Pieve di Compresseto fu comune, i sindaci furono:

Gio. Battista Berardi (1830)
Niccolò Farabbi e Giuseppe Venarucci, consiglieri con sindaco vacante (1833)
Luigi Farabi (1851)
Francesco Gatti (1855)

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