INFORMAZIONI


Scheda

Nazione: Italy
Regione: Umbria
Provincia: Perugia (PG)
Comune:  Assisi
Localita' o frazione: Monte Subasio
Nome bene: Eremo delle Carceri

Cenni storici

Eremo delle Carceri - Assisi (PG)

L’Eremo delle Carceri è sorto intorno alla grotta di S. Francesco; egli cominciò a frequentare questo monte e a rifugiarsi nella grotta tra gli anni 1205-1206. Si faceva accompagnare da un amico intimo, dicendogli di aver trovato un tesoro. L’amico se ne stava fuori ad aspettare, egli entrava nella grotta dove implorava il Signore con tutto l’ardore di cui era capace di fargli conoscere la Sua volontà. Pregava, piangeva i suoi peccati, si flagellava, ripeteva senza stancarsi parole infuocate d’amore. Quando usciva dalla grotta era così trasfigurato d’apparire molto diverso da quando vi era entrato. Con l’arrivo dei primi compagni: Bernardo da Quintavalle (nobile e ricco), Pietro Cattani (canonico e giurista), Egidio (semplice contadino) ed altri, salivano insieme attratti dalla solitudine e trovarono sparse nel bosco selvaggio altre grotte dove rifugiarsi e darsi alla preghiera personale. Per la preghiera comunitaria utilizzavano una piccola cappella dedicata a s. Maria delle Carceri. La tradizione vuole che anche questo luogo solitario, come la Porziuncola, sia stato donato a S. Francesco dai benedettini del Monte Subasio nell’anno 1215.

Da notare un episodio importante nella storia francescana che richiama l’Eremo. Nel 1216, Francesco stando alla Porziuncola, vedendo come il numero dei frati cresceva ogni giorno e non sapendo scegliere tra “vita contemplativa” e “vita attiva”, chiese consiglio a Chiara (vivente a S. Damiano) e a frate Silvestro (dimorante in quel tempo all’Eremo). Mandò loro frate Masseo con un preciso incarico: chiedere a Dio quale delle due vie doveva seguire. Dopo un certo tempo, frate Masseo tornò da Francesco con la risposta sia di Chiara che di Silvestro, divinamente identiche: “ha detto il Signore che non devi preoccuparti solo di te ma anche dei fratelli”… la Volontà del Signore, dunque, era che i frati si dedicassero alla predicazione, che andassero per il mondo ad annunziare il Vangelo. Francesco accolse con gioia questa scelta del Signore; consigliava però sempre ai frati mandati per il mondo a predicare il Vangelo, di prepararsi con l’orazione e la contemplazione, per meritare dal Signore la grazia di testimoniare con la vita, la verità di quanto annunciavano. Alternavano così predicazione e momenti di solitudine negli eremi.

A partire dal 1378, frate Paoluccio Trinci di Foligno, iniziatore del “movimento dell’Osservanza” (un movimento che ripartiva dall’accentuazione della vita eremitica), chiese ed ottenne per sé e per il suo movimento l’Eremo delle Carceri… vi fece costruire uno stretto dormitorio addossato alla montagna, con “otto piccole celluzze, così strette che un uomo alquanto alto vi cape”. Frate Paoluccio chiamò a vivere in questo eremo fratelli virtuosi, amanti della solitudine, della povertà, di vita veramente contemplativa, che mantenessero vivo il ricordo del Serafico Padre e dei suoi compagni, emulandone le virtù. S. Bernardino da Siena, primo Vicario generale del movimento dell’Osservanza, apprezzava tutti quegli eremi dove aveva vissuto S. Francesco, in particolare amò molto questo luogo tanto che, per tradizione antica, è dedicata a lui la parte del Convento del XV° sec. (ne dà testimonianza il rosone che sormonta l’ingresso del piccolo convento, il quale reca nel centro il “simbolo del Nome di Gesù” JHS, segno caratteristico della devozione da lui diffusa).

Da allora, fino ad oggi, i fratelli che vi sono succeduti attraverso i secoli hanno ampliato la costruzione secondo le necessità del momento, fino a darle la forma attuale, conservandone però, lo stile e lo spirito della santa Povertà e della sua sorella la pura e santa Semplicità.

Attualmente l’Eremo delle Carceri è custodito da una comunità di cinque religiosi dell’Ordine dei Frati Minori, che hanno ricevuto l’incarico dell’animazione religiosa del Santuario e dell’accoglienza dei numerosi pellegrini che ogni anno visitano questi luoghi. I frati sono aiutati nel servizio da tre sorelle delle Clarisse Missionarie del Santissimo Sacramento (francescane). I pellegrini vengono accolti sia come singoli che come gruppi. Per chi lo desidera, la visita guidata dai religiosi può diventare una vera e propria catechesi sullo “spirito di preghiera e di contemplazione” qui vissuto da S. Francesco.

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