INFORMAZIONI


Scheda

Nazione: Italy
Regione: Umbria
Provincia: Perugia (PG)
Comune: Gubbio
Localita' o frazione: Montelovesco
Nome bene: Grotta di Santa Cecilia

Cenni storici

Grotta di Santa Cecilia - Gubbio (PG)

La Grotta si trova ad appena 100 metri proprio sotto l'Eremo.
Visitò « ... la Chiesa della beata Cecilia vergine, nella parrocchia di Montelovesco che appartiene, insieme all’onere di manutenzione, alle Monache di San Benedetto di Gubbio (dagli Atti di S. Visita 15.4.1720, 21.4.1818, 7.6.1842 e 4.9.1852). Nei suddetti Atti di sacra Visita del 4 settembre 1852 così descritta questa chiesa: Sorge presso l’alveo del torrente Mussino in un posto desolato ed impervio, dove sorgeva il Monastero di S. Angelo «de Cuti» le cui rovine ancora si vedono. Eretto circa l'anno 1237 da Villano, Vescovo di Gubbio, come risulta dalle Lettere Apostoliche di Innocenzo III dell'anno 1251 e da una pergamena conservata nell'archivio della Cattedrale che riferisce la donazione della chiesa si S. Angelo «de Cuti» fatta dal suddetto beato Vescovo per edificare un Monastero «Pauperum Dominarum Reclusarum». Circonda la chiesa una orrrida selva di quercie e la lambisce un ruscello d’acqua perenne che poco dopo precipita dallo scoglio. Sotto questa chiesa c’è una grotta scavata nello scoglio nella quale si dice che la beata Cecilia abbia condotto la sua vita e si sia data tutta alle cose del cielo e le tracce che vi si vedono nello scoglio e che hanno quasi la forma di un corpo dormiente è tradizione che siano le tracce della stessa beata; e la gente dei dintorni asserisce che queste siano rimaste sempre nel medesimo stato. Non esiste un passaggio che introduca questa grotta e, ciò aggiunge orrore, ci sono dei fitti rami che ustruiscono l'ingresso e lo nascondono. Nel ruscello suddetto si vede una grande pietra scavata a forma di catino e si dice che l’incavo sia stato fatto dalla beata Cecilia per raccogliere acqua. Altro elemento importante che connota la vita eremitica è la grotta, appunto, perché richiama il rito dell’incubazione, che è tra le pratiche devozionali-terapeutiche connesse al culto di Santa Cecilia (derivante dal rito in uso nell’antica Grecia legato al culto di Esculapio sin dal IV sec. a.C.). I bambini venivano posti per qualche tempo in una buca al centro della Chiesa affinché vi dormissero. Più tardi, nei resoconti delle visite pastorali, non si parla più di tale buca ma si insiste sulla valenza terapeutica della santa in relazione alla sua intercessione in favore dei bambini. Nella stessa immagine raffigurante S. Cecilia, ella ha in mano un nido, che simbolicamente rappresenta i valori legati alla fecondità, alla nascita, alla cura delle piccole creature.

da un depliant sul luogo con offerta

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GALLERY


Photo Gallery A.D. 2019 - Grotta di Santa Cecilia


DOVE SI TROVA


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