INFORMAZIONI


Scheda

Nazione: Italy
Regione: Umbria
Provincia: Perugia (PG)
Comune: Gualdo Tadino
Localita' o frazione: San Rocco
Nome bene: Chiesa di San Rocco

Cenni storici

Chiesa di San Rocco - Gualdo Tadino (PG)

Negli Atti di una Sacra Visita, praticata in questa Chiesa il 4 Ottobre 1652, dallo storico Folignate Ludovico Jacobilli, quale rappresentante e per incarico del Vescovo di Nocera, leggesi che la Chiesa stessa, in segno di espiazione, era stata costruita e dedicata a S. Rocco, il protettore degli appestati, nell'anno 1448, mentre una pestilenza decimava la popolazione Gualdese. Esatta è la notizia, ma errato è l'anno a cui questa va riferita; né ciò del resto deve far meraviglia, poiché i suddetti Atti di Sacre Visite, contengono frequenti errori per quanto si riferisce a nomi ed a date. Nessuna pestilenza ci risulta essere stata in Gualdo nel 1448, ma, anche senza tener conto di ciò, sulla scorta di due documenti del nostro Archivio Notarile, dobbiamo invece posporre di circa trent'anni l'erezione della Chiesa in esame. Trattasi di due testamenti dettati il 9 Settembre e il 28 Decembre 1476. Nel primo si legge che la testatrice, Margherita del fu Ermanuccio da Belvedere (Fabriano), moglie di Nicolo da Rigali, ritiratasi per sfuggire la pestilenza in una capanna a Sasso Cupo presso Rigali, lasciava dieci bolognini "cappelle gloriosissimi Martiris (sic) sancti Rocci, pro fabricatione dicte capelle ". Similmente dal secondo testamento, si apprende che Pietro di Rinalduccio da Gualdo, donava " pro fabricatione capelle Sancti Rochi solidos XXV denariorum ". L'erezione della Chiesa dovette quindi avvenire o nel suddetto anno 1476 o, al più tardi, entro il decennio seguente, durante il quale, quando più, quando meno intensa, la pestilenza serpeggiò nella nostra regione, facendovi moltissime vittime. Certo, che nel 1486 la Chiesa era già costruita, poiché in tale anno, il 15 di Agosto, Bernardino di Gaspare De Humiolìs da Gualdo, con legato testamentario, lasciava due fiorini Marchigiani, per fornire di un calice, entro sei anni, la Chiesa di S. Rocco. Cinquanta bolognini elargiva anche alla stessa " pro acconcimine et ornamento" il 26 Luglio 1507, tal Francesco di Cinzio Fidatti da Gualdo. (1) Dalla sua fondazione, la Chiesa di S. Rocco, è rimasta poi sempre sino ad oggi in possesso del Comune, il quale, dopo che nel 1519 assunse l'amministrazione dell'antico Ospedale di Dioti salvi, altrimenti detto di S. Lazzaro, l'aggregò all'Ospedale stesso, certo in relazione con le sue prime origini. (2) La Chiesuola è piccola, di forma semicircolare, a volta, ed era inoltre munita di campana. Appena costruita, il suo interno fu in breve ricoperto da bellissimi affreschi, dovuti all'abile mano di un ben noto pittore, Matteo da Gualdo. Particolare notevole si è che gli affreschi in parola, consistevano in tanti quadri, l'un presso l'altro disposti e che talvolta ripetevano anche lo stesso soggetto. Questo ci fa pensare che ognuno di quei quadri, come allora si usava, fosse stato dipinto per commissione di un particolare individuo e che stesse a ricordare qualche pio voto, cioè o il ringraziamento a S. Rocco per essere sfuggiti al contagio, oppure un offerta propiziatoria per esserne immuni nell'avvenire. Di quest'opera, che fu forse tra le più belle del pittore Gualdese, oggi ben poco rimane, essendo gli affreschi andati perduti nella massima parte, per l'umidità, per lo scrostamento dell'intonaco e più che altro per l'incuria degli uomini, ed anche le poche figure che restano sono destinate ad una sicura e non lontana scomparsa. Di questi dipinti, diamo una dettagliata descrizione nel Capitolo in cui si tratta della vita e delle opere dell'artista Matteo da Gualdo. Oltre a ciò, sopra l'unico Altare, recinto da una cancellata in legno, esisteva un antico quadro in tela d'ignoto autore, raffigurante la Vergine con S. Rocco, S. Lazzaro, S. Domenico ed il Beato Angelo da Gualdo. Nel primo decennio del XVII secolo, nella Chiesa di S. Rocco, come già si disse, vennero trasferite le ossa del Beato Marzio che prima riposavano in un Eremitorio o Chiesuola, la quale sorgeva presso le sorgenti che oggi alimentano l'acquedotto pubblico Gualdese. Il trasferimento si effettuò perché questa era quasi del tutto crollata e fu compiuto solennemente dalla Confraternita di S. Giovanni Battista, con l'intervento del Clero. Alla Chiesa di S. Rocco passarono così anche la campana, il titolo e il Beneficio della scomparsa Chiesuola del B. Marzio, e sul nuovo sepolcro, situato sulla parete sinistra, fu collocata una lapide con questa epigrafe " Hic requiescit corpus B. Martii eremitae Gualdensis. Anno 1608. " In seguito, nel 1766, i Minori Conventuali del Convento di S. Francesco, chiesero al Comune di Gualdo, il permesso di trasportare nel proprio Tempio, le ossa venerate del Beato Marzio, ma l'Abbate di S. Donato, entro la di cui giurisdizione sorgeva la Chiesa di S. Rocco, si oppose a ciò, anche perché desiderava effettuare invece detto trasferimento nella sua Chiesa di S. Donato. Ma i Minori Conventuali, memori del proverbio: Cosa fatta capo ha, seppero prevenirlo e nel Settembre di quello stesso anno, di notte tempo, nascostamente involarono da S. Rocco le bramate spoglie e le tumularono nella loro Chiesa di S. Francesco, dove rimasero nonostante le proteste dell'Abbate di S. Donato e del Comune di Gualdo. Quest'ultimo godette sempre il diritto di nominare il Cappellano di S. Rocco, che poi stipendiava con i fondi del suddetto Ospedale di S. Lazzaro. Sin dai primi tempi, vi si indiceva un Officio di più Messe nella festa del Santo Titolare e vi si celebrava spesso per incarico di pie persone; ad esempio le Monache del Monastero di S. Maria Maddalena, vi facevano dire Messa ogni anno nel mese di Agosto. Durante un certo periodo di tempo, si usò anche di officiarla nel secondo giorno delle Rogazioni e nella festa di S. Lorenzo. Più tardi si cominciò a celebrarvi le Messe regolarmente in tutte le feste di precetto, ed il Comune di Gualdo, con Deliberazione del 4 Aprile 1666, dispose che dette Messe dovevano essere, senza eccezione, applicate in suffragio di tutti i defunti per peste nelle varie epidemie che in passato avevano colpito la nostra Città e che al Celebrante sarebbero stati dati, in compenso, sei scudi annui. Fu allora che i Minori Osservanti del Convento dell'Annunziata, fecero domanda per ottenere detta officiatura, e l'ottennero dal Comune stesso, con Deliberazione Consigliare del 9 Gennaio 1667, e ad essi furono così affidate anche le chiavi e la custodia della Chiesa. Però in seguito, questi frati trascurarono detta officiatura sino a lasciarla quasi cadere in disuso per cui, con Decreto del 1 Luglio 1840, il Comune ridusse a venti il numero di Messe annue, da celebrarsi in S. Rocco nei mesi di Giugno, Luglio, Agosto e Settembre, col compenso di venti baiocchi per Messa. Ma siccome, per la sua posizione fuori la Città, poca gente vi accorreva per assistere ai divini Offici, così la Giunta Comunale, il 9 Giugno 1871, stabilì che, per maggior comodo della popolazione, dette Messe di suffragio, come anche quelle per la festa di S. Rocco, si sarebbero celebrate invece in un'altra Chiesa entro Gualdo e tale disposizione fu poi regolarmente approvata dal Vescovo di Nocera. II Beneficio Ecclesiastico inerente alla Chiesa di S. Rocco, che possedeva qualche piccolo terreno, essendo stato demaniato quando al Pontificio successe l'attuale Governo Italiano, venne poi riscattato nel principio di questo secolo, dal Sindaco di allora, Ugo Guerrieri.

(1) Arch. Notarile di Gualdo: Rogiti di Andrea di Angelo de Benadattis, dal 1469 al 1477, c. 136 e 140t; di Pietro di Mariano di Ser Lorenzo Muscelli, dal 1473 al 1527, c. 57 e 227.
(2) R. GUERRIERI: Gli antichi Istituti Ospedalieri in Gualdo Tadino. Perugia 1909, p. 57, 58.

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