INFORMAZIONI


Scheda

Nazione: Italy
Regione: Umbria
Provincia: Perugia (PG)
Comune: Gualdo Tadino
Localita' o frazione: Caprara
Nome bene: Chiesa di San Cristoforo

Cenni storici

Chiesa di San Cristoforo - Gualdo Tadino (PG)

Due sono le chiese esistenti nel territorio che attestano la re­ligiosità dei nostri antenati: la Chiesa di S. Cristoforo e la Chiesa di S. Giovanni nel vocabolo « La foresta o boschetto ». Assai più importante la prima. La Chiesa di S. Cristoforo è certamente molto antica, anche se bisogna arrivare all’aprile del 1486 per trovarla citata. Del resto vi si ammirano ancora oggi degli affreschi, peraltro abbastanza ben conservati, che risalgono di certo alla fine del trecento o ai primi del quattrocento, che provano la sua esistenza e la sua importanza già in quell’epoca. Sono del 24 aprile 1486 due testamenti di due donne, residenti nel castello di Branca, che chiedono di essere sepolte nella Chiesa di S. Cristoforo di Caprara e per questo lasciano rispettivamente «due bolognini e un fiorino». Pochi anni dopo, nel 1506, la trovia­mo tra le chiese parrocchiali e riceve, per un semestre, a titolo di decima, dal Comune di Gualdo, la somma di « quattro bolognini e nove soldi ». Della lunga controversia e della sua dipendenza dall’Abbazia di Montelabate abbiamo già detto, dipendenza che si mantenne immutata fino al secolo scorso, anche se la nomina del Parroco - di diritto dell'Abate - doveva poi essere convalidata dal Vescovo di Nocera. I rapporti tra l'Abbazia e quest’ultimo non furono sempre pacifici e quasi mai improntati a rispetto reciproco. Valga per tutti questo episodio. Verso la fine del 1717 tra il Vescovo di Nocera, Mons. Ales­sandro Borgia, e l’Abate della Badia di Valdiponte sì venne ad un contrasto di poteri piuttosto acceso. Il Parroco di Caprara, France­sco Sillani, di Gualdo Tadino, era stato accusato di un delitto e, temendo le giuste pene da parte del Vescovo di Nocera, se ne fug­gì, portando con sè le chiavi della Chiesa e della Canonica. Il Sa­cerdote supplente, mandato dal Vescovo, quando arrivò al castello, trovò le porte sbarrate e soltanto dopo molto discutere, le porte furono forzate e il sacerdote vi potè entrare e celebrare la Messa. Quando l’Abate seppe la cosa protestò vivamente e mandò nel Ca­stello di Caprara i suoi soldati, i quali presero gli accusatori del Sìllani e minacciarono anche il sacerdote supplente, il quale, per timore di peggio, preferì anche lui fuggire. Così per i rimanenti mesi di quell’anno 1717, nella Chiesa di Caprara non fu più cele­brata alcuna Messa. Ma la cosa non finì qui. L’Abate dell’Abbazia di Valdipcnte si adoperò perché il processo a carico del Parroco Sillani fosse deferito al tribunale di Perugia, dove egli contava ap­poggi, mentre il Vescovo di Nocera sosteneva che sarebbe stato di competenza solo della Curia Nocerina. Ai primi dell’anno se­guente, il Vescovo ricorse al Papa il quale comandò che la causa fosse deferita alla Curia di Nocera « a salvaguardia degli episco­pali diritti ». (Cfr. Alfieri: La cronaca della Diocesi di Nocera). Della Chiesa di S. Cristoforo ci restano poche notizie, anche se dovette essere tra le più importanti perché chiesa parrocchiale e perché sorgeva nel castello di Caprara, uno dei più forti e popo­losi castelli del Gualdese. Vi erano, e sono rimasti al presente, due Altari: il maggiore dedicato a S. Cristoforo, il Titolare, e l’altro alla Madonna del Rosario. Nel primo si celebrava la Messa ogni giorno festivo e si faceva « un officio » di più messe nella festa del Santo; nel secondo si celebrava ogni sabato. L’altare di S. Cri­stoforo era mantenuto a spese della Confraternita del Sacramento, era sormontato da una grande tela raffigurante la Madonna con S. Cristoforo e S. Giovanni. Questo quadro, restaurato di recente a cu­ra del Parroco, è opera del pittore Avanzino Nuoci, nato a Gubbio nel 1552 e morto a Roma nel 1629 e si può ora ammirare nella Cap­pella della Madonna. L’altare della Madonna del Rosario, mantenuto dalla Confra­ternita omonima, aveva un censo di 25 fiorini. Era sormontato da un quadro in tela di pregevole fattura raffigurante la Madonna con intorno i quindici misteri. Detto quadro oggi si trova, anche se torno torno non ha più i misteri, in sacrestia e al suo posto è stata collo­cata una Statua della Vergine. La Chiesa è interamente a volta e i restauri operati nel tempo, hanno alterato solo in parte il suo aspetto antico. Vi esistevano, come del resto in altre chiese parrocchiali lontane dal Cimitero urbano, quattro sepolcri: uno riservato ai sacerdoti, uno per i bam­bini d’ambo i sessi, uno per gli adulti maschi e l’ultimo per le fem­mine. Stando al verbale della visita pastorale fatta dal Vescovo di Nocera nel 1718, sembrerebbe che allora vi fosse una torre cam­panaria con due campane, mentre oggi le due campane sono dentro due piccole arcate in un agile campanile a vela. Quello che di più prezioso si poteva ammirare in questa antica Chiesa era che originariamente le sue pareti erano tutte ricoperte da affreschi, mentre oggi ne restano solo alcuni sulla parete - a sinistra di chi entra - che raffigurano: S. Cristoforo, S. Margherita, regina di Scozia con il drago, una Madonna con Bambino e con due angeli di sopra al capo, un Vescovo che potrebbe essere S. Rinaldo, S. Facondino o più verosimilmente S. Ubaldo, e da ultimo S. Seba­stiano e S. Rocco. Alcuni di questi affreschi, il primo e gli ultimi due sono di mano del nostro Matteo da Gualdo, gli altri della Scuo­la. Guardandoli attentamente si possono notare mani diverse ed epoche diverse non fosse altro dalla cornice pittorica che divide una figura dall’altra. Una particolarità curiosa: mentre in quasi tutte le chiese, per accedere sul sagrato, si salgono dei gradini, in questa di S. Cristo- foro, per accedere al pavimento si discendono due gradini. Era, for­se, la Cappella privata del grande Castello sovrastante di cui non rimane nulla, se non le enormi mura che si vedono nella chiesa stessa.

Tratto da "Caprara" a cura del Circolo Sportivo
Le notizie di carattere storico contenute in questo opuscolo sono prese dalla « Storia civile ed ecclesiastica del Comune di Gualdo Tadino » di Ruggero Guerrieri e dall’Archivio Diocesano di Nocera Umbra.

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