INFORMAZIONI


Scheda

Nazione: Italy
Regione: Umbria
Provincia: Perugia (PG)
Comune: Città di Castello
Localita' o frazione: Canoscio
Nome bene: Pieve di Canoscio

Cenni storici

Pieve di Canoscio - Città di Castello (PG)

Questa Pieve di Canoscio (dichiarata Monumento Nazionale), così come si presenta oggi, è databile al XII secolo, ma essa è stata costruita sulle rovine di una chiesa più antica, che sembra risalire al VI secolo. La chiesa fu dedicata da sempre ai Santi Cosma e Damiano (medici orientali martirizzati nel 303 da Diocleziano), il cui culto fu portato in occidente nel VI secolo a Roma da dove si propagò poi in tutt'Italia. La Pieve è di architettura romanica e, con l'attigua casa canonica arcipetrale, forma un bellissimo insieme. È a pianta rettangolare, con una navata a capriate, terminante in abside semicircolare. Ha un portale con architrave e una facciata "a capanna", in conci di pietra arenaria, culminante, sulla sinistra, in un piccolo campanile rettangolare "a vela" o "a coda di rondine", con due bifore per le campane. Ha un magnifico "rosoncino" nella facciata e delle piccole finestre ogivali e rettangolari nelle altre pareti. Vicino alla porta d'ingresso, a sinistra, c'è il Fonte Battesimale, in stile antico su base ottagonale e con artistica cancellata di ferro del secolo XIV. Sulla destra, invece, è collocata l'acquasantiera di pietra con la vaschetta antica. In chiesa si conservano anche dei materiali erratici, tra cui una grossa lastra di pietra, con su scolpiti una croce e disegni romanici, utilizzata come sostegno dell'altare. La Pieve è stata ripristinata nelle sue caratteristiche originali agli inizi del 1900 dall'arciprete Don Giuseppe Lignani sotto la direzione dell'architetto Giuseppe Castellucci di Firenze, che tra l'altro lavorò mirabilmente la grande balaustra di travertino, riprendendo il "motivo" della croce della pietra dell altare. In quella occasione fu restaurata anche l'attigua casa canonica. Dopo quei restauri, la Pieve fu consacrata dal Vescovo il Beato Carlo Liviero nel 1912. Altri restauri sono stati effettuati successivamente fino a tempi recenti. Durante i lavori di restauro e togliendo rintonaco dalle pareti, apparvero molte pitture, di secoli differenti, anche sovrapposte le une alle altre, variamente conservate ed attribuibili a maestranze locali con influenze della scuola senese. Sulla parete di destra, sono dipinti vari Santi, tra cui i Protettori Cosma e Damiano, San Sebastiano (invocato contro la peste), San Pietro apostolo e San Michele Arcangelo. Insieme a questi Santi c'è il capolavoro della Pieve, di pittore ignoto: la Maestosa Immagine (affresco di metri 5x4) della Madonna della Misericordia, che protegge sotto il suo manto gli appartenerti alla Confraternita dei Santi Cosma e Damiano e li salva dalla peste. Gli studiosi dicono che questa della Pieve di Canoscio, è la più antica Immagine, di tutta Italia, che raffigura la Misericordia di Maria. Sotto l'affresco c'è una importante scritta latina che, tradotta, significa: "30 novembre 1348: quest'opera fu fatta fare da Maffeo Marsi priore e da Giovanni Mugio sottopriore della Fraternità dei Santi Cosma e Damiano Martiri. A questo stesso anno, come sappiamo, risale anche l'immagine della "Madonna del Transito" venerata nel Santuario. Nella parete sinistra vediamo altre figure di Santi molto rovinate; poi una soavissima immagine (opera del XIX secolo del pittore tifernate Elia Volpi) della Vergine Maria con il Bambino Gesù. Inoltre, una caratteristica e rara raffigurazione della Trinità: un corpo che ha tre teste, il braccio destro alzato e il braccio sinistro che tiene un libro aperto. Nell'abside, invece, al di sopra del tabernacolo del Santissimo, vediamo delle pitture molto danneggiate dal tempo e da infiltrazioni di acqua dal tetto: una impressionante raffigurazione dell'inferno e la dolorosa scena della Crocifissione, con la Madonna, San Giovanni e la Maddalena, e poi ancora altre figure di Santi. La Pieve di Canoscio anticamente era inclusa in un fortilizio-castello, cinto di muraglia e di fossati che consentirono una valida difesa lungo i secoli. A 50 metri dalla Pieve, a destra della strada salendo, sorge un grande edificio, chiamato "Casa Ospitale della Madonna", fatto costruire a proprie spese, verso la fine del 1800, dall'Arciprete Don Francesco Volpi, per ospitare i pellegrini in visita al Santuario. Nel corso degli anni è stato adibito anche come Asilo, scuola ... Dal 1970 circa èsso è inutilizzato. A poche centinaia di metri dalla Pieve, nei pressi del cimitero, il 12 luglio 1935, venne ritrovato sottoterra, dall'agricoltore Tofanelli Giovanni, il cosiddetto Teso, o di Canoscio" (sul posto una stele ricorda l'evento), attualmente conservato nel Museo del Duomo di Città di Castello. Si tratta di 24 oggetti di argento massiccio, soprattutto per uso liturgico, tutti ben conservati, impiegati certamente nella vicina Pieve. Saranno stati ivi nascosti in tempo di guerre allo scopo di metterli in salvo. Si fanno risalire al VI secolo e forse provengono da qualche chiesa africana, come fanno supporre i nomi dei santi martiri incisi su di essi. Dalla Pieve al Santuario c'è un cammino (circa 500 metri) della Via Crucis con le 14 stazioni in ceramica del pittore Gabrielli di Badia S. Cassiano (Pg). Essa fu voluta del Rettore-Parroco Don Cesare Pazzagli e venne inaugurata il 12 agosto 1994. Un cammino più lungo della Via Crucis (circa 2 km) è quello che si snoda attraverso il bosco, da Fabbrecce fino alla Pieve, con le 14 stazioni costituite da cappellette antiche che sembra risalgono agli inizi del 1800, prima della costruzione del Santuario. La Pieve è lunga 19 metri e larga 8 metri.

Preghiamo: Gloria al Padre ...
Santi Medici Cosma e Damiano, pregate per noi!

(P. Michele M. torio dei Frati Francescani dell'Immacolata- settembre 2015)

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