INFORMAZIONI


Scheda

Nazione: Italy
Regione: Umbria
Provincia: Perugia (PG)
Comune: Pietralunga
Localita' o frazione: Pieve de' Saddi
Nome bene: Pieve de' Saddi

Cenni storici

Pieve de' Saddi - Pietralunga (PG)

La Pieve de' Saddi, distante 12 Km circa da Pietralunga e 18 Km. Circa da Città di Castello, è un edificio a pianta rettangolare allungata, diviso in tre navate, separate da colonne massicce e squadrate; è coperto da un soffitto a capriate e arricchito da un'abside di forma semicircolare e dal portico o nartece. I terremoti e le numerose modifiche passate e recenti, tra le quali spicca quella voluta da vescovo Giulio Vitelli nel 1520, ci consegnano il complesso della Pieve de' Saddi nella sua consistenza attuale. É il tipico esempio della Basilica paleocristiana. La costruzione è saldamente vincolata al suolo e appoggia sopra una cripta, di dimensioni ridotte rispetto al piano superiore, ma che si accorda perfettamente con l'insieme di tutto l'edificio. Dal piano terra, attraverso anguste scalette, si accede alla cripta dove, in origine, era situata la tomba di San Crescenziano. Sopra la scala sinistra, non può sfuggire un pregevole bassorilievo dell'VIII° secolo raffigurante San Crescenziano nell'atto di uccidere il drago. Crescenziano, nato a Roma nel 276, è un soldato della prima coorte della prima legione, di stanza a Roma per la difesa dell'Imperatore. Questa legione era comandata da San Sebastiano, insieme al quale operò per la propagazione della fede cristiana. La tradizione riferisce che a causa di un editto dell'imperatore Diocleziano, ai soldati romani venne proibito di praticare il cristianesimo e di conseguenza molti soldati cristiani vennero uccisi o costretti all'esilio. Crescenziano nel 297 abbandonò la capitale insieme ai suoi genitori e si rifugiò a Perugia. Perduti i genitori, donò parte dei suoi beni ai poveri e lasciò Perugia a cavallo recandosi con alcuni compagni nella valle Tiberiana, arrivato a Tifernum Tiberinum, oggi Città di Castello (allora interamente pagana), si propose di convertirne gli abitanti. La leggenda narra che la campagna intorno alla città, in località Pieve de' Saddi, era oppressa da un terribile drago che con il proprio alito pestilenziale procurava malattie agli abitanti e devastava le campagne. Il santo, dopo aver predicato la fede cristiana, uccise il mostro in combattimento a Pieve de' Saddi. L'imperatore Diocleziano, venuto a sapere dei fatti prodigiosi, ordinò al prefetto dell'Etruria, Flacco, di chiedere a Crescenziano l'abbandono della fede cristiana e il ritorno nella sua legione, sotto pena della morte fra i più atroci tormenti. Crescentino invece si impegnò maggiormente nella predicazione della sua fede e si guadagnò nuove conversioni, compiendo diversi miracoli. Flacco fece allora trascinare Crescenziano in un tempio dedicato a Giove, dove il Santo rifiutò di obbedire all'ordine di adorare gli dei pagani. Crescenziano venne allora messo al rogo, ma con meraviglia dei suoi carnefici risultò immune dalle fiamme, nel mezzo delle quali continuava ad intonare canti di lode a Dio. I soldati allora lo denudarono e, legatigli mani e piedi, con una corda al collo lo trascinarono per le strade cittadine, e infine, gli tagliarono la testa. Il martirio avvenne il 1º giugno del 303. Sul luogo della sepoltura del santo sorge quindi la chiesa di Pieve de' Saddi. La Chiesa è dominata da una torre del IX° secolo che si eleva alta e possente sulla vallata, benché priva della merlatura originale. Il torrione, nella sua fattura, e di mirabile eleganza: all'interno vi è una specie di vestibolo risalente al XV° secolo, con volticelle sostenute da mensole, e da cui ha inizio una scala sulla cui sommità troneggiava uno stemma della famiglia Vitelli in maiolica cromata, del 1521. Da alcuni anni, proprio nella casa Parrocchiale, è presente un Ostello nel quale accogliamo con gioia i pellegrini che effettuano il cammino di san Francesco e chiunque voglia venire a visitare la Chiesa.

Reperto osseo di animale preistorico vissuto nel territorio Appenninico dell'Alta Valle del Tevere, custodito da epoca immemorabile a Pieve de Saddi in Comune di Pietralunga (PG), dove il milite romano San Crescenziano subì il martirio con il suo plotone di soldati durante la persecuzione dell'Imperatore Diocleziano (anno 303 circa) per aver ucciso il "drago" del paganesimo con l'annuncio della Fede Cristiana.

Federico, Alexja e Damiano

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San Crescentino e il drago doganiere

Poco fuori Cantiano, in direzione Cagli, è possibile imboccare una via che conduce alla Pieve di San Crescentino. Alla struttura religiosa è legata una splendida leggenda tramandata di generazione in generazione sino ai nostri giorni. I nonni delle frazioni di I Conti e di Ca Balbano, borghi che abbracciano la struttura ecclesiastica, nelle notti "buie e tempestose" ancora narrano ai nipoti la storia di un cavaliere e di un terribile mostro che infastidiva la popolazione locale. Il fatto che dà vita all'intera vicenda sarebbe avvenuto proprio in questa zona tra III e IV secolo d.C. Si dice che un enorme drago avesse trovato dimora nella pianura paludosa, segnata dal torrente Balbano dove oggi sorge la Pieve di San Crescentino. Il drago, bestia dal carattere piuttosto scostante, avrebbe infastidito la popolazione dei due villaggi chiamati oggi I Conti (m 386 s.l.m.) e Ca Balbano (m 396 s.l.m.). Il tremendo essere era solito, infatti, posizionarsi proprio nel mezzo della valle, sulla via che collegava i due abitati. Generalmente i cittadini, al loro passaggio, dovevano lasciare un dono, un tributo al drago che, a sua volta, avrebbe consentito il transito a uomini e merci. Venne però un giorno in cui la costante brama di ricchezza del mostro, assai furbo e altezzoso, non trovò più sazietà ed allora il transito restò interdetto. Il drago non faceva passare più nessuno e, anzi, provava enorme gusto nel mangiare tutti coloro che tentavano l'attraversamento, anche risalendo il corso del fiume. Ma caso volle che proprio in quei giorni di furia cieca del drago passasse di là un certo Crescentino, legionario romano da poco convertitosi alla religione cristiana. Questi, prima tentò di convincere il drago a lasciarlo passare e a non infastidire la popolazione locale poi, stanco del carattere irascibile della bestia parlante e delle sue risposte scontrose, spronò il suo cavallo e lo caricò con la lancia. Il drago non riuscì a inghiottire Crescentino né a bruciarlo sputando fuoco. Dopo un lungo scontro, e dopo avere lanciato una maledizione sul cavaliere, cadde sconfitto. La valle fu libera ed il drago venne seppellito quasi al centro dei due abitati; i suoi tesori furono razziati. Il pio legionario, poco avvezzo ad onori e tributi, proseguì il suo cammino verso Umbria dove, il primo giugno dell'anno 303, al tempo delle persecuzioni contro i cristiani attuate dall'imperatore Diocleziano, fu catturato presso l'odierna Pieve de' Saddi (Perugia) e qui decapitato. La maledizione del drago, tra l'altro bestia simboleggiante il demonio, si portò via il prode Crescentino. Dopo il martirio Crescentino fu proclamato ÉB santo e ancora oggi, all'interno della Pieve de' Saddi, è conservata la costola del drago ucciso a Cantiano da San Crescentino: un osso lungo più di due metri. La Pieve di San Crescentino, caratteristico esempio di romanico, recentemente restaurata, si erge oggi dal centro della valle, forte della sua torretta alta, come la lancia che il santo affondò nel corpo dell'immondo animale.

da Cantiano, depliant turistico

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Torre de' Saddi

La torre de' Saddi fa parte del complesso architettonico della Pieve de' Saddi. La torre è il più antico elemento che compone questo complesso architettonico. Alcuni studiosi fanno risalire la sua costruzione al nono secolo, altri addirittura a quello precedente. (1) La posizione, su un'altura che domina la valle, e l'impianto massiccio, senza finestre nella parte bassa, le attribuiscono una originaria funzione difensiva. La pianta è quadrata e non presenta alcuna merlatura; ciò non esclude però che in qualche tempo possa averne avute. Dall'ingresso si accede ad un vestibolo con volticelle e mensole, risalente al secolo XV. Dalla suddetta sala parte una scala che sale verso la parte più alta della torre. In cima alla scala si può ammirare lo stemma della famiglia Vitelli, in maiolica cromata, posto in loco nel 1521, a memoria dell'appartenenza di tutto il complesso de' Saddi a questa famiglia. (2) Sopra la porta di accesso, si trova una finestra, che, si narra, fosse utilizzata dai vescovi per benedire la comunità partecipante alle celebrazioni in onore di San Crescentino (altrimenti noto come San Crescenziano). L'abitazione è l'edificio che ha subito maggiori modifiche nel tempo, soprattutto durante l'intervento del vescovo di Città di Castello, Giulio Vitelli, nel 1520 ed in seguito ai terremoti, che hanno interessato la zona.

1 Sperandio, B. (2001). Chiesa romaniche in Umbria. Perugia: Quattroemme. pp. 95-96. Anna Rita Vignarelli (2012). Montone. In Marcucci, L. Villani, M. (Eds.) Atlante del Barocco in Italia. Umbria. Roma: De Luca Editori d'Arte. p.391.
2. Nel XVI secolo, infatti, la famiglia Vitelli detenne la proprietà di tutto il complesso.
3. Cfr. Pieve de' Saddi. Maggiori informazioni si possono trovare nel sito http://www.pietralunga.it, visitato nel mese di gennaio 2013.

LINK UTILI



GALLERY


Photo Gallery A.D. 2018

Photo Gallery A.D. 2018 - Costa del Drago presso il Duomo di Città di Castello


DOVE SI TROVA


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