Archivio foto 2015

Scheda

Nazione: Italy
Regione: Umbria
Provincia: Perugia (PG)
Localita' o frazione: Camporeggiano
Nome bene: Abbazia di san Bartolomeo
Comune: Gubbio

Cenni storici

Abbazia di san Bartolomeo di Camporeggiano - Gubbio (PG)

Camporeggiano. Si trova nella vallata dell'Assino, sulla strada che da Umbertide porta a Gubbio ed appartiene a questo comune. Il nome pare venirgli dal locale Regghia, che significa insenatura, crepaccio, valle: quindi terra nella vallata (nella vicina Umbertide c'è il torrente Reggia, pronunciato Regghia), con lo stesso significato.- L'altraa tesi di Campus Regis non ha fondamento, salvo che non si riferisca alla conferma dei possessi di Ottone ai Gabrielli. La costruzione più antica della zona è la torre di Monte Cavallo, della metà del sec. VI, eretta lungo la via Bizantina per Ravenna, in sistema con altre (Sant'Angelo, Castello di Aria, Goregge, Castiglione). Al tempo degli imperatori tedeschi, verso il IX e X secolo, la torre venne restaurata e attornoo venne costruitoo un munito e imprendibile castello... Nella Valle dell'Asino era sorta.a la .pieve di Agnano, con poche case, un molino, una fornace; vi si svolgevano anche mercati. Il castello e tutta la zona di Camporeggiano divennero feudo dei nobili Gabrielli agli inizi del X secolo e la fortezza fu notevolmente ingrandita. Nel 1057 San Pier Damiani, che era maestro a Fonte Avellana del più piccolo dei Gabrielli, Rodolfo, visitò il castello e lo descrisse grandioso, lussuoso e fortificato in modo inespugnabile. Lo stesso anno Rodolfo, la madre Rozia, i fratelli Pietro e Giovanni donarono il castello e tutti i beni da loro posseduti al Santo. Ecco il testo : « Noi fratelli, Pietro, Giovanni e Rodolfo, insieme a nostra madre Rozia, nel nome di Dio, per la redenzione delle anime nostre e di quelle dei nostri parenti, doniamo e cediamo a te, don Pietro eremita, priore del monastero di Fonte Avellana e ai tuoi successori in perpetuo, tutti i diritti e proprietà, perché tu costruisca un monastero in onore di San Bartolomeo ». Liberati gli schiavi e i servi della gleba, Pietro e Rodolfo divennero monaci a Fonte Avellana, mentre Giovanni e la Madre restarono a Monte Cavallo.

L'abbazia venne costruita in breve tempo: l'anno dopo (1058) un gruppo di monaci di Fonte Avellana si trasferì a San Bartolomeo di Camporeggiano, con servi, maestranze e attrezzature necessarie. La costruzione fu portata a termine rapidamente da quei monaci, abili ed esperti muratori, a spese di Fonte Avellana. Subito la zona fu resa fiorente: fu costruito il ponte, in luogo dell'antico traghetto, ingrandito il molino e la fornace, potenziati i mercati e introdotta una vetreria, che dava un prodotto splendido, perché vi mescolavano delle erbe secche acquatiche locali, che sprigionavano chiarore. Attivarono un ospedale. Primo abate del monastero fu Giovanni Gabrielli; la comunità divenne numerosa e l'abbazia ricca di possedimenti, che si estendevano nei comuni di Montone, Città di Castello e Umbertide. In considerazione di ciò, Alessandro II la sottrasse alla giurisdizione del vescovo di Gubbio (25/1/1063), che allora era Rodolfo Gabrielli. L'abbazia fu abitata dagli olivetani fino ai primi del 1700, poi passò sotto la giurisdizione di quella di San Pietro in Gubbio. Nel 1860 il monastero e tutti i suoi possessi furono demaniati e venduti a privati. Anche il castello resistette a lungo e fu magazzino della fattoria. La chiesa era a tre navate: dopo il 1860 le due laterali furono chiuse ed adibite a magazzini di privati. Il torrione campanario fu distrutto dopo la seconda guerra mondiale. Recentemente si decise di riportare la chiesa all'antico splendore. Facendo dei lavori in sacrestia, il pavimento cedette e fu scoperta l'antica cripta, piena di fango. E' stata accuratamente ripristinata e in essa furono rinvenuti resti di corpi umani. Tutt'oggi manca alla chiesa la navata destra, di proprietà di un privato.

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