INFORMAZIONI


Scheda

Nazione: Italy
Regione: Umbria
Provincia: Perugia (PG)
Comune: Sellano
Localita' o frazione: Apagni
Nome bene: Chiesa di San Giovanni e Agostino

Cenni storici

Chiesa di San Giovanni e Agostino - Sellano (PG)

La chiesa di San Giovanni Battista sorge a bianco, lato del piccolo cimitero del paese, lungo l'antico percorso che univa l'abitato a Pupaggi. L'edificio (attestato fin dal XIV secolo) conserva il tipico aspetto di pieve di campagna romanica. Il paramento murario, oggi ampiamente rimaneggiato, è in semplici conci di pietra; la facciata è a capanna con oculo e portale unico, inquadrato da una ghiera lapidea. La lunetta, sostenuta da due mensoline con motivo decorativo a stella a sei punte, era ornata da un rilievo e falde raffigurante l'Agnus Dei asportato in seguito al sisma del 1997. Sulla destra dell'edificio si leva il campanile a doppia vela, Probabilmente la chiesa aveva un'abside, a quale successivamente inglobata nella sacrestia che sporge sul retro. L'interno a navata unica conserva il pavimento in pietra e l'acquasantiera, anch'essa in pietra, riferibile a manifatture locali, poiché simile a quelle presenti in altre chiese del territorio, tra le quali la parrocchiale di Sellano e quella di Montesanto. Nella controfacciata destra è conservato abitato un affresco frammentario di particolare interesse che raffigura l'Annunciazione. Nonostante la superficie pittorica sia molto rovinata, non sfuggono alcuni particolari di considerevole qualità esecutiva, quali il panneggio, il volto e la capigliatura dell'Arcangelo Gabriele. L'iscrizione che si vede in basso a destra, seppure molto lacunosa, permette di collocare cronologicamente l'opera e di ricavare un importante riferimento sulla provenienza dell'artista, perché vi si legge l'anno "MCCCCCK.J" - da comprendere tra il 1501 e il 1504 - e il termine "(...)LINGNI", da sciogliere in "FULINGNI". Questi dati permettono di ipotizzare un'attribuzione dell'opera a Pierantonio Mezzastris, attribuzione suf-fragata dall'analisi stilistica, che consente di rilevare numerosi richiami alla produzione delle botteghe artistiche folignati attive tra Quattro e Cinquecento. La rielaborazione in chiave locale di modelli fiorentini, noti prevalentemente grazie all'attività montefalchese di Benozzo Gozzoli, accomuna infatti l'operato di molti pintori quali Niccolò di Liberatore, Ugolino di Gisberto e, appunto, Pierantonio Mezzastris, che oltretutto condividono anche una formazione giovanile gravitante intorno alla bottega di Pietro di Mazzaforte. Nel dipinto in esame il riferimento a Pierantonio sembra il più calzante, principalmente per i particolari che caratterizzano le fisionomie dei personaggi, ma anche per la presenza di numerosi elementi decorativi di sapore classicheggiante, che egli in-serisce soprattutto nelle opere della ma-turità, come tardiva e superficiale forma di adeguamento all'archeologismo dell'arte rinascimentale. Alla luce di questa attribu-zione, il dato cronologico si rivela particolarmente interessante, poiché potrebbe trattarsi dell'ultima opera del Mezzastris giunta fino a noi. Sappiamo infatti che il pittore visse fino al 1506 e l'opera più tarda tra quelle inserite finora nel suo catalogo è l'affresco staccato dalla lunetta di ingresso del convento di San Francesco a Foligno, dove si legge l'anno 1499. In posizione contigua all'Annunciazione, all'inizio della parete a cornu evangeli'!, rimane un'assai deperita Madonna di Loreto affrescata secondo lo schema ico-nografico più antico, che vede Maria raf-figurata in piedi al di sotto di un baldac-chino le cui colonnine sono sostenute da angeli. Forse sulla base di un modello costituito dall'affresco eseguito nel secondo quarto del Quattrocento da Bartolomeo di Tommaso nella chiesa di San Domenico a Foligno, questa particolare raffigurazione lauretana ebbe vasta diffusione in area folignate nella seconda metà del Quattrocento, periodo a cui appartiene anche l'affresco di Apagni, che nella parte inferiore presenta una lacunosa iscrizione con una data molto consunta, forse scioglibile in 1459. Proseguendo lungo la parete a cornu evangelii, si notano altri due affreschi. Il primo raffigura un Santo vescovo (Sant'Agostino?) ed è databile alla fine del Cin-quecento. L'intonaco su cui è dipinto si sovrappone parzialmente alla cornice ornata da grottesche dell'affresco con-tiguo, di poco precedente. La porzione centrale, che probabilmente raffigurava una Madonna in trono col Bambino, è andata perduta in seguito all'apertura di una nicchia sulla parete, per cui oggi si riescono a individuare solo i santi laterali: a sinistra Cristoforo e un santo francescano, forse Francesco, a destra un santo eremita (Antonio Abate?) e una santa martire. L'iscrizione recita "A(.J us Alexandri prò eius patris hoc opus faciendum curavit 1597". L'assenza di riferimenti specifici alla famiglia non consente di identificare lo stemma raffigurato sul plinto sinistro della cornice dipinta (torre bianca in campo rosso sormontata da un uccello nero). Proseguendo lungo la parete absidale, dove si conserva la porzione più cospicua di superficie affrescata, al centro, entro un'ampia nicchia, è rappresentata la Crocifissione con in alto il Padreterno tra angeli e, ai lati della croce. Maria e san Giovanni Battista. Al titolare della chiesa sono dedicate anche le due piccole scene poste ai lati della nicchia absidale: a sinistra, un riquadro con il Battesimo di Gesù, a destra la Decollazione del Battista; al di sotto si vede un Angelo della pace. Nell'arco trionfale erano raffigurati i Quattro Evangelisti, dei quali sussiste, a sinistra, San Giovanni. La tipica cifra stilistica riconducibile alla bottega degli Angelucci da Mevale trova una diretta conferma nella piccola iscrizione posta ai piedi della croce, nella quale si leggono il nome degli autori e la data di esecuzione: "Queste figure lanno depente Camillo et Fabio da Mevale nel anno del Signjore 1557 adì 11 de novembre". Appartengono agli stessi Angelucci anche gli affreschi che si trovano alla fine delle pareti laterali della chiesa: a sinistra un Santo non meglio identificabile, a destra i Santi Sebastiano e Rocco, con la data 1551(?) e una Madonna in trono col Bambino tra i santi Sebastiano e Antonio da Padova, datata 1585. La co-munità di Apagni celebra il suo protettore il 24 giugno con una cerimonia religiosa a cui segue un rinfresco.

Tratto da "Forgiata dallle Acque" Sellano e il suo teritorio.

LINK UTILI



GALLERY


Photo Gallery A.D. 2015


DOVE SI TROVA


Simple Map

Condividi su Facebook