INFORMAZIONI


Scheda

Nazione: Italy
Regione: Umbria
Provincia: Perugia (PG)
Comune: Cascia
Localita' o frazione: Giappiedi-Poggioprimocaso
Nome bene: Eremo di San Marco

Cenni storici

Eremo di San Marco – Cascia (PG)

Chiesa con piccolo eremo esistente all’interno dei ruderi dell’antico castello di Paterno, un tempo facente parte del sistema di difesa del comune di Cascia e rimasto distrutto durante lotte confinarie, ma l’eremo è rimasto attivo per diversi secoli. Al momento è quasi completamente crollato, resistono dei resti di affresco in quel che doveva essere la chiesa e dei miseri ambienti fra le rocce. Per quanto riguarda gli affreschi al loro deterioramento contribuiscono quei pochi vandali che riescono ancora ad arrivare fin lassù tra le rocce, lasciando scritte a graffiti a ricordo del loro passaggio. Pare che la campana si stata trafugata circa 10 anni fa, il che fa presumere che c’era ancora in piedi la chiesa e il campanile, ad oggi scomparso. Per arrivare il percorso è impervio e a strapiombo sulle rocce quindi si consiglia un abbigliamento adeguato per affrontare la salita.

L'influenza Benedettina
Ai piedi di Monte Maggio si adagiano i cesarei di Poggio Primocaso in tre gruppi posti ai fianchi di una torre di vedetta. Più in alto, oltre l'abitato esiste tutt'ora il Priorato benedettino di S. Fortunato che sorge su un pianoro a quota 929 sulla superstrada Rocchetta-Ponte. Nel secolo VIII era una cella monastica dell'Abbazia di Farfa accanto alla "Curte de Primo Casu". Nel 1121 l'Abate Fr. Pietro inviò i monaci a fondare sulle alture di Cascia quattro priorati: a Vespia, a S. Lucia di Ferro, a S. Salvatore di Usigni e qui a S. Fortunato di Poggioprimocaso. Questi priorati nel 1138 passarono all'Abbazia di Sassovivo degli Olivetani sui monti orientali di Foligno. Qui i monaci "in cruce at aratro", insegnavano il vangelo e l'agricoltura, perché l'uomo non è solo spirito ma vive anche di derrate campestri, non deve occupare il tempo solo nella contemplazione ma anche nel lavoro: ora et labora. Attualmente in paese oltre alla Chiesa di S. Fortunato (secc. XII-XVIII), antica parrocchiale sorta su una cella monastica benedettina e alla Chiesa di S. Rocco (sec. XV), sono presenti alcuni edifici di pregio ristrutturati nel pieno rispetto dell'architettura locale.

Borgo di Giappiedi
Giappiedi è una villa di transito nel territorio di Cascia, sorta su un antico percorso montano verso la valle del Nera, fondata probabilmente durante il periodo romano. Tutto questo si deduce dal ritrovamento di iscrizioni romane murate nella chiesa e in una dimora padronale del Settecento. Il nome dell`abitato significa “ai piedi” e fa riferimento alla presenza del castello medievale di Paterno, di cui oggi rimane solo il toponimo, prossimo alla villa. L`antico percorso infatti che collegava Giappiedi a Poggioprimocaso discendeva ripidamente nel fosso di Paterno per poi risalire altrettanto tortuosamente il colle su cui sorge Poggio. Il tracciato lungo il quale si è sviluppato Giappiedi è romano: questo partendo da Atri  attraversava la villa e, a seguire, Poggioprimocaso, per superare Forca Vespia e ridiscendere sulla Valle del Nera. Da Giappiedi attualmente si raggiunge Poggioprimocaso attraverso una carrozzabile che non ricalca l`antico percorso. Dal caseggiato comune emerge, oltre alla Chiesa di San Giovanni Battista, casa Pierantoni, con portale datato 1749, interessante esempio di edilizia padronale in ambiente rurale. Un`iscrizione romana è murata sull`angolo sinistro dell'edificio. Nella facciata della Chiesa di San Giovanni Battista inoltre sono murati frammenti di epigrafi e di un cippo romano a conferma della fase storica attestata. Il tracciato altomedievale invece, relativo a questa seconda fase storica accertata, è riferibile a quello che, all`altezza di Giappiedi e Poggioprimocaso, piega sulla sinistra, supera la Chiesa di San Fortunato e, giunto a Rocchetta, scende rapidamente verso Ponte. La Chiesa di San Giovanni Battista è del 1424, all’interno è possibile ammirare una tela raffigurante l’Immacolata Concezione, della fine del XVI secolo, alcune statue lignee di santi del XVIII secolo ed alcuni altari e tele del Seicento.

Castello di Poggioprimocaso
Poggioprimocaso fu un importante castello medievale  (ghibellino) del territorio di Cascia, composto originariamente da due nuclei distinti, “Colle Curioso” e “Spinacresce”, ai quali si aggiunse nel sec. XVI  quello di “Piè la Villa”.
Quest`ultimo come si può intuire dal nome, è la continuazione a valle del nucleo centrale, disteso sul pendio del colle che degrada verso il sottostante fosso di Paterno. Il nucleo centrale, Spinacresce,  è attualmente costituito da case sparse originariamente racchiuse da mura ancora ben visibili nella parte più bassa, ove esiste anche una torre un tempo imponente, ora molto ridotta nella sua primitiva altezza. Colle Curioso, infine, è un raggruppamento di case adibite ai piani terra a ricovero per il bestiame. La tipologia di questo centro, probabilmente sviluppatasi in epoca medievale,è formata proprio da un nucleo centrale, Spinacresce,  che evidentemente era l`originario castello cinto da mura con cassero, dal nucleo a valle, il borgo, sviluppatosi lungo la strada per Giappiedi, e dal nucleo a monte, non è usuale, e sembra il prodotto di una consapevole organizzazione. Sono individuabili almeno due percorsi principali che corrispondono a due fasi storiche diverse attestate nell`abitato. Romano è infatti il tracciato che, attraversando Atri e proseguendo per Giappiedi e Poggioprimocaso, superava Forca Vespia prima di ridiscendere sulla valle del Nera. Quello altomedievale invece è riferibile alla strada che, all`altezza di Giappiedi e Poggioprimocaso, piega sulla sinistra, supera la Chiesa di S. Fortunato e, giunto a Rocchetta, scende rapidamente verso Ponte. Fu curtis nel 996 e feudo del duca di Spoleto Corrado Urslingen nel 1190; cuore di movimentati episodi nel sec. XIV, si ribellò a Cascia nel 1527 e passò a Spoleto (che vi nominò un podestà). Dopo il terremoto del 1964 che provocò ingenti danni, sono stati costruiti alcuni edifici e la nuova Chiesa di San Fortunato (nel 1969) a pianta esagonale dove sono state portate alcune opere: tele del Seicento, croce astile del XVI secolo, Madonna con Bambino lignea del XIII secolo e un ciborio del Cinquecento. Nella vecchia chiesa di San Fortunato, (posta poco fuori dal paese ai piedi del Monte Maggio), gli interni sono ricoperti da affreschi del XV - XVI secolo tra i quali: Arrivo di Sisinio Poli a Poggioprimocaso con la reliquia di San Fortunato, opera di Guidubaldo Abbatini o Salvi Castellucci del 1654 circa, a destra, e Gesù sulla via del Calvario tavola centinata del XVI secolo di gusto abruzzese.

Come arrivare
Dalla Valnerina, prendere in direzione Norcia, arrivati a Serravalle di Norcia, direzione Cascia. Dopo 5 km. si incontra il bivio che sale fino a Poggioprimocaso per circa 3,5 km (accattivante castello). Si continua a salire fino ad arrivare al locale cimitero (chiesa di San Rocco XV secolo), prendere la strada che lo aggira e continuare a salire per circa 650 metri, alla nostra sinistra una sterrata scende per circa 50 metri fino ad arrivare ad una maestosa fonte, qui posteggiamo la nostra auto. Si continua l'unica sterrata che si trova, si sale con un buon dislivello per circa 400 mt. fino ad avvistare una piccola quercia con il primo segnale di sentiero, passare sotto il nastrino blu e continuare per la sterrata che ora diventa un piccolo sentiero. Tutto il percorso è fortunatamente segnalato (cercare tra le piante ad altezza uomo) fino allo scoglio (circa 1 km) dove si deve fare una arrampicata. L'arrampicata è molto corta, ma per molti è impossibile da fare, con non poca fatica, sono riuscito ad arrivarci e a godermi questa perla. La mia esperienza, Monti Alberto.

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