INFORMAZIONI


Scheda

Nazione: Italy
Regione: Umbria
Provincia: Terni (TR)
Comune: San Gemini
Localita' o frazione: Centro storico
Nome bene: Ex Chiesa di San Bernardino da Siena

Cenni storici

Ex Chiesa di San Bernardino da Siena - San Gemini (TR)

San Bernardino da Siena durante la sua opera di evangelizzazione si trovò a San Gemini dove si fermò per qualche giorno per predicare e pacificare gli animi tra i Sangeminesi ed i Poggiani prima di riprendere il cammino per Siena. I Sangeminesi rimasero talmente affascinati dalla sua figura e dalle sue predicazioni che per l’inadeguatezza delle chiese ad accogliere le folle, queste venivano tenute sulla piazza e per onorarlo gli dedicarono una chiesa e, subito dopo la sua beatificazione, istituirono una Confraternita denominata “ Societas Sancti Bernardini ” che doveva perseguire il fine di aiutare le persone bisognose. Non si conosce la data di costruzione della chiesa ma è da presumere che questa sia avvenuta nel corso del XVI secolo. Tale collocazione può desumersi da alcune informazioni tramandateci da attenti osservatori delle vicende che in quell’epoca hanno caratterizzato lo sviluppo della cittadina. Nebulosa appare pure la data della sua dismissione anche se è da ritenere che l’evento si sia verificato nell’anno 1866 quando per gli effetti della legge Pepoli molti immobili appartenenti al patrimonio ecclesiastico vennero confiscati e la stessa chiesa di San Francesco, cacciati i frati e depauperata dei suoi valori artistici trasferiti al museo di Perugia, fu trasformata in magazzino. Per riacquistare e riaprire al culto questa struttura furono vendute tre chiese di proprietà privata non meglio identificate, ma è da ritenere che una di queste sia stata proprio quella di San Bernardino. Questa conclusione trova un avallo anche nel fatto che nella “ Pianta della città di San Gemine “ redatta dal Manzini per lo Stato Pontificio nell’anno 1818, l’immobile nelle caratteristiche sopra descritte e definito come “schiacciato e lungo fino alla strada del mulino”, risulta ancora indicato come chiesa aperta al culto. Rafforza ancora tale tesi il fatto che estraendo dalle otto chiese del centro urbano ivi indicate le cinque ora rimaste, le vendute vengono a risultare quelle di Santo Stefano trasformata in oleificio, del Crocefisso parzialmente utilizzata per il collegamento della via Tuderte con la piazza San Francesco e di San Bernardino. La trasformazione di quest’ultima da bene demaniale a patrimoniale ha portato nel tempo a trasferimenti di proprietà e a frazionamenti e utilizzazioni diverse dell’immobile che passato dall’uso di magazzino a quello di ristorante ed infine bar. Pur nel degrado che può avere subito la struttura per gli effetti di tali vicende, restano tangibili i segni della sua originaria utilizzazione rappresentati dalle immagini sacre affrescate su alcune delle pareti una delle quali riferita allo stesso Santo Titolare.

San Bernadino da Siena
Bernardino da Feltre nel secolo XV era considerato l’oratore francescano più popolare. Le sue predicazioni, oltre ad affrontare le tematiche della religiosità, si erano estese anche al mondo economico con la scrittura di un’opera titolata “ Sui contratti e l’usura ” con la quale condannava il ricorso a quest’ultima ed esaltava i valori dell’efficienza, responsabilità, laboriosità ed assunzione del rischio quali doti dell’imprenditore onesto. I suoi comportamenti improntati alla santità e al severo rispetto delle regole lo elevarono talmente agli occhi del popolo e dello stesso Papa che nell’anno 1444 ritenne di affidargli l’incarico di recarsi all’Aquila per tentare di riconciliare due fazioni che si affrontavano apertamente. Purtroppo nel compiere questa missione il suo fragile fisico non resse alla fatica e il 20 maggio 1444 morì in tale città all’età di 64 anni.
La sua immensa fama e la sua rettitudine fecero si che il 24 maggio 1450 il Papa Nicolò V lo canonizzasse e che ben 25 località italiane lo considerassero patrono o compatrono delle città.

tratto da una Locandina del bar

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