INFORMAZIONI


Scheda

Nazione: Italy
Regione: Umbria
Provincia: Terni (TR)
Comune: Ferentillo
Localita' o frazione: Precetto
Nome bene: Eremo di Precetto

Cenni storici

Eremo di Precetto – Ferentillo (TR)

Dalle prime foto di questa gallery, si può notare nettamente, che l'affresco si trova alla stessa altezza delle grotte sotto la rupe, le quali, presumo, che siano state abitate da eremiti, hanno la pavimentazione livellata e si intavedono resti di mura. A mio parere, l'eremo si allungava fino all'affresco, dopo alcuni crolli, l'affresco è diventato orfano della sua copertura. Per arrivarci, in questo luogo magnifico, appena passato il bar della piazzetta principale di Precetto, a soli 10 metri, un piccolo sentiero porta all'antico lavatoio, ormai in disuso. Un sentiero ben visibile, ci porta fino ad un cancelletto, come da foto, si sale fino ad intercettare un'altro sentiero, quello principale che adesso i boscaioli usano per il taglio della legna. Continuare per altri 5 minuti e ci troveremo proprio sotto lo sperone di roccia che ospita l'affresco. Sulla nostra destra, la mulattiera sale fino alle grotte, penso eremitiche, sono abbastanza grandi da contenere diverse persone. Poco sotto, come in tutti gli eremi, scorre il torrente Castellone, acque limpide che probabilmente servivano agli eremiti per la loro sopravvivenza, l'acqua qui non manca mai, sia d'estate che d'inverno. Non so dargli un nome, a questo eremo, lo chiemerò "Eremo di Precetto".
Monti Alberto

Da Ferentillo, appena fuori dall’abitato, risalendo per la provinciale 209 verso Castellonalto, Salto del Cieco, in prossimità di una curva a sinistra, al dilà del fiume, su un costone di roccia si vede una stuccatura affrescata che rappresenta una Madonna con Bambino. L’immagine è ricavata in una piccola superficie liscia della roccia. Il dipinto fa parte di tutta una serie, che sono distribuiti lungo il percorso di un’antica mulattiera, probabilmente adibita a percorso della transumanza, che da Ferentillo risaliva la Valle del Castellone, passava nella Valle del Salto del Cieco e si prolungava fino all’agro Reatino. La mulattiera, che al momento non esiste più, doveva, in passato, essere invece un’arteria molto importante sia per scambi commerciali che per il transito di pellegrini che si spostavano dall’Abruzzo o alto Lazio verso l’Umbria, le immagini rupestri ne sono la testimonianza. Tra tutte, solo quella sulla stretta di Ferentillo si è conservata in uno stato abbastanza buono, mentre le altre distribuite tra le pareti rocciose del Salto del Cieco si sono inesorabilmente cancellate per effetto degli affetti atmosferici a cui sono state per anni sottoposte senza alcun tipo di protezione. Di loro non restano purtroppo che i quadri di stucco appiccicati alle pareti con qualche leggere macchia di colore indecifrabile, anche se fino a qualche tempo fa, secondo il racconto di vecchi pastori, erano ancora visibili e molti di loro passando, devotamente si toglievano il cappello e si facevano il segno della croce. Oggi oltre ad essere quasi completamente cancellati, sono anche irraggiugibili in quanto a causa di frane e di infittimento della vegetazione il sentiero è presoochè cancellato e il percorso è estremamente difficile. La mulattiera, in epoca medievale era una importante via di comunicazione, infatti, non a caso lungo il suo percorso, su una balza della parete rocciosa sorgeva l’Eremo di Sant’Egidio, antico eremo benedettino scavato nella roccia e che fu forse il luogo ove inizialmente si ritirarono in preghiera gli anacoreti Giovanni e Lazzaro, gli stessi che fondarono l’eremo su cui sorse l’abbazia di San Pietro in Valle, ciò a dimostrazione che la mulattiera era conoscita ben prima del medioevo.

L'iconografia è chiaramente Madonna in trono col Bambino nella versione bizantineggiante della Oghiditria, "colei che indica la strada", infatti sta mostrando Gesu' all'osservatore con la mano. Pieni di tenerezza i gesti, il tenere le ditine del piccolo nella sua mano. Il Bambino alza invece la manina nel segno benedicente verso la mulattiera probabilmente percorsa dai pellegrini.  Splendida la scritta in caratteri gotici. Ancora parzialmente decifrabile.
Testo di Marina Mancini

Sono i committenti dell'immagine:
FECIT/
FIERI/
BARNAS/
LVCARO/
NI ET/
LAOBVGI/
US BASSI/
LIQVE/
AD M/
CCCLXX.....
Il resto è perso ed illeggibile.
"Fatto fare da Barna(ba)s Lucaroni e Laobugius Bassilique nell'Anno del Signore 1370"...
Testo di Stefano Angelini

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