Archivio foto 2014

Scheda

Nazione: Italy
Regione: Umbria
Provincia: Perugia (PG)
Localita' o frazione: SP. 458 - Molini di Sellano
Nome bene: Eremo di San Paterniano
Comune: Sellano

Cenni storici - Link utili

Eremo di San Paterniano - Sellano (PG)

San Paterniano si trova tra gli abitati di Molini e Pettino. Il Santuario di S. Paterniano è un piccolo edificio eretto nel luogo dove il Santo, già Vescovo di Fano, avrebbe condotto vita eremitica. Si narra che l’immagine di S. Paterniano, dopo la sua morte, apparve più volte nel luogo, fino a quando non fu eretta la chiesa in suo onore. L’edificio ecclesiale è munito di una piccola cella adibita a romitorio, occupata da eremiti religiosi e laici fino ai primi decenni del ‘900. L’edificio attuale non è antecedente al sec. XVI e si presenta con una semplice facciata a capanna con portale e finestrelle laterali, preceduto da un portico a trasanna, tra le cui travi è stata inserita anche la campana della chiesa. Sul lato destro della facciata della chiesa sporge un grossa pietra levigata dal tempo e con evidenti insenature, che la tradizione attribuisce alle impronte delle ginocchia e del bastone del santo che su questa pietra si inginocchiava a pregare. In queste concavità i fedeli si inginocchiano per prevenire o curare le malattie delle ossa. Ogni anno, il 10 Luglio, i fedeli, provenienti da un ampio territorio circostante si radunano nel piazzale di fondovalle poco distante dalla chiesa, dove si recano in processione per celebrare la messa. All'interno della chiesa si venera il simulacro di San Paterniano, dove vengono appesi gli ex voto, per sollecitare l'intervento miracoloso o testimoniare la grazia ricevuta. Per favorire la visita al santuario e la sosta dei fedeli, la Comunanza Agraria di Cammoro ha realizzato un'area attrezzata nella radura sottostante. Nei pressi della chiesa, sotto uno dei più grandi faggi della regione, c'è "una fonte molto salubre, che il popolo beve per devozione del santo e per curare le infermità", come annotava nel 1713 il vescovo Carlo Giacinto Lascaris in occasione della sua visita pastorale. Un tempo raggiungevano il santuario con un lungo tragitto compiuto a dorso di un mulo; in prossimità della chiesa ogni uomo indossava il camice della confraternita a cui apparteneva e ciascuna comunità formava una processione. Il santuario è posto a 1020 m di altitudine ed è completamente circondato da splendide foreste: intorno alla chiesa è possibile osservare una notevole varietà di tipi di vegetazione e nell’ambito di pochi metri si alternano foreste igrofile, boschi a prevalenza di cerro, zone più rade una volta pascolate e attualmente in fase di riforestazione, boschi di faggio in conversione a fustaia, che si spingono sino alla sommità dei monti prospicenti all’eremo. La sacralità del luogo ha anche portato a gestire i boschi e gli ambienti circostanti la chiesa con particolare rispetto per gli elementi naturali presenti: possiamo così ammirare piante di notevoli dimensioni di acero campestre, acero opalo, biancospino, faggio e cerro. In particolare, possiamo osservare un imponente faggio, tra i più grandi dell’Umbria, poco al di sotto della strada che conduce alla chiesa. A pochi metri dalla maestosa pianta, la sorgente di S. Paterniano, da cui sgorga un’acqua fresca e pura che le tradizioni locali indicano come un’acqua avente proprietà terapeutiche.

Aula Verde di San Paterniano

L’aula è dotata di una cartellonistica che consente al visitatore di conoscere le varie specie degli alberi che trova nella zona. Sugli alberi sono apposti dei numeri i quali corrispondono alla specie rappresentata in bacheca. L’area è attrezzata con tavoli, panche e barbecue che possono esse fruiti liberamente.  La zona è servita di acqua fresca tramite apposite fonti realizzate dalla Comunanza. Sono a disposizione presso la Comunanza depliants informativi sulla vegetazione dell’ “aula”.

San Paterniano

Agiografia
Di Lui non si hanno notizie certe. La Vita Sancti Paterniani, tramandataci attraverso un codice del XII secolo (Codice Nonantolano, Archivio del Capitolo di Fano) è leggendaria e presumibilmente poco attendibile. Vi si narra che Paterniano, nato a Fano verso il 275, fu dapprima eremita presso Fano, quindi abate di un monastero e successivamente eletto vescovo della città, ove avrebbe pontificato per oltre quarant'anni, morendo il 13 novembre 360.

Culto
La memoria liturgica di san Paterniano è riportata nel Martirologio Romano alla data del 12 luglio:

« A Fano nelle Marche, san Paterniano, vescovo. » (Martirologio Romano)
La città e la diocesi di Fano, Fossombrone, Cagli e Pergola lo festeggiano il 10 luglio, anniversario del trasferimento delle sue reliquie nella basilica a Lui dedicata nel centro storico.

Le leggende devozionali relative ai "prodigi" sul suo sepolcro fecero estendere rapidamente il suo culto, oggi diffuso nelle Marche, Romagna, Veneto, Toscana, Umbria e Dalmazia. Molti paesi (si dice 32) lo hanno scelto patrono e molte località portano il suo nome (San Paterniano e San Patrignano). Le sue reliquie si venerano a Fano, nella Basilica a lui dedicata, e a Cervia, nella cattedrale (femore). Una reliquia è conservata anche nell'omonima chiesetta in Umbria nei pressi di Cammoro, ove la leggenda vuole che il santo abbia soggiornato in eremitaggio durante uno dei suoi viaggi a Roma.

In località Caminate di Fano si trova una spettacolare grotta, scelta dalle prime comunità cristiane come luogo di riunione e di preghiera, conosciuta come Grotta di San Paterniano. Secondo alcuni fu usata come rifugio dal santo nel periodo delle persecuzioni dell'imperatore Diocleziano, ma in realtà si tratta di una struttura di età romana appartenente a una villa rustica e probabilmente utilizzata come cisterna per la raccolta dell'acqua o un deposito di granaglie. L'ambiente caratterizzato da una pianta a T, è costituito da ciottoli fluviali e da frammenti di laterizi legati con malta e calce.

Bibliografia
Don Giuseppe Ceccarelli: I Vescovi delle Diocesi di Fano, Fossombrone, Cagli e Pergola - Cronotassi Fondazione Cassa di Risparmio di Fano, 2005. a pag. 42
Alessandra Mingardi, Le Feste di Cervia (La Festa del Patrono: San Paterniano pag. 81), Ediz. Longo Editore Ravenna, 1999

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