Archivio foto 2016

Scheda

Nazione: Italy
Regione: Umbria
Provincia: Perugia (PG)
Localita' o frazione: Vallo di Nera
Nome bene: Chiesa di Santa Caterina
Comune: Vallo di Nera

Cenni storici

Chiesa di Santa Caterina - Vallo di Nera (PG)

La chiesa, essendo costruita dentro il castello, dipendeva dal Capitolo Lateranense. Nel 1483, rimaste poche monache, il monastero fu unito con un altro di Spello. Successivamente ci fornisce altre notizie De Lunel nel 1572 in occasione di una visita apostolica. Il visitatore vi trovò sette suore che dicevano di essere benedettine e sotto la correzione vescovile; queste gli apparvero di una ignoranza incredibile, tanto che egli era convinto che non professassero alcuna regola. Riferisce, inoltre, che le suore emettevano i voti, dopo un anno dal loro ingresso in monastero, nelle mani di un sacerdote che non sa se fosse regolare o secolare e che quanto alla regola non ne doveva sapere più di loro. Vestivano un abito simile, conducevano una vita semicomune integrando col proprio lavoro le poche rendite della casa. Scoprì che erano solite uscire per qualsivoglia pretesto e occasione e messe alle strette dal Visitatore dissero che erano pronte ad accettare la clausura in qualsiasi momento, purché si fosse provveduto al loro sostentamento, in quanto, a quel momento, se non provvedevano col proprio lavoro sarebbero inevitabilmente morte di fame. Le suore inoltre non soddisfacevano l'obbligo del coro in quanto nessuna di loro sapeva leggere e invece di esso recitavano un certo numero di Pater Noster e di Ave Marie a loro discrezione. Una di esse viveva in una camera del monastero quale reclusa, sul tipo di quelle del sec. XIII; perciò il Visitatore sconcertato da tutto ciò e dalla loro poca scienza, era dell'avviso di rimandarle ognuna alla propria casa e dette disposizione perché fosse almeno approntata la clausura. Tutto questo dovette comunque rimanere lettera morta in quanto il Cardinal Barberini, nel 1615, trovò ancora il Monastero senza clausura, ma con ormai una monaca, vecchia e malata, per cui ne decretò la soppressione formale e ne assegnò i proventi al seminario diocesano con l'obbligo di ospitare gratuitamente un seminarista originario di Vallo. Nel 1711, essendo il monastero crollato e la chiesa in rovina, il Vescovo di Spoleto per non sostenere l'onere del restauro, cedette il complesso a Don Loreto Santini di Vallo. Successivamente tali proprietà, dalla famiglia Santini furono trasferite ai Gentiloni, che hanno usato la chiesa come oratorio privato fino a quando, ormai con il tetto crollato e le pareti in rovina a causa della vetustà e dei terremoti, l'hanno prima ceduta gratuitamente all'Arcidiocesi di Spoleto e poi al Comune di Vallo di Nera, che ha provveduto al restauro e ha acquistato una porzione del terreno retrostante. Del complesso monasteriale oggi rimangono solamente mozziconi di muri che fungono da terrazzamenti per orti. La chiesa è stata restaurata e ristrutturata e destinata alla duplice funzione di culto sacro e di auditorium comunale: accanto all'edificio è stato aperto un ingresso laterale che dà accesso ai servizi igienici, a un camerino e a una passerella di collegamento tra il complesso, la torre quadrata della cinta muraria e gli spazi pubblici retrostanti. Santa Caterina presenta una struttura architettonica estremamente semplice: la facciata è ornata da un portale di linee rinascimentali con oculo e campanile a vela innalzato sulla destra con due campane sovrapposte. Una delle campane è stata fusa e donata da Properzio Nervo e sua moglie Anna Petrelli in occasione della riapertura della chiesa nel 2002. L'interno, a navata unica e copertura a capriate, conserva un altare staccato dal muro, con ricca cornice a giorno con motivi fitomorfi dello stesso artigiano di quella della Madonna delle Grazie di Piedipatemo. La tela che vi è incastonata, rappresenta le nozze mistiche di S. Caterina da Siena, raffigurata insieme alla Madonna e i SS. Pietro, Paolo, Nicola da Tolentino e Giovannino, forse una copia della fine del XIX secolo di un originale del sec. XV. La parete dietro l'altare presenta un affresco degli inizi del sec. XV ove compare la Madonna col Bambino e S. Caterina d'Alessandria a cui la chiesa è dedicata; certamente esso ornava l'antico altare e considerando la sua altezza da terra si può arguire che il pavimento in origine fosse a una quota più bassa di quella attuale. Tracce di affreschi e dipinti votivi con dediche scritte dalle suore sono stati scoperti durante i lavori di restauro lungo la parete destra, in quella centrale e a si-nistra sotto un contrafforte costruito internamente. La consistente altezza, che denuncia l'originale sistemazione a due piani dell'edificio, è stata spezzata con l'installazione di un soppalco in legno e ringhiera di metallo. In Santa Caterina si conserva anche un paliotto di altare a motivi floreali con al centro raffigurati l'immacolata Concezione, S. Caterina e S. Nicola da Tolentino.

Tratto da "Vallo di Nera e il Suo Territorio" dell'Amministrazione Comunale

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