Archivio foto 2012

Scheda

Nazione: Italy
Regione: Umbria
Provincia: Perugia (PG)
Localita' o frazione: Castel San Felice
Nome bene: Abbazia dei Santi Felice e Mauro
Comune: Santa Anatolia di Narco

Cenni storici

Abbazia dei Santi Felice e Mauro - Santa Anatolia di Narco (PG)

Tra mito e realtà

Varie fonti concordano sulla presenza, in questa parte dell’Umbria ,di eremiti siriaci intorno al V secolo. Tra di essi Mauro, il figlio Felice e la nutrice di quest’ultimo, trovarono riparo nella grotta sottostante l’attuale abbazia e da lì iniziarono la loro opera di diffusione del cristianesimo. Visto l’isolamento geografico della Valnerina, molte credenze e pratiche pagane sopravvissero, per un lungo periodo, nonostante l’introduzione della nuova religione. A ciò si deve il mito nato attorno alle gesta di Mauro e Felice che, si narra, sconfissero il drago che infestava il luogo , liberando le popolazioni dal pestifero mostro. Nel mito dell’uccisione del drago si cela quasi sicuramente la bonifica della valle che le esondazioni del Nera rendevano malsana e alla quale molto probabilmente contribuirono i monaci siriaci con le loro cognizioni sulla derivazione e il tracciamento dei corsi d’acqua. Lo stesso pasto che Mauro chiese alla nutrice del figlio di preparagli mentre andava ad uccidere il drago e costituito da cavoli cotti testimonia la situazione di insalubrità del luogo in quanto è noto che tutti i vegetali della famiglia delle crocifere, alla quale i cavoli appartengono sono efficaci antiscorbutici....

La chiesa

La chiesa prende il nome dai due eremiti siriani che per primi nel V secolo cristianizzarono gli abitanti di questo luogo, e fu riedificata nel XII secolo ad opera dei monaci benedettini, sopra l'antico sito religioso risalente al periodo del Ducato longobardo di Spoleto.

Nella facciata è visibile uno splendito rosone circondato dai simboli dei quattro evangelisti. Nella parte inferiore vi è un bassorilievo rappresentante le scene più salienti della vita dei due Santi. Sulla sommità dell'elegante timpano si può ammirare l'Agnus Dei, raffigurante l'agnello con la croce, simbolo dell'insediamneto benedettino. L'interno della chiesa è ad una sola navata. Il presbiterio è sopraelevato e vi si accede salendo gradini in pietra, sette come le virtù. Il catino absidale è ornato dal Cristo Benedicente tra due angeli, dipinto dal maestro di Eggi alla metà del Quattrocento. Nel tamburo la Madonna col Bambino tra S.Sebastiano e Santa Appollonia. Si possono inloltre ammirare sulla parete destra gli affreschi di S.Felice che uccide il drago e S.Michele Arcangelo., inoltre sulla parete sinistra un'Adorazioni dei Magi, tutte e tre gli affreschi risalgono al XV secolo ed è sconosciuta la mano dell'artista. Sottostante l'altare vi è la cripta a due navate divise da una colonna romana capovolta. La parte più antica dell'edificio dove sono conservate, all'interno di un sarcofago romano in pietra locale protetto da un'antica ferrata, le spoglie di S.Mauro, S.Felice e della nutrice Eufrosia .

Il complesso abbaziale

Nei pressi della primitiva cella monastica sorse il monastero fondato da S.Mauro e restaurato in occasione dell'ultimo Giubileo.

Dipendente dall'Abbazia di Farfa, o dalla vicina Abbazia di San Pietro in Valle, ospitava numerosi monaci congregati sotto la Regola Benedettina. Nel sec. XII, si elevò al rango di Priorato, alle dipendenze dell'Abbazia di Sassovivo. In seguito, il priorato passò al clero secolare e , nel 1535, da Clemente VII, fu concesso in commenda alla famiglia Lauri di Spoleto...

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