INFORMAZIONI


Scheda

Nazione: Italy
Regione: Umbria
Provincia: Perugia (PG)
Comune: Castel Ritaldi
Localita' o frazione: Colle del Marchese
Nome bene: Castello Colle del Marchese

Cenni storici

Castello Colle del Marchese - Castel Ritaldi (PG)

Più volte sotto il dominio di Spoleto e Foligno, alla fine del XV secolo,Colle del Marchese si presenta tra i Castelli soggetti al Ducato Spoletino.L’antica e nobile famiglia spoletina Parenzi ebbe qui vasti possedimenti.Dell’antico castello sorto nel territorio chiamato un tempo Normannia, rimangono pochi resti di mura, la porta di accesso e la torre quadrangolare trasformata successivamente in torre campanaria. Da quella torre più volte furono lanciati, contro le insidie nemiche, otri di olio bollente. Ogni volta, infatti, seppe resistere con indomita tenacia grazie anche ad una improvvisata guarnigione armata, formata da contadini, che alle prime avvisaglie di battaglie si armava di tridenti e bastoni, lanciando all’attacco anche i cani dei pastori.All’interno del castello troviamo la chiesa di S. Pancrazio, del XIII sec. con l’aggiunta di un abside pentagonale del XV sec. Poco fuori dall’abitato ci sono i resti della Chiesa della Stelletta, custode di reperti altomedioevali e in aperta campagna sorge la chiesa di S. Maria della Selva Mattutina che mostra nelle mura tracce di costruzioni in conci del XII-XIIIsec e, nella parete esterna, un portale con la data 1692 recante un frammento di scultura romanica (tralci e grappoli d’uva).

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Dallo statuto comunale conservato presso la sezione di Archivio di Stato di Spoleto, la cui approvazione risale al 21 settembre 1371 al tempo del vicario ser Cola Jutii di Castagnola, emerge un quadro della vita e delle istituzioni del castello di Colle del Marchese. Il piccolo centro, cinto originariamente da uno steccato, ben presto sostituito da un muro a spese dei frontisti, era circondato da un fossato riempito di acqua ristagnante, in cui era fatto divieto di gettare sassi o far macerare canapa o lino. La via di accesso al castello era costituita da un'unica porta, all'internon vi era una piazza e la casa del comune. La popolazione si distingueva in castellani, residenti all'interno di Colle, ed in terrigeni, vale a dire abitanti in ambito comunale. Gli uni e gli altri erano obbligati alla prestazione di servizi comuni e al pagamento delle dative. Gli uomini adibiti alla difesa del castello erano raggruppati in capodecine, con obbligo di dotarsi personalmente dell'equipaggiamento militare. I non residenti, forenses, erano assoggettati agli stessi doveri dei residenti, ma non godevano i medesimi benefizi. La comunità era immediate subiecta alla Curia di Roma, alla quale era obbligata al pagamento del focatico. L'autorità maggiore nel castello era rappresentata dal vicario, un ufficiale stipendiato, inizialmente scelto tra i castellani, in seguito eletto semestralmente da sei rappresentanti del popolo, due per ogni villa. Competeva a questo il potere esecutivo in materia civile e criminale, tuttavia con un ambito giurisdizionale estremamente limitato. Il vicario era coadiuvato da altri ufficiali: banditori con mansioni di ufficiali giudiziari, gualdarii ovvero guardaboschi con compiti di denunziare i danni dati oltre che accusare bestemmiatori, spergiuri e giocatori d'azzardo, viarii ovvero polizia urbana con il compito di vigilanza su fonti e fossati. La comunità era retta amministrativamente da un camerario con mansioni finanziarie, che doveva ripartire le tasse in base alla proprietà e da massari con funzionni sindacatorie.
Nel 1860 la comunità, già appodiato, divenne una frazione del Comune di Castel Ritaldi.

Bibliografia:
P. BIANCIARDI, M. G. NICO OTTAVIANI, Il territorio di Spoleto e la sua normativa statutaria (secoli XIII-XVI), in Gli statuti comunali umbri. Atti del convegno di studi svoltosi in occasione del VII° centenario della promulgazione dello statuto comunale di Spoleto (1296-1996), Spoleto 8-9 novembre 1996, a cura di E. MENESTO', Spoleto, Centro italiano di studi sull'Alto Medioevo, 1997, pp. 307-335, 324-325

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