Archivio foto 2017

Scheda

Nazione: Italy
Regione: Umbria
Provincia: Perugia (PG)
Localita' o frazione: Centro storico
Nome bene: Castello di Fossato di Vico
Comune: Fossato di Vico

Cenni storici - Link utili

Castello di Fossato di Vico (PG)

Attestato sulla prime falde rocciose della Cima di Mutali, sorse su un abitato umbro, divenuto poi Vicus Helvillum, antica stazione di posta romana fortificata sulla via Flaminia. Fu un importante centro in epoca romana data la sua posizione al crocevia di importanti strade, ma con la caduta dell’Impero e la successiva lunga lotta gotico-bizantina, scomparve probabilmente distrutta dopo l’ultima battaglia conclusasi in quest’area con la vittoria dei Bizantini. L’insediamento venne presto ricostruito grazie alla sua importanza strategica proprio dai Bizantini in posizione più dominante. Nel 996 d.C. Ottone III diede al Conte Vico il Vicariato dei territori già in suo possesso, compreso Fossato. Nel XII sec. d.C. succedettero ai Vico i Bulgarello, i quali divennero signori di Fossato e fecero vivere al castello degli anni molto intensi. Infatti nel 1187 d.C. avvenne la sottomissione, sgradita di Fossato a Gubbio. Nel 1208 i Bulgarello sottomisero poi il castello a Perugia, forza dominante, ponendo ad essa le loro condizioni. Poi nel 1251 i Bulgarello vendettero il castello a Gubbio per una cifra di 4000 libre (dopo tutto l’atto di vendita, se posto davanti ad un giudice, sarebbe risultato falso), ma gli eugubini non si godettero mai Fossato, perché Perugia non rinunciò al suo principale bastione nel nord-est umbro, tanto meno pensò di cederlo ai rivali; infatti fra i due contendenti scoppiò una guerra per il possesso del castello, terminata poi grazie a Città di Castello, scelta come arbitro dalle due parti, con la sottomissione definitiva di Fossato a Perugia. Tra il 1259 e il 1266 Fossato diventò un libero Comune e si dotò degli “Statuta”, pubblicati il 13 maggio 1386, dal quale evento è stata ripresa la Festa degli Statuti, che dal 1995 si svolge il secondo weekend di maggio per le vie del centro storico. Fossato impedì a Francesco Sforza nel 1442 di penetrare nel castello, con un’eroica resistenza, ma nel 1500 si dovette arrendere all’attacco di Cesare Borgia, detto “Il Valentino” (figlio di Papa Alessandro VI e fratello di Lucrezia Borgia), che la devastò, quindi nel 1517 dovette arrendersi anche al Duca di Urbino, Francesco Maria I della Rovere. Nel 1540 Fossato passò sotto il dominio dello Stato Pontificio, mentre nel periodo napoleonico si trovò ad essere terra di confine tra il Regno d’Italia e l’Impero di Francia (fu per questo motivo che a Osteria del Gatto, che si chiamava Osteria Nuova, venne istituita la dogana), fino a quando scomparso Napoleone, tornò sotto lo Stato Pontificio, nel quale rimase fino alla battaglia di Castelfidardo del 18 settembre 1860, quando Umbria e Marche vennero liberate dalle truppe sabaude e successivamente, tramite un referendum, divennero parte del Regno d’Italia. Fossato di Vico, ancora oggi come nel passato, è terra di confine e di passaggio tra le due realtà regionali dell’Umbria e delle Marche.

Lo stemma
Nello stemma è raffigurata la Torre del castello, detta bertesca nel medioevo, cum armis comunis et cum grifone, ovvero con il grifone perugino in segno di dominio e protezione a seguito della vittoria del castello da parte Perugia nel 1259 contro la rivale Gubbio.

Personaggi illustri - Tra i più noti Fossato annovera:

- Melchiorre da Fossato (sec. XV) insegnante di grammatica all'Università di Perugia.
- Il Cardinale Pantalissi-Armellini (sec. XV-XVI) nato a Fossato nel 1469, divenuto poi potente ecclesiastico e morto nel 1527 durante il sacco di Roma da parte dei lanzichenecchi. Fu segretario di Giulio II e del Sacro Collegio, adottato da parte di Leone X nella sua potente famiglia (i Medici), protonotario apostolico poi chierico di camera e segretario apostolico, cardinale, Legato della Marca, pro-legato dell'Umbria e più tardi della Francia, Camerlengo arcivescovo di Taranto su nomina di Clemente VII e pro-vice cancelliere, si pensa dunque che se non fosse morto sarebbe diventato il prossimo Papa.
- Cesare Gherardi (nato nel 1677 e morto nel 1623) insegnate di Diritto Canonico a Perugia e Fermo, uditore del cardinale Borghese, canonico di S.Maria Maggiore e di S.Pietro, Soprintendente dello Stato, cardinale e Vescovo di Camerino.
- Filippo Angeli (sec. XVII) professore di grammatica nello Studio di Padova.
- Simone Calandrini (sec. XVIII), Capitano al servizio della Serenissima Repubblica di Venezia.
- Fratelli Venturi (sec. XIX), di cui il medico e scrittore di medicina Luigi, il vescovo Mariano e l?avvocato nonché anche sindaco di Fossato Filippo.

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