Archivio foto 2017

Scheda

Nazione: Italy
Regione: Umbria
Provincia: Perugia (PG)
Localita' o frazione: Castelbuono
Nome bene: Castello di Castelbuono
Comune: Bevagna

Cenni storici

Castello di Castelbuono - Bevagna (PG)

Le prime tracce della presenza umana nel nostro territorio risalgono all’età del ferro, testimoniate dal ritrovamento di “amigdale”, strumenti di lavoro e di caccia, di forma ovoidale, bifacciali, ottenute per scheggiatura della pietra, rinvenute sulle terrazze alte del torrente Attone, tra Bevagna e Collemancio. E’ però con la presenza dei Romani, la centuriazione della regione e la successiva apertura, nel 220 a.c, della via Flaminia, che il luogo viene abitato in maniera più capillare. Testimonianze significative della presenza romana nella nostra zona giungono dalle colline prospicienti Cantalupo, in particolare Castelbuono, Madonna della Pia, Castellaccio e Montarone con la presenza di urne cinerarie, rocchi di colonna e iscrizioni varie. Dopo le distruzioni dei Goti capeggiati da Totila e degli Ostrogoti guidati da Teodorico e il tentativo bizantino di estendere l’impero a Perugia, Spoleto e Narni, sono i Longobardi, nel 568, a occupare tutta la regione. Viene creato, nel 571, da Faroaldo I, un Ducato longobardo con sede a Spoleto. Il Ducato successivamente sotto il Re Autari si ingrandisce fino a minacciare la stessa Roma. La pace tra Longobardi e Bizantini, nel 598, definisce il limiti del Ducato che in Umbria è incastonato tra i possedimenti bizantini e che si espande, nell’Italia centro-meridionale, fino al Ducato di Benevento.

Particolare e decisiva fu la posizione strategica del gastaldato di Bevagna posto al limite settentrionale del Ducato di Spoleto, tra i territori di Perugia, Todi, Assisi e Foligno. Rimangono ignote le circostanze che indussero a erigere il castello di Castelbuono e gli altri castelli del monte di Bevagna così com’è ipotetica la data stabilita del X secolo della sua fondazione anche se la possibile costituzione per fini difensivi, con l’incastellamento di precedenti costruzioni, appare la più plausibile. Incerte le ragioni per le quali il nome del castello compare nei primi documenti: Castrum Abbonis o Abboni, Castellum Aboni ecc.

Nel 1160 il paese risulta essere tra i possedimenti di Matteolo di Monaldo. Nel 1177 Castelbuono insieme a Coccorone (odierna Montefalco) e Limigiano viene sottratto al Ducato di Spoleto e concesso da Federico Barbarossa a Foligno. Nel 1195 il castello ritorna sotto l’amministrazione spoletina. Nel 1219, Napoleone III Rainaldi d’Antignano, a capo dei ghibellini dell’Umbria, assicura l’asservimento dei castelli di Castelbuono, Gualdo Cattaneo, Collemancio, Limigiano, Cannara e Monte Carpeno all’Impero. I Bevanati, fedeli alla chiesa, insorgono, distruggono e saccheggiano i castelli e i possedimenti degli Antignano. Ci vuole una breve di Papa Alessandro IV nel 1256 per ristabilire l’ordine nei territori. Nel 1315 Castelbuono si schiera con Federico da Montefeltro diventando libero comune, anche se, i Conti d’Antignano ne torneranno signori ma solo in forma onorifica.

Nel 1395, dopo la sconfitta della lega ghibellina di Biordo Michelotti, Castelbuono entra a far parte della signoria dei Trinci di Foligno. Sotto la dinastia folignate si alternano alla guida del castello diversi signori e nobili delle terre dei Trinci. Castelbuono non vive più l’effervescenza dell’età comunale spegnendo ogni velleità di autonomia in cambio della stabilità politica.

Nel 1424, con la fine della Signoria dei Trinci, Castelbuono insieme ad altri comuni viene concesso in proprietà privata a tenutari della Chiesa. All’inizio del XVI secolo la potentissima famiglia Baglioni di Perugia trova nella nobiltà bevanate la possibilità di espandere il proprio dominio su un ambìto e strategico territorio. Nel settembre del 1517 Papa Clemente VII dona a Malatesta IV Baglioni, per esprimergli gratitudine dei servigi operati presso la città di Firenze, la città di Bevagna e il castello di Castelbuono che così entrano a far parte dello stato baglionesco. Il breve periodo del governo Baglioni non risolleva le sorti del castello dall’inevitabile decadimento. Con la decadenza della famiglia Baglioni, nel 1567 Castelbuono viene donato al territorio di Bevagna. Immediatamente Pio V dichiara il castello soggetto alla Santa Sede. Inizia così, con la fine delle grandi signorie, il lento ed inesorabile declino del castello, determinato anche dalle mutate condizioni sociali che privilegeranno le campagne rispetto all’autarchia dei castelli, soppiantando gli stessi con insediamenti che favoriscono gli scambi artigianali e commerciali.

Il paese

Il borgo è cinto di mura e subito fuori dalle mura una Maestà con affresco del sec. XIV, attribuito a Giovanni di Corraduccio rappresentante la Madonna della Rosa col Bambino e i Santi Michele Arcangelo e Stefano, che da poco tempo è stata restaurata grazie all’opera di Dino Rosselletti che nel restauro è stato seguito dalla D.ssa Francesca Cristofani della Sopraintendenza. La maestà appena fuori dalle mura del castello, era lì a salutare il viandante, a proteggerlo nel suo cammino e con il viso dolcissimo ispirava fiducia nella Provvidenza. All’interno del paese in una piazza ove ci sono case con scale esterne, c’è un altra edicola del sec. XV con il Crocifisso tra la Madonna e S. Giovanni. Nel Castello esistevano ben 5 chiese (S. Stefano, S. Bartolomeo, S. Pietro, S. Maria, Madonna del Rosario) rimane ora alla sommità del paese la sola Chiesa di S. Maria Assunta, dove all’interno si trovano un’edicola con vari affreschi del Fantino del 1599, altri affreschi di pittori anonimi (a destra dell’altare maggiore) del secolo XVI, con un S. Domenico aggiunto dallo stesso Fantino. Da segnalare un curioso campanile poligonale con due archi a sesto acuto alla base, in parte richiusi.

Monumenti e luoghi d'interesse
Il borgo è ben conservato ed ancora conserva le mura;
Maestà affrescata (XIV secolo), appena fuori le mura, attribuita a Giovanni di Corraduccio, rappresenta la Madonna della Rosa col Bambino e i Santi Michele Arcangelo e Stefano.
Edicola del Crocifisso (XV secolo), nella piazzetta interna.
Chiesa di S. Maria Assunta, la sola rimasta delle cinque originarie che si trovavano all'interno del castello, in corso di restauro. Contiene affreschi del XVI secolo, di cui uno del Fantino. Il campanile, poligonale, è chiuso alla base da due archi a sesto acuto.

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