Archivio foto 2017

Scheda

Nazione: Italy
Regione: Umbria
Provincia: Perugia (PG)
Localita' o frazione: Tore dei Calzolari
Nome bene: Castello di Baccaresca
Comune: Gubbio

Cenni storici - Link utili

Castello di Baccaresca - Gubbio (PG)

Una storia di guerra e di pace
L'antica fortezza di Baccaresca, nome che probabilmente si fa risalire alle “bacche”, ovvero i frutti degli arbusti, che probabilmente crescevano rigogliosi nella zona, viene edificata nel XII secolo. Baccaresca era un castello posto a guardia delle colline tra Branca e Fossato di Vico, rappresentava un punto altamente strategico per il controllo del Corridoio Bizantino, via che permetteva il collegamento tra Roma e Ravenna già al tempo dei regni romano-barbarici. Le notizie riguardanti i secoli precedenti al XIV si sono perse nella polvere della storia, quindi bisogna attendere la seconda metà del 1300, quando i Registri del Camerlengo iniziano ad annotare i diversi capitani e castellani che si avvicendano alla custodia del maniero e dei sui territori: il primo di questi fu Nicolaus Sforzolini nel 1389, quando la città di Gubbio era da poco sotto il controllo del Ducato di Urbino. Da quell'anno fino al 1433 possiamo scorrere i nomi di questi personaggi, immaginando la loro vita all'interno del castello. Nel 1394, Baccaresca diventa feudo di Pietro della Branca, castellano, che si impegna con il conte Antonio da Montefeltro a governare e mantenere l'ordine. Due anni dopo, nel 1396, i suddetti registri ci informano che il Comune di Gubbio versa a Ludovico, figlio di Nicolaus Sforzolini, due fiorini d'oro a fronte della spesa sostenuta per mantenere il padre nel carcere di Arezzo dove era stato rinchiuso per “rappresaglia”. Scorrendo le immaginarie pagine di un libro di storia, arriviamo al 1406 quando Antonio da Montefeltro cede il castello ad Antonius Alessandro Massoli, rappresentante di Corraduccio di Corrado della Branca; quest'ultimo lascerà il feudo in eredità alle due figlie Sancia e Francesca. Da qui parte una svolta nella vicenda del castello. Sancia era andata in sposa a Carlo Gabrielli, comandante dell'esercito di Gubbio al seguito di Francesco Maria della Rovere, che si era distinto nell'occasione del respingimento dell'attacco delle milizie di Papa Leone X comandate da Giampaolo e Gentile Baglioni. Proprio Carlo Gabrielli e la sua famiglia diventano le figure di spicco nella storia del maniero da quel momento in poi: a lui, infatti, la cognata Francesca cedette la sua metà del castello prima di trasferirsi ad Urbino; in questo modo la famiglia Gabrielli ottenne il possesso di Baccaresca e lo mantenne fino al 1787. Le vicende di Baccaresca continuarono sotto Gabriele III, Filippo e Antonio II Gabrielli, che si spartirono il castello e il territorio nel 1459; i loro eredi ottennero l'infeudazione della tenuta da parte di Francesco Maria II della Rovere ed è in questo periodo che la fortezza assume il carattere di dimora signorile visibile tutt'ora. Agli inizi del XVII secolo, il castello e i suoi terreni erano contea di Francesco Maria Gabrielli; il signore viene citato in un documento in cui un contadino accusato di banditismo, Marco Moriconi, gli si rivolge a lui, in cerca della grazia. Con la morte di Girolamo e Forte nella seconda metà del XVIII secolo, la famiglia Gabrielli si estinse: il primo aveva solo una figlia, Anna Maria, moglie del conte di Rieti Vincenzo Vincentini; il secondo morì senza eredi, benché avesse avuto due mogli. La proprietà rimase quindi ad Anna Maria, che la vendette al Vescovo di Gubbio, Ottavio Angelelli, nel 1787 per la mensa Vescovile, con l'intenzione di usarla come residenza estiva. Le sorti del castello mutarono nel 1861 con l'avvento dell'Unità d'Italia: tutta la proprietà passò al demanio e in seguito nelle mani di diversi privati e compagnie assicurative, fino agli attuali proprietari che hanno restaurato la fortezza e restituito il sito il suo antico splendore.  

Misteri e Leggende
Sappiamo che esiste un importante memoria del passato, parte integrante del feudo, e posta in secondo piano dagli studiosi, si tratta della chiesa dedicata a sant'Anna, situata appena al di fuori del circuito del castello. Al di sopra del bel portale d'ingresso è scritto "DOM In Honore S. Annae AD MDCCCXLV". L'edificio che noi vediamo è dunque ottocentesco ma conserva testimonianze lontane nel tempo e importanti per la comunità eugubina. Dai documenti d'archivio l'intitolazione a sant'Anna sembra risalire almeno al XIV secolo. Sant'Anna come è noto, è la madre della Vergine Maria e il suo culto è diffusissimo. La santa è invocata come protettrice delle madri e delle partorienti. All'interno dell'edificio, oltre all'effige della santa è conservato un bassorilievo che rappresenta un guerriero a cavallo con lancia. Al di sotto su di un'altra pietra è riportata l'iscrizione "S. Giorgio". Questo sarebbe uno dei rarissimi casi di opera scultorea riguardante il martire di Lydda a Gubbio. Il Prof. Ettore A. Sannipoli avanza l'ipotesi che l'opera, non presentando la figura di un drago trafitto dal cavaliere, non rappresenti necessariamente san Giorgio ma un'altro santo guerriero, sant'Elpidio. Questo perché il vescovo eugubino Vincenzo Massi, era originario di Sant'Elpidio a Mare, ed essendo il castello residenza vescovile ed avendolo lui restaurato la chiesa, forse riportò quest'immagine legata alla terra delle sue origini. L'iscrizione che correda il bassorilievo, realizzata su un'altra pietra sarebbe stata dunque aggiunta in epoca successiva, come riportato da Sannipoli durante lo svolgersi della presentazione del libro "San Giorgio: il Grande martire" di cui è autore, insieme ad altri studiosi eugubini. L'altra scultura, questa sicuramente raffigurante san Giorgio e posta al di sopra della porta d'ingresso della Seconda Cappelluccia, raffigura il martire palestinese posto sopra un cavallo al galoppo, che trafigge il drago con una lancia da torneo, protetto da un'armatura completa da cavaliere. Sul fondo campeggia una torre con tre merli e due feritoie. Sempre durante la presentazione del volume di cui sopra, il dott. Francesco Mariucci e E.A. Sannipoli hanno proposto per questo rilievo scultoreo un fortissimo richiamo all'ambiente veneziano o più in generale adriatico, databile alla seconda metà del '400, a causa della cornice gotica a dentello che delimita la lastra.

Qui si apre un'interessante linea d'indagine:
perchè una scultura veneziana al castello di Baccaresca? Da voci di alcuni si parla di un acquisto antiquario, per cui la lastra non proverrebbe da Baccaresca, altri raccontano che l'immagine venne strappata dalla zona di Baccaresca e portata alla Seconda Cappelluccia, sostituendola all'interno della chiesa di Sant'Anna, con un'altra immagine a cui sarebbe stata aggiunta l'iscrizione col nome del santo. Forse non sarebbe peregrina neppure l'idea che un scultura dell'area adriatica o veneziana sia stata portata qui da uno dei suoi antichi proprietari, in particolare uno! Dobbiamo sapere infatti, che la figlia di Corraduccio di Corrado della Branca, Sancia, aveva sposato Carlo Gabrielli, portando in dote a quest'ultimo il castello di Baccaresca. Questo nobile eugubino fu un fedele comandante al seguito di Francesco Maria I Della Rovere, e lo seguì nella guerra di Lombardia contro i francesi. Al suo signore, il Senato della Serenissima aveva affidato le truppe di Venezia. Carlo si occupò di respingere i nemici presso la rocca di Cremona e venne elevato, per questo, al grado di generale. Era il 1523, Carlo e il suo signore erano al comando di un importante nucleo di uomini che dovevano tagliare, con la loro azione, i vettovagliamenti della parte avversa, provenienti dal Piemonte. Pochi giorni dopo Cremona, il Duca d'Urbino continuò ad attaccare i francesi a Garlasco e in una città denominata San Giorgio. Nell'azione militare a Garlasco fu ferito gravemente e morì. Probabilmente la salma giunse all'attuale paese di San Giorgio di Lomellina e poi tornò a Gubbio. Chissà se, per commemorare il valoroso Gabrielli, questa scultura venne donata dai veneziani o venne riportata per richiamare il luogo della sua morte. Un mistero che rimarrà invischiato nelle nebbie della storia.

Bibliografia
F. MARIUCCI, E.A. SANNIPOLI, Per un'iconografia di san Giorgio a Gubbio, pp. 53-54, in San Giorgio il Grande Martire:
Appunti per una storia del culto a Gubbio, Gubbio, Famiglia dei Ceraioli di san Giorgio, 2014.
F. UGOLINI, Storia dei conti e duchi d'Urbino, Volume 2, p. 208, 227-228, Firenze, Grazzini-Giannini e C., 1859.
O. LUCARELLI, Guida storica di Gubbio, p. 406, Città di Castello, Lapi, 1888.

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