Archivio foto 2017

Scheda

Nazione: Italy
Regione: Umbria
Provincia: Perugia (PG)
Localita' o frazione: Montesanto
Nome bene: Castello di Montesanto
Comune: Sellano

Cenni storici - Link utili

Castello di Montesanto – Sellano (PG)

Il Castello è contrapposto sulla Valle del Vigi al Castello di Sellano entrambi con la loro imponenza pare che si guardino e siano pronti ad affrontarsi. Montesanto è un antico Castello completamente cinto da mura che fu elevato nell’alto Medioevo (XII sec.) e che sorge nella valle del Vigi a 750 m s.l.m. È di forma compatta molto allungata e nella zona più alta sono ancora visibili i ruderi dell’antica rocca. L’importanza nella storia del Castello di Montesanto era dovuta alla sua posizione di confine tra i comuni di Spoleto, Norcia e il Ducato dei Varano di Camerino ed è per questa ragione che si assiste ad una marcata alternanza nel dominio del castello tra i Duchi di Varano che lo ebbero in concessione da Clemente IV (fatto ricordato da un’epigrafe posta al palazzo Ducale di Camerino) nel XII sec., il Comune di Spoleto e poi il comune di Norcia nel XIV sec. Nel decennio di dominio sforzesco nelle Marche, Montesanto passò con Camerino al dominio del venturiero Francesco Sforza fino alla sua elezione a Duca di Milano. Un episodio che va sicuramente ricordato è quando Spoleto acquistò da Pio II, bisognoso di denaro per la crociata contro i turchi, il Castello di Montesanto per 4000 fiorini, il comune pose lo stemma di S. Ponziano sul campanile della Pieve di Montesanto (tutt’ora visibile accanto allo stemma del comune di Montesanto con sei monti una chiesa e tre stelle). Per un breve periodo il Castello fu annesso al ducato dei Borgia (1500 circa) ma non appena tramontò la loro potenza, Spoleto se ne riappropriò. Ancora oggi il borgo, di forma allungala, organizzato lungo tre vie parallele raccordate da vicoli, e in buona parie racchiuso dalla cinta muraria con i ruderi della rocca visibili nella parte più alta. I danni prodotti dai diversi terremoti hanno causato la perdita di tanti palazzetti che sorgevano nel centro del borgo e che risalivano soprattutto al XVI e XVII secolo. Tali edifici appartenevano alle principali famiglie di Montesanto, fra cui spiccavano i Collicola e i Monthioni, che poi si trasferirono a Spoleto e Roma, ricoprendo anche importarti incarichi presso la curia pontificia. Ancora visibile è invece il palazzo Pazzi Morelli, con il bel portale in bugnato e sullo spigolo due stemmi. Cuore del paese e la piazza su cui si affacciano la Pieve e il palazzo del Comune. Quest'ultimo, oggi sede del "Centro Studi Montesanto per la Scienza", presenta un ampio portico a due arcate sotto il quale si trova una fessura con la scritta "Qui si mettono le lettere de la posta 1632": si tratta della memoria di una delle più antiche "cassette per le lettere" giunte fino a noi.

Casa della Posta
È preceduta da una scala esterna, portico antistante a due arcate e sedile in pietra. L’edificio conserva un’iscrizione con la data 1542; sul muro a sinistra, una fessura con la scritta “QUI SI METTONO LE LETTERE DE LA POSTA 1632”. Sopra gli archi tre finestre con mensole e tracce di mostre dipinte e di una meridiana. All’interno, camino e lavabo del sec. XVI con “Madonna e due Santi”, affresco del sec. XV.

La pieve di Santa Maria Assunta, eretta tra XII e XIII secolo, assunse le dimensioni attuali grazie ad un ampliamento effettuato a meta Cinquecento. L'interno, a tre navate, e oggi quasi completamente spoglio, ad esclusione delle acquasantiere in pietra del XVI secolo del fonte battesimale e di scarse tracce di decorazioni pittoriche. Dal fondo della navata destra si accede ad un piccolo spazio lungo e stretto, la sacrestia, interamente affrescato (nel 1637) con un Compianto sul Cristo morto e con le figure dei dodici Apostoli. Queste poche testimonianze, sono tutto quel che rimane in loco di un apparato ornamentale ricchissimo. Il sisma del 1997, con il crollo del tetto, portò alla distruzione di alcuni dei preziosi manufatti che la chiesa custodiva, tra i quali un pulpito in noce intagliato. Per evirare ulteriori perdite, le opere e gli arredi superstiti vennero trasferiti in altre sedi o musealizzati. Al momento la chiesa è inagibile per il terremoto del 1997.

Una piccola chiesa dedicata a Santa Lucia, fondata probabilmente nel XIV secolo, sorge presso una delle porte cittadine.

Alla facciata dell'edificio è addossata un'edicola in pietra di sobrio gusto rinascimentale, la cosiddetta Madonna della Porta, che conserva, al suo interno, una ricca decorazione pittorica: sulla parete di fondo è possibile osservare una Madonna con Bambino, che reca la data frammentaria MCCCLXX(XX...) ed è attribuita al Maestro dell'oratorio di San Pietro a Spoleto (seguace del Maestro di Fossa attivo tra la fine del Trecento e l'inizio del Quattrocento); Santa Lucia, l'Eterno benedicente con angeli e i Quattro Evangelisti! Sulla volta sono dipinte opere della metà del Cinquecento, attribuibili alla bottega degli Angelucci da Mevale. Piccola cappella in forma di loggia, datata XVI sec., aperta in origine su tre lati (il quarto addossato alla chiesa di Santa Lucia) nella parte inferiore balaustra in pietra e nella parte superiore grata lignea.

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