Archivio foto 2015

Scheda

Nazione: Italy
Regione: Umbria
Provincia: Terni (TR)
Localita' o frazione: Umbriano
Nome bene: Castello di Umbriano
Comune: Ferentillo

Cenni storici

Castello di Umbriano - Ferentillo (TR)

La fortezza venne costruita sul versante nord del monte S. Angelo nell'890 subito dopo le incursioni saracene in Umbria in una posizione dominante e naturalmente imprendibile. Difendeva, assieme alla rocca di Ferentillo, l'importante abbazia di San Pietro in Valle. Durante la sua millenaria storia ebbe vari passaggi di proprietà e seguì sostanzialmente le vicissitudini di Ferentillo che, dopo esser stato riportato al rango di comune, lo ricomprò nel 1860. Privo di collegamenti stradali con la Valnerina e di attrattive economiche ha subito, nel secondo dopoguerra, un progressivo spopolamento, comune a tutti i centri minori umbri, e dal 1950 risulta essere completamente abbandonato. Oggi Umbriano, dopo essere passato di mano in mano ed essere stato oggetto di vari (e vani) tentativi di recupero, è di nuovo sul mercato. L’impresa di restauri e ristrutturazioni edilizie che lo ha acquisito “in toto” tra il 1999 e il 2000 intende rivenderlo in blocco, ad eccezione della torre che è di proprietà comunale, possibilmente a chi potrà farlo rivivere e farne un polo di sviluppo turistico e culturale degno della sua storia e della sua magia sopravvissuta all’abbandono. Il futuro di Umbriano sta a cuore ai locali ma non solo. L’eco della notizia ha oltrepassato i confini nazionali per incuriosire un pubblico per così dire “globale”. E non stupisce. Il fascino del luogo, infatti, non si descrive a parole. Bisogna salire fin lassù per goderne appieno la suggestione, a partire dalla torre la cui facciata è integra su tutti e quattro i lati e al cui interno filtra la luce dalle monofore e dalle feritoie per l’avvistamento. Poco più sotto si sviluppa su una superficie di circa 2000 metri quadri la pianta del paese, costituito da una trentina di edifici del XV sec. in stato di abbandono, con tetti e solai crollati, ma solidi nelle mura resistite allo schiaffo del tempo e delle frequenti scosse sismiche. Eppure sono ancora in piedi e tolgono il fiato per la bellezza delle architetture, eleganti porte ogivali, archi pregevoli in pietra grigia, facciate murate a calce, un’edicola sacra incassata nel muro di un’abitazione privata, finestre aperte sulla vallata come cornici di un quadro dalle mille tonalità di verde. Le dimore, per la maggior parte con piano terreno seminterrato, sono saldate una all’altra in compatti agglomerati separati da angusti vicoli in pendio. Echi di vita contadina s’intrecciano con tracce nobiliari, la stalletta del maiale fronteggia il palazzetto principesco ancora austero nell’intatta facciata abbellita dai resti di un balconcino, con i rustici che scendono da gradoni di pietra rosa e immettono in cantine con sontuose volte a botte che ancora conservano il pozzetto per il mosto. Le case riflettono la tipologia dell’antica casa rurale umbra, con le stalle o i granai a piano terra, la scala esterna, il cucinone ravvivato dal grande focolare. Poco distante la chiesa, slegata dall’ “abbraccio” delle case, la chiesetta romanica di San Rocco inghiottita dai rovi, dove a fatica si scorgono sul fondo dell’altare tracce cromatiche di un affresco dello Spagna raffigurante la Crocefissione con l’Eterno e San Sebastiano. A farla da padrona, seppure provata dalla siccità, la vegetazione spontanea, nell’aria il profumo di menta e finocchio selvatico. Poco resta di Umbriano abitato da taglialegna, allevatori di capre e contadini grati alla vicinanza del fiume Nera, se non il linguaggio ancora vivo di quelle pietre, di quei mozziconi di muro disegnati nel cielo che raccontano un altro tempo, un’altra storia.

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