Archivio foto 2015

Scheda

Nazione: Italy
Regione: Umbria
Provincia: Perugia (PG)
Localita' o frazione: Centro storico
Nome bene: Castello di Sellano
Comune: Sellano

Cenni storici

Castello di Sellano (PG)

È situato su un poggio che domina la sottostante valle del fiume Vigi. Una tradizione che si riallaccia a Plinio il giovane che definisce gli abitanti di questa zona “Sjllinates” e si vuole dagli storici che anche il nome di Sellano dipenda da Lucio Cornelio Silla che nella guerra civile dell’88 contro Caio Mario si sarebbe rifugiato tra queste dorsali appenniniche. Secondo invece lo stemma attuale di una sella su cui domina L’Arcangelo S. Michele, il toponimo deriverebbe dalla sua collocazione geografica sulla sella del monte. In posizione strategica, fu sottomessa dai longobardi, entrò poi a far parte del ducato di Spoleto dal quale nei secoli XIV – XVI con la crescente importanza che Sellano assunse, cercò di vedere riconosciuta una propria autonomia. E fu cosi per breve tempo con l’aiuto del capitano di ventura Perugino Biordo Michelotti alla fine del sec. XIV. Durante il XV sec. Sellano diviene motivo di contesa fra Spoleto e il ducato di Camerino, per la sua posizione di vicinanza alla via della Spina. Tra il XV e il XVI sec. Sellano venne in lite con diversi castelli vicini come Montesanto, Verchiano, Postignano e Cammoro per questioni interne. Anche nel castello di Sellano fu presente il beneficio Ordine di San Francesco nel XII sec., grazie al quale i Minori Francescani sparsero per le campagne il seme della fraternità, dolcezza e della letizia cristiana del “pax et bonum”. Cinque conventi francescani sorsero nel territorio: S. Croce a Sterpare, S. Sebastiano a Montesanto, S. Francesco dell’Annunziata di Sellano, il Convento dei Cappuccini a Costantinopoli di Cerreto e il Convento dei Cappuccini ad Acqua Premula.

Palazo Comunale
Edificio con prospetto cinquecentesco e all’ interno tracce di affreschi del sec. XVI in un ambiente del piano superiore “Madonna con Bambino e Santi” affresco frammentario della metà del sec. XV; vi si conserva anche il cosiddetto “piatto dei brevicelli” in rame sbalzato e dorato (sec. XVI).

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