Archivio foto 2015

Scheda

Nazione: Italy
Regione: Umbria
Provincia: Perugia
Localita' o frazione: Caso
Nome bene: Castello di Caso
Comune: Sant’Anatolia di Narco

Cenni storici

Castello di Caso – Sant’Anatolia di Narco (PG)

A mt. 667 di altitudine. Ha uno stupendo panorama. Sicuramente qui si stabilirono i valligiani della Val di Narco, quando la loro incolumità fu messa in pericolo dal passaggio di eserciti, certamente dopo l’890, quando vi furono i saraceni. Nel secolo XII, come gli altri castelli della Valnerina, fu una piccola comunità con Spoleto semi-indipendente da Spoleto, con propri Statuti, cui la città dominante dava il podestà. Gli Statuti scritti sono del 1460, dei quali si conserva solo una parte del libro dei Malefizi all’archivio di Stato di Spoleto. Documento pergamenaceo, latino, scrittura gotica antica, acefalo fino a p.7 rubr.7 numerato fino a carta 32, cui seguono altre mani fino a p. 60 (numerazione tardiva) per le aggiunte e approvazioni. I titoli sono in rosso, il testo in nero, le rub.103, con materie senza divisione (spesso illeggibile). Il podestà era inviato da Spoleto e la comunità era retta da un vicario locale, aiutato dal notaio e dal camerario. Le deliberazioni venivano prese dal consiglio generale ed eseguite dalla cernita (giunta). Era un comunello autarchico e le norme austere. Molte le festività. Il castello è chiuso tuttora dal girone, cioè da mura; vi si accede per una doppia porta e si giunge sulla piazzetta, dove avveniva la vita civile e religiosa del paese. Vicina era la fortezza di Spoleto, del secolo XII, ora scomparsa. Caso visse una secolare vita tranquilla, sostanzialmente fedele a Spoleto. Nel 1241 fu di Federico II. Nel 1248 tornò a Spoleto. Non fece parte della federazione dei castelli ribelli a Spoleto nel 1338. Nel 1368 è elencato tra i castelli del distretto spoletino. Ebbe discordie con la comunità di Sant’Anatolia nel 1333. Infatti quell’anno gli Angioini del regno di Napoli erano sconfinati, per rubare, verso Caso; furono portati a Sant’Anatolia archivi e oggetti di valore: quelli di Sant’Anatolia pare che ne avessero fatto preda e ci fu una causa presso la corte ducale. Nel 1522 si alleò con i castelli ribelli a Spoleto, senza successo. Durante la repubblica francese del 1798, Caso subì l’invasione degli Insorgenti e dei banditi al seguito. Con la Restaurazione ebbe un sindaco proprio, sotto il gonfaloniere di Spoleto. Il comunello durò fino al 1895, quando fu soppresso e il territorio aggregato a Sant’Anatolia. La chiesa di Maria Assunta (già Santa Cristina, come è scritto sulla lunetta) è del secolo XIII. Nel 1250 vi era annesso un monastero di Clarisse. L’abside è decorata da Pierino Casarei: incoronazione tra angeli; Sant’Antonio abate e il Battista: in basso gli apostoli (1595). Il paese ebbe un ospizio per viandanti e il Monte frumentario. Nella chiesa di Santa Cristina vi sono resti di pitture del Brunotti e di Domenico da Leonessa.

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