Archivio foto 2015

Scheda

Nazione: Italy
Regione: Umbria
Provincia: Perugia (PG)
Localita' o frazione: Pontuglia
Nome bene: Castello di Pontuglia
Comune: Scheggino

Cenni storici

Castello di Pontuglia – Scheggino (PG)

Si trova lungo l’antica via che collegava Scheggino a Spoleto passando per Le Cese e Sensati, attraverso il valico di Castelmonte. Posta a un’altitudine di m. 356 sul livello del mare è abitata da non più di venti persone. Antica villa agricola di transito, poi fortificata, sorta non prima del secolo XV, nei pressi di sorgenti d’acqua che alimentano il fosso omonimo e un antico mulino. L’impianto del paese è triangolare, con una strada principale in piano e ripide vie radiali, spesso con archivolti, che convergono verso l’alto. Sono ancora riconoscibili tracce delle fortificazioni e delle due porte. Emergono dall’abitato alcune torri colombaie, che certamente avevano un tempo anche funzioni di difesa e di avvistamento. È notevole una quadrangolare in pietra, coperta a due spioventi e con un rosone su ciascuna parete. La frazione di Pontuglia ha seguito le vicende del Castello di Ceselli da cui dipendeva amministrativamente, ora fa parte del Comune di Scheggino. La principale emergenza del luogo è rappresentata dal mulino di Pontuglia che occupa la parte bassa dell’abitato, lungo la strada. Si tratta di una pregevole opera idraulica risalente al sec. XV, trasformata e adattata nel tempo, per necessità funzionali, in uso fino a pochi decenni fa, nella struttura esterna, in pietra, si vedono chiaramente le modifiche fatte nei secoli, nel medioevo doveva essere più basso e piccolo, fu poi leggermente allungato e rialzato nel sei – settecento mentre nell’ottocento, fu alzato di un piano (magazzino per le olive), ampliato, rifatto il tetto e aggiunta una stanza a pianterreno. Lungo tutte le pareti del piano superiore sono ancora visibili i numeri e le cifre che appuntavano per misurare la quantità delle olive depositate. Un intero lato della piazza, attorno a cui si organizza il nucleo di Pontuglia, è delimitato dal grande vascone artificiale in blocchi di pietra a servizio del mulino, alimentato da un piccolo canale che si dirama dal vicino fosso. La vasca di raccolta dell’acqua poteva attivare quattro turbine, la prima per macinare cereali, la seconda per separare i diversi prodotti della macinazione, la terza per molire le olive e la quarta per attivare una pressa idraulica per la spremitura della sansa. Il mulino è ora disattivato ma conserva ancora in buono stato, per l’attivo interessamento del suo proprietario Gianni Iacarella, tutti i macchinari che documentano l’evoluzione dell’arte molitoria attraverso i secoli. In prossimità di uno degli ingressi al paese si trova la chiesa degli Innocenti che è stata recentemente ristrutturata, cancellando ogni traccia dell’impianto originario: novelli Erode hanno distrutto anche la decorazione pittorica raffigurante la Strage degli Innocenti, titolari della chiesa. Il torrente del Fosso di Pontuglia per la portata costante e la rapida pendenza offre la possibilità di praticare il torrentismo lungo la forra del Casco, nota anche come “Le Pisciarelle”: è sicuramente la forra più divertente della Valnerina, con acqua, anche se non molta, anche in piena estate. Si tratta di un canyon che, nella prima parte, si stringe fino ad arrivare alla larghezza di un metro, con scivoli, cascate, calate su corda, fino ad arrivare alla cascata più alta (28 metri). La seconda parte è più ampia ma comunque bella e divertente. Risalendo il fosso si incontra un’altra area molto interessante dal punto di vista naturalistico costituita dalla valle tra Monte Fionchi (m.1337) e Monte Solenne (m.1286), ora percorribile con una carrozzabile che, passando per Le Cese, raggiunge il castello di Ancaiano.

Intero articolo creato da Silvio Sorcini

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