INFORMAZIONI


Scheda

Nazione: Italy
Regione: Umbria
Provincia: Perugia (PG)
Comune: Cannara
Localita' o frazione: Vocabolo Selvetta
Nome bene: Edicola la Madonnuccia

Cenni storici

Edicola la Madonnuccia - Cannara (PG)

L'antica edicola, dal vicinato chiamata affettuosamente "La Madonnuccia", di cui non si hanno notizie storiche certe riguardo l'epoca di realizzazione, è situata al bivio fra la strada che da Cannara conduce a Bevagna e la via Selvetta ed è forse la più antica del territorio cannarese. Costruita in mattoni e pietrame ha l'ampia nicchia intonacata, con altarino, protetta da due piccole balaustre a due colonne tondeggianti in cemento e il tetto a doppio spiovente con copertura in travi di legno, pianelle e tegole in laterizio. Sopra l'architrave ligneo è dipinta una croce. Le due piccole balaustre sostituiscono un cancelletto in legno, rimosso in occasione del restauro della cappellina eseguito nel 1976. L'attuale pavimento in mattoni, risalente agli anni ottanta del novecento, in luogo di una preesistente pavimentazione. Il dipinto su tavola del pittore cannarese Giampiero Magrini è una riproposizione dell'opera di Raffaello Sanzio, realizzata tra il 1513 e 1514, e raffigura la Madonna su una seggiola con Gesù Bambino in braccio. Al suo fianco San Giovannino a mani giunte, con una piccola croce. L'immagine attuale sostituisce una modesta copia dipinta su faesite, con lo stesso soggetto mariano, in parte ridipinta nel 1976 in occasione del restauro dell'edicola dal pittore-decoratore Giovanni Balicchia detto Turiddo (collaboratore del pittore Elpidio Petrignani), nativo di Agugliano (AN) e all'epoca dimorante a Cannara. Nella parte alta del dipinto, al centro, il Magrini ha prodotto la scritta: CANNARA A TE DEVOTA, mentre nella parte bassa ha raffigurato uno scorcio di Cannara con il ponte sul Topino e la scritta: Giampiero Magrini pinxit - AD - MMXII. L'immagine è inquadrata in una cornice di stucco decorata con tralci, fogliame e frutti della terra. Nella parte alta della cornice sono presenti due teste di amorini dei quali, quello di destra presumibilmente coevo alla cornice mentre quello di sinistra, in quanto mancante, ricostruito dallo stesso Magrini. La cornice barocca si presentava nella maggior parte bisognosa di riconsolidamento ed in alcuni punti era addirittura mancante. L'altare sottostante, nella parte superiore di appoggio, aveva spessi strati di cemento in degrado posizionato non a livello. Gli angoli del profilo sia del basamento che della cornice superiore erano rifatti grossolanamente con cemento o mancanti. La parte sottostante l'altare dove si trova una decorazione a stucco che contorna uno stemma gentilizio - di cui rimane in evidenza una stella a cinque punte - si presentava con un intonaco cadente e privo di basamento. Fino a circa gli anni sessanta del novecento, l'edicola era meta delle annuali processioni delle "Rogazioni" nella festa di San Marco e nei tre giorni che precedono l'Ascensione, per la benedizione di Dio sui campi e sul lavoro dell'uomo. L'edicola è in buono stato di conservazione ed è ancora oggi oggetto di sentita devozione per gli abitanti della zona, specialmente con la recita del rosario nel mese di maggio, come si deduce anche dai fiori e candele votive poste sopra l'altarino. Oggi che la fede popolare non costruisce più edicole sacre, un plauso va a tutti coloro che ne hanno reso possibile l'attuale restauro, così da salvaguardare la struttura e la memoria di quanti ci hanno preceduto e che hanno pregato dinanzi a questa immagine sacra.

Cannara, venerdì 20 luglio 2012 - inaugurazione edicola restaurata

Mario Scaloni

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