Archivio foto 2017

Scheda

Nazione: Italy
Regione: Umbria
Provincia: Perugia (PG)
Localita' o frazione: Piandarca
Nome bene: Edicola di Piandarca
Comune: Cannara

Cenni storici

Edicola di Piandarca – Cannara (PG)

La piccola edicola (eretta nel 1926 in occasione del VII centenario della morte di San Francesco) si trova sulla strada antica che unisce Cannara a Bevagna, vicino ad un ruscello. La tradizione vuole che in questo luogo, che una volta era aperta campagna, San Francesco abbia fatto la sua famosa predica agli uccelli: tra il 1212 e il 1213 proprio in località Pian d’Arca di Cannara, avvenne lo straordinario episodio. Insieme al Santo queste meravigliose creature del Signore dialogano accomunati da una vita semplice ma di grande intensità. Oltrepassando un cancello si scendono alcuni gradini per arrivare ad un piccolo altare. Un affresco del Santo che dialoga con gli uccelli è posto al centro dell’edicola, su una lastra di marmo troviamo la scritta:

In questo luogo Santo Francesco insegnò le laudi di Dio Creatore alle sue sirocchie uccelli dicendo loro voi non seminate e non mietete e Iddio vi pasce e davvi i fiumi e le fonti per il vostro bere davvi i monti e le valli per vostro rifugio e gli alberi alti per fare il vostro nido ed essi con meravigliosi canti da lui si ripartirono per annunziare al mondo il verbo della vita rinnovellata nella fede della divina provvidenza

Per puntualità fra Tommaso da Celano, il biografo di San Francesco più accreditato così scrive:

Frattanto mentre si accrebbe, come si è detto, il numero dei frati, il beatissimo padre Francesco attraversava la valle Spoletana. Giunse ad un luogo presso Bevagna, dove era raccolta una grandissima quantità di uccelli di ogni specie, colombe, cornacchie e le cosi dette monachine. Vistili il Servo di Dio, che era pieno di tanto fervore da sentire pietà ed affetto anche per le creature inferiori e irragionevoli, in fretta corse ad essi, lasciando sulla strada i compagni. E avvicinatosi, vedendo che lo attendevano, li salutò secondo la sua abitudine ; ma stupito che gli uccelli non si fossero levati a volo per fuggire come son soliti fare, ripieno di gaudio, umilmente li pregò di voler ascoltare la parola di Dio. E tra l’altro disse così : «Fratelli miei alati, molto dovete lodare il vostro Creatore, ed amarlo sempre, perché vi di diede le piume per vestirvi, le penne per volare e tutto ciò che occorre al vostro bisogno. Dio vi fece nobili tra le altre creature e vi concesse di dimorare nella limpidezza dell’aria, voi non seminate e non mietete, eppure Egli stesso vi protegge e governa senza alcuna vostra sollecitudine ». A queste parole quegli uccelli, come raccontavano egli stesso e i frati che si erano trovati con lui, mirabilmente davan segni di esultanza secondo la loro natura, allungando il collo, distendendo le ali, aprendo il beccuccio e guardandolo. Ed egli passava e ripassava in mezzo a loro, sfiorando le testine e i corpi con la sua tonaca. Infine li benedisse e, fatto il segno di croce, diede loro licenza di volare altrove. Poi il beato Padre coi compagni riprese il suo cammino, giubilando e ringraziando Dio, che è venerato da tutte le creature con confessione devota. Egli che era semplice, non per natura, ma per grazia cominciò allora ad accusarsi di negligenza, perché non aveva prima d’allora predicato agli uccelli, dal momento che questi ascoltavano con tanta riverenza la parola, di Dio. E da quel giorno prese ad esortare sollecitamente tutti i volatili, tutti gli animali, tutti i rettili, e anche le creature insensibili, a lodare e amare il Creatore, poiché ogni giorno sperimentava la loro obbedienza all’invocazione del nome del Salvatore

Presenza di S.Francesco a Bevagna

Come raccontano le Fonti Francescane la presenza del Santo a bevagna è più volte documentata infatti oltre alla predica agli uccelli Fra Tommaso da Celano ripropone i seguenti episodi :”Una volta Francesco era diretto a Bevagna, ma indebolito dal digiuno, non era in grado di arrivare al paese. Il compagno mandò umilmente a chiedere a una devota signora del pane e del vino per il santo. Appena la donna conobbe la cosa, insieme a una figlia vergine consacrata a Dio, si avvio di corsa per portare al santo quanto era necessario. Ristorato e ripreso alquanto vigore, rifocillò a sua volta madre e figlia con la parola di Dio” 2Cel 114…

“Bevagna è un nobile castello della Valle spoletana. Viveva in esso una santa donna, con una figlia vergine ancor più santa e una nipote assai devota di Cristo. San Francesco onorava spesso la loro ospitalità con la propria presenza, poiché aveva anche un figlio nell’Ordine, uomo di specchiata virtù. Ora la nipote era priva del lume degli occhi esterni, benché quegli interi, con i quali si vede Iddio, fossero illuminati di meravigliosa chiarezza. San Francesco implorato una volta perché, avendo pietà del male di lei, avesse anche riguardo alle loro fatiche, inumidì gli occhi della cieca con la sua saliva, per tre volte, nel nome della Trinità, e le restituì la desiderata vista”. cf. Celano, Trattato dei Miracoli, 120.

Bibliografia
Fra Tommaso da Celano “Vita di San Francesco d’Assisi e Trattato dei Miracoli” Vita Prima – Parte Prima Cap.XXI “Della predicazione agli uccelli e dell’obbedienza delle creature“.

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