INFORMAZIONI


Scheda

Nazione: Italy
Regione: Marche
Provincia: Ascoli Piceno (AP)
Comune: Ascoli Piceno
Localita' o frazione: Mozzano-Tronzano
Nome bene: Forte di Mozzano

Cenni storici

Forte di Mozzano - Ascoli Piceno (AP)

Sull'altura tufacea a nord-est del paese di Mozzano vi sono, ancora oggi, i resti di un'antica costruzione fortificata individuata con diverse denominazioni, quali: Forte di Mozzano, Castello di Mozzano e Castello di Tronzano. Il fortilizio si trova tra la contrada Castello, l'agglomerato medievale più antico di Mozzano, e il piccolo centro di Tronzano. Nel tratto delle mura ancora visibili si distinguono feritoie ogivali aperte verso la Salaria.

Mozzano

La storia di questo paese trae inizio dalla costruzione di un castello, che i romani edificarono lungo la sponda sinistra del fiume Tronto. Dal periodo della fondazione dell'insediamento fortificato fino all'anno 1000 non si hanno notizie certe e documentate sulle vicissitudini che ebbero luogo in questo borgo. Le tracce di vicende note e confortate da fonti incominciano dal secolo XI. In età feudale, nell'anno 1010, Lupo di Rinaldo Cataldi divise la proprietà del castello in due metà, una di queste la cedette al figlio Cataldo, che assunse anche il titolo di dinasta e divenne Signore di Mozzano; dell'altra metà, mediante un contratto di donazione, ne trasferì la proprietà ad Emmone, primo vescovo-conte della città di Ascoli Piceno. Questo atto di cessione costituì una delle prime testimonianze dell'inurbamento dei dinasti che, dopo aver custodito la propria signoria rurale, si assoggettavano come vassalli ai principi più potenti, per la tutela dei loro beni. Così Mozzano si trasformava in un punto avanzato delle senaite civitatis ad ovest della città ascolana. Si ricordano alcuni discendenti della dinastia mozzanese dei Cataldi, quali: l'arcidiacono della cattedrale di Ascoli, anch'egli chiamato col nome di Cataldo, che succedette al vescovo Rinaldo I e che resse la chiesa ascolana per due anni; il canonico del duomo Giovanni e il capitano delle truppe ascolane Marcellino. Furono Signori di Mozzano e valenti cavalieri Gentile, Migliore e Rinaldo. Onulfo dei Cataldi alienò la sua metà del castello al vescovo Rinaldo IV, ma resta ignoto l'anno preciso in cui Ascoli l'assoggettò al suo dominio. A Castel Mutianum, il giorno 8 agosto 1426, furono sottoscritti i patti con i quali il Consiglio Generale della Città di Ascoli riconosceva la sovranità di Pietro Colonna, Rettore della Marca, sottomettendosi alla Stato Pontificio. Per questa circostanza il castello e il suo contado beneficiarono per cinque anni dell'esenzione di alcuni censi, dazi e gabelle. Seguirono anche periodi di floridezza economica e Mozzano godette dell'autonomia comunale con l'approvazione di un suo Statuto da parte del governo ascolano avvenuta il 21 giugno 1552. Nel palazzo municipale, il 5 febbraio 1799, il brigante Giuseppe Costantini, detto Sciabolone, avallò il trattato di pace (Pace di Mozzano) concluso tra il generale francese Jean D'Argoubet, Giovan Battista Ciucci, capitano degli insorti, e da altri ventuno capitani delle truppe dei montanari. Il Regio Decreto del 14 dicembre 1866 N. 3413 lo soppresse come sede municipale aggregandolo a quella di Ascoli.

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La Fortezza

Nata probabilmente nell’Alto Medioevo, quando le nobili famiglie cittadine cercavano scampo dalle invasioni barbariche rifugiandosi sulle colline, era stata, poi fortificata e ampliata dai nuovi padroni, i Longobardi; la famiglia Cataldo - Cataldi, di chiara origine germanica, ha infatti posseduto la zona fortificata di Mozzano fino al 18° secolo. Sottomesso ad Ascoli, Castello Mozzano era considerato nel 1300 “Castello di primo grado” insieme ad Appignano, Monteprandone, Comunanza, Venarotta ed Acquasanta. L’interessante struttura, completata di magazzini, stalle e dalla abitazione del signore, era di ridotte dimensioni, in quanto sfruttava le caratteristiche dell’aspro colle su cui era stata costruita. Era, probabilmente a due piani, coperta e “di baluardi fregiata presso la parte che guarda la strada romana” (Colucci, “Antichità Picene”, 1792). La costruzione poggiava nel punto più alto, a quella curiosità scientifica che è l’arco in pietra arenaria, scolpito in modo bizzarro dagli agenti atmosferici alla sommità della collina.

Le Canalette

Antiche vasche scavate nella roccia che servivano per la pigiatura e la torchiatura dell’uva; le strutture composte da due vasche a diversa altezza, comunicanti attraverso un buco per la raccolta del mosto, dovrebbero risalire al periodo romano, quando tutti i terreni erano messi a coltura: ce ne sono 6-7 nei dintorni di Mozzano e il sistema di lavorazione sembra identico a quello delle tasche rinvenute nelle grandi cantine di Pompei.

Tratto da "Mozzano, un angolo di storia"


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Photo Gallery A.D. 2018

Photo Gallery A.D. 2018 - Le Canalette di Mozzano


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