INFORMAZIONI


Scheda

Nazione: Italy
Regione: Marche
Provincia: Ascoli Piceno (AP)
Comune: Acquasanta Terme
Localita' o frazione: Tallacano
Nome bene: Borgo di Tallacano

Cenni storici

Borgo di Tallacano – Acquasanta Terme (AP)

L'origine della fondazione del paese è piuttosto controversa, alcuni storici la attribuiscono ai greci che qui stabilitisi, forse in ritirata o forse fruendo della posizione strategica del luogo durante la guerra contro Roma, dettero vita all'insediamento. (I nomi di molti luoghi delle vicine vallate e delle montagne derivano da parole greche). Altre fonti riferiscono le origini del borgo alla nobile famiglia ascolana dei Tagliacane. In alcune mappe, risalenti al 1527, custodite presso i Musei Vaticani, il nome di Tallacano è riportato come Tagliacane, che, in seguito, è mutato in Tallacano. Il nome della villa compare sul Bollario Vescovile nell'anno 1331 quando avviene il passaggio della chiesa di San Pietro di Tallacano dall'amministrazione di Donno Filippo, priore della chiesa di San Tommaso Apostolo di Ascoli, ai chierici locali e a Gentiluccio di Antonio da Quintodecimo. La buona organizzazione di Tallacano è evidente nel 1356 quando gli uomini della villa, uniti con gli uomini di Rocchetta, nominarono come loro procuratore in Perugia Nicola Tiberucci nella causa contro fra Marino dell'Ordine agostiniano, per atti concernenti l'hospitate di San Giorgio di Salmacina. Nonostante il Catasto ascolano nel 1381 riporti la dicitura in territorio Tallacani, e nonostante la forma sia la più attestata nel corso dei secoli, viene il dubbio che il nome della villa sia legato, a partire dal 1200-1300, a qualche membro della famiglia ascolana dei Tagliacane, famiglia da cui proviene Gentile Angelutij Tagliacane de Esculo fondatore, nel 1407, della chiesa di Villa Guasto, nel territorio di Accumoli. Nel 1440, firmano lo statuto notarile ascolano tre notai di Tallacano i cui protocolli sono andati persi. Uno dei tre è Johannes Marini Cicchi (1478) che dice di essere di Tagliacano. Questa grafia desta interesse perché compare anche su inventari lateranensi (Ecclesia S. Marie Annunciate de villa Talianchani), sul documento olivetano (chiesa di San Pietro di Tagliacano) e sugli atti notarili di Domenico Castelli (ecclesia SS.me Annuntiatae villa Tagliacani, firma del notaio Johannes Mascij del 1482). Con Venamartello, nel 1550, la villa di Tallacano ha due vertenze di rilievo, la prima riguarda la lunghissima lite per il possesso di monte Savucco e l'altra vede l'intera universitas di Tallacano agire civiliter et criminaliter contro Donno Perdominico Joannis alias Musiolo perché retribuisca alla Comunità il privilegio della chiesa di San Pietro. Nel 1500 Tallacano è coinvolto nella vicenda Ardighelli al ponte Santa Croce; da Tallcano in seguito proverranno molti Tramazzini che tanta parte avranno nella storia del periodo napoleonico ed unitario. Per i rapporti con Ascoli, rimane ai documenti una nota dei Massari di Talacano, del 1513, che con occhi lacremoni recorrono perché vengano ridotti a 46 i molti fiorini di debito contratti a causa dei turbamenti in questa Magnifica Ciptà et contado. Agli albori del XX secolo il piccolo centro torna a far parlare di sé per la presenza sul suo territorio di lupi che fanno strage di pecore. Gli abitanti ottengono dal Prefetto il consenso a spargere in giro carne avvelenata, con obbligo però di ritirarla ogni mattina all'alba (Regolamento anno 1903). Il 1900 è segnato dalle due guerre mondiali e non manca la chiamata alle armi per molti tallacanesi che svolsero a pieno il loro compito. Durante il massacro della guerra di Russia, avvenuto nel corso della seconda guerra mondiale, partirono 229.000 soldati, molti dei quali alpini, ma solo 110.000 di loro tornò a casa, tra cui un tallacanese che alla sua morte, avvenuta poco dopo l'anno 2000, aveva sulla bara l'antica bandiera usata in guerra dall'Italia come chiaro riferimento all'amore per la patria. Con l'arrivo del benessere, nell'Italia del dopoguerra, anche Tallacano visse sull'onda del rinnovo. Il paese fu raggiunto dalla strada, in precedenza si accedeva al borgo percorrendo un sentiero (detto strada romana) vecchio di mille anni e più che si diramava dalla Salaria.


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