INFORMAZIONI


Scheda

Nazione: Italy
Regione: Marche
Provincia: Macerata (MC)
Comune: Valfornace
Localita' o frazione: San Maroto
Nome bene: Castello di San Maroto

Cenni storici

Castello di San Maroto - Valfornace (MC)

Il castello di San Maroto fu costruito tra l`XI e il XII secolo in una posizione più elevata rispetto alla torre di difesa. Esso era localizzato in direzione sud-est, sulla sommità dell'attuale Colle Castello, a circa 700 m in linea d'aria dalla chiesa e dalla torre di S. Giusto. Apparteneva ai Signori di S. Maroto, che saranno tra i cofondatori del Comune di Camerino, e molto probabilmente era privo di torre di difesa o di avvistamento. Gli storici locali datano la chiesa, sia pure con riserva a causa dell`assoluta mancanza di documenti, tra la metà del sec. XI e tutto il secolo successivo (1050-1199). Recenti studi tuttavia tenderebbero ad anticipare la sua costruzione a prima del Mille. E' certo comunque che la chiesa fu costruita senza l'attuale torre campanaria. Nel 1240 il castello di S. Maroto è elencato nel diploma di Sinibaldo Fieschi e risulta di proprietà dei conti di S. Maroto, sostenitori del partito guelfo, che si troveranno a fianco dei Da Varano nel 1259 durante l'invasione sveva. Essi ottennero la cittadinanza di Camerino fin dalla fase iniziale. La loro nobiltà è ribadita in un documento del 1284 conservato nell'Archivio Comunale di Acquacanina. Negli ultimi decenni del XIII secolo il feudo dei conti di S. Maroto venne assorbito dal Comune di Camerino, mentre i loro acquisti si orientarono verso l'alta valle del Fiastrone. Tuttavia agli inizi del Trecento sono ancora influenti politicamente e facoltosi economicamente: acquistano terre ad Acquanina e vendono a Sarnano e a Bolognola nel 1303 e nel 1319. Probabilmente da questo momento inizia la decadenza del castello. Entro il terzo quarto del XIV secolo, forse già abbandonato il castello o comunque venuta meno la sua importanza strategica, fu costruita la torre di difesa e di avvistamento sul lato ovest della chiesa di San Giusto dove era l'ingresso principale. L'estremo ante quem è dato dalla data 1373 riportata su un affresco di tale torre. p. t. - realizzazione affresco - secolo XIV - Nel 1373 un anonimo pittore eseguì sulla parete sud del piano terra della torre, un affresco raffigurante la Madonna col Bambino e S. Giovanni Battista. Altri due affreschi, databili tra il 1480 e il 1490, furono realizzati dal Maestro di Arnano sulle pareti nord ed ovest del piano terra della torre. Rappresentano un S. Venanzio e una Madonna del latte. Nel corso del XVII secolo la torre, venuta meno la sua funzione difensiva, venne trasformata in campanile della chiesa di S. Giusto. Molto probabilmente per realizzare la cella campanaria la torre fu sopraelevata. La metà superiore è infatti realizzata con una pietra bianca invece che rosata.

-------------------------

La chiesa di s. Giusto a San Maroto è uno dei monumenti più singolari del romanico marchigiano. Fondata sul sasso vivo, poco discosta dalla statale S.S. 77, emerge dal colle, metri 500 sul livello del mare, con perfetta fusione al paesaggio ampio e ondulato, alla gamma tenue dei colori agresti nella quale immette il "rosa intenso della pietra calcarea ammorbidita dalla punta dello scalpello" (1). L'opera è tutta compiuta in sé quindi estranea alle altre che, dopo, furono costruite a ridosso o nelle immediate vicinanze; eppure affiora con discrezione da uno sperone di roccia che s'affaccia libero sulla valle del Chienti. Il luogo ove sorge offre le prime indicazioni, storiche e sociologiche: non è "pieve", ma è una "ecclesia" nel castello dei signori feudatari di San Maroto (2). Fra la boscaglia emergono tuttora tracce di muro in località "Castello", sul colle sud di Fonticella. Anche Sandro Corradini nota: " Il castrum s. Marciti si presenta ... un castrum medioevale arroccatosi sulle alture mentre in epoca romana era un vicus di fondovalle " (3). Il nome San Maroto appare già nel famoso diploma di Sinibaldo Fieschi nel 1240 (4). Scarne sono le notizie, per lo più legate al sorgere del comune nella città di Camerino. I conti di San Maroto furono sostenitori del partito guelfo, si trovarono a fianco dei Da Varano nel 1259 durante l'invasione sveva della zona (5). I signori di San Maroto hanno un posto importante a Camerino, di cui ottengono la cittadinanza fin dalla fase iniziale del comune (6). La loro nobiltà è ribadita nelle carte del secolo XIII (7). Ma negli ultimi decenni il feudo doveva essere stato assorbito dal comune mentre i possessi si orientarono verso l'alta valle del Fiastrone (8). Se il Cardinal Albornoz nomina i conti di San Maroto come i signori un tempo del castello si può pensare che continuarono a possedere terre nella zona anche ai primi decenni del sec. XIV (9). Del resto Gualtiero, figlio di Giacomuccio, partecipò alla pace fra Camerino, Matelica e Sanseverino nel 1306. Il volto della abitazione signorile e delle case paesane è così descritto in un documento lasciato da chi poteva aver visto: " Castello senza rocca o torre alla cui ombra erano terre murate " (10). Per fissare l'epoca del monumento, i nostri documenti che inquadrano il periodo di maggiore splendore dei conti, pur vicini alla decadenza, ci conducono alle stesse conclusioni di chi parte da riferimenti estetici: "seconda metà dell'XI e tutto il secolo seguente, in epoca contemporanea, cioè, al gruppo di chiese definite dallo stesso D'Ossat a iconografia deuterobizantina e delle quali fanno parte: s. Vittore alle Chiuse, s. Croce a Sassoferrato, la chiesa delle Moie, s. Maria di Portonovo e la chiesa inferiore di s. Claudio al Chienti " (11). Coeva alle altre chiese romaniche a pianta centrale delle Marche, s. Giusto differisce per la ispirazione tratta da ambienti circolari romani piuttosto che da derivazioni bizantine o ravennati. Già la cupola, che nelle costruzioni bizantine poggia su robusti pilastri, in san Giusto si stacca da un muro circolare, come il Pantheon, il Ninfeo degli Horti Liciniani, il Mausoleo di s. Costanza . . . (12). Se poi si osserva lo spazio, staticamente pensato, la simmetria, l'assoluta autonomia rispetto agli altri interessi, si deve andare a richiami romani (13) e fermarci all'arte romanica. " L'organismo architettonico, sotto il profilo della sua realizzazione tecnica, offre un notevole esempio di chiarezza strutturale. Un cilindro alto metà del suo diametro dove si imposta una cupola a pieno centro; al cilindro si addossano secondo le quattro direzioni principali quattro absidi coperte da semicupole che bilanciano le spinte della copertura riportandole all'intero perimetro di fondazione delle absidi stesse e non già, come sempre accade, ai soli nodi di attacco.

(1) P. CASTELLI, introduzione allo studio di L. CRISTINI - V. FERRARI - V. SOMIGLI, San Giusto a San Maroto nella diocesi di Camerino, " INGG - ARCH. ", n. 10- ott. 1961.
(2) Oltre i cenni del brevissimo studio citato ci è molto utile l'Analisi ambientale che la acuta équipe aveva già condotta nel 1958, con lo stesso titolo, e da loro conservata dattiloscritta. Anche ROMANI-FELICI ANGELI, Di alcune chiese rurali o. c., p. 254, danno molta importanza ai luoghi dove le chiese sorgono, ritengono che nulla per San Maroto rimandi al concetto di " pieve " (p. 266 e 270).
(3) S. CORRADINI, Archeologia o. c., p. 107.
(4) Accordava privilegi a Camerino. Si può leggere in C. LILI, Dell'Historia di Camerino, parte I, p. 241-42 e in M. SANTONI, Il diploma del card. S. F. legato della Marca per le franchigie dei camerinesi. Saggio di coreografia de' tempi di mezzo (17 gennaio 1240), Camerino, 1894.
(5) Todinus, Guarnerius, Jacobus de S. Maroto sono con Gentile da Varano a Sefro (Codice varanesco dell'archivio di stato di Parma, c. 20).
(6) Il 19 dicembre 1275 Todinuccio e Giacomuccio compaiono tra i 65 cittadini che si fanno garanti dei patti sanciti con Sanseverino (pergamene di Urbino nell'archivio di stato di Firenze: Cl. I, div., fase. XIV, n. 1).
(7) In una pergamena del 1284 dell'archivio comunale di Acquacanina si legge: " nobilis vir Jacobus domini Gualterii olim de S. Maroto ".
(8) Si deduce anche dalla collocazione del documento precedente oltre che dalla c. 462 del citato codice di Parma: Giacomuccio aumenta le sue terre ad Acquacanina; vende, lui e i suoi figli, a Sarnano e Bolognola nel 1303 e 1319 (archivio comunale di Acquacanina, in copia del 1460 e codice varanesco di Parma c. 76r).
(9) P. SELLA, Rationes decimarum Italiae nei secoli XIII-XIV - Descriptio Marchiae - Romae, 1950.
(10) Documento dell'archivio estense di Modena citato da B. FELICIANGELI, D'alcune rocche nello stato di Camerino, " Atti della dep. di storia patria per le Marche ", 1914, voi. I, fase. II, p. 137.
(11) CRISTINI, FERRARI, SOMIGLI, O. C. (1961); la citazione, non ben determinata, dovrebbe rimandare a G. DE ANGELIS-D'OSSAT, Le influenze bizantine nell'architettura romanica, Roma, 1942.
(12) G. BARUCCI, Cenni storico-artìstici di architettura antica e moderna, Pesaro, p. 7.
(13) Noi stiamo accettando la tesi dei sullodati architetti in opposizione a ipotesi deutorobizantine (E. LAVAGNINO, Arte medioevale, Tonno, 1960, p. 228-9; DE ANGELIS-D'OSSAT, O. C., p. 90).

ANGELO ANTONIO BITTARELLI - PIEVEBOVIGLIANA E IL SUO MUSEO

-------------------------

Chiesa di San Giusto a San Maroto

La struttura presenta una pianta circolare con quattro piccole absidi radiali. L'interno è coperto da una cupola, caratterizzata da una particolarissima volta realizzata con dei conci in calcare bianco e rosa, disposti a spirale, e non presenta un ambulacro anulare. L'interno del corpo circolare si presenta adorno di qualsiasi decorazione, anche se gli anziani del posto ricordano la volta della cupola completamente affrescata da un ciclo di dipinti rappresentanti un cielo stellato, mentre l'interno della torre campanaria, più recente rispetto al resto della struttura, mostra un ciclo di affreschi parzialmente conservato e risalente al XIV sec..

Sulle origini di questa chiesa ci sono molte ipotesi, alcune la vogliono come magazzino di caccia di Carlo Magno realizzato da maestranze giunte dalla Palestina., altre come antico battistero (ipotesi suggerita dalla forma circolare), altre ancora come osservatorio astronomico (ipotesi suggerita dalla disposizione delle feritoie all'interno della struttura).

-------------------------

Chiesa dei Gagliesi
In località Gagliesi c'era un antico villaggio e ci sono stati trovate le ossa di parecchi uomini. Chiesa accanto la cimitero con dietro un pianoro.


LINK UTILI



GALLERY


Photo Gallery A.D. 2010-2019 - Castello di San Maroto

Photo Gallery A.D. 2019 - Chiesa di San Giusto

Photo Gallery A.D. 2014 - Chiesa dei Gagliesi


DOVE SI TROVA


Simple Map

Condividi su Facebook