Archivio foto 2015
Per uscire dalla Gallery, premere "Esc"

Scheda

Nazione: Italy
Regione: Marche
Provincia: Pesaro - Urbino (PU)
Localita' o frazione: Centro storico
Nome bene: Palazzo pubblico
Comune: Cagli

Cenni storici

Palazzo pubblico – Cagli (PU)

Piazza Matteotti, l’antica piazza Maggiore, risulta dominata dalla severa mole medioevale del Palazzo pubblico da sempre sede della magistratura cittadina. L’edificio, al quale fu accorpato il palazzo del Podestà, fu donato nel 1476 dal comune di Cagli al duca Federico da Montefeltro il quale ebbe a commissionare, a Francesco di Giorgio Martini i lavori di trasformazione che, mai completati, gli conferirono l’aspetto attuale. Di questo periodo è lo spostamento al livello di calpestio dell’antico ingresso fortemente rialzato, l’abbattimento della merlatura e l’erezione di un’ampia loggia della quale restano solo i peducci nonché la partizione interna degli spazi del pianterreno. Il fronte principale è dominato dal campo dell’orologio datato 1575, opera dei lapicidi cagliese Scipione e Giambattista Finale. A lato dell’odierno disadorno ingresso sono delle unità di misura (canna, braccio e piede) alle quali si affianca il tronco scavato di colonna all’interno del vestibolo, datato 1548. Nella lunetta della parete di fondo è l’affresco, databile 1536, della Madonna col Bambino, San Michele Arcangelo e San Geronzio attribuito al pittore cagliese Giovanni Dionigi. Verso l’esterno, il passaggio ricavato al di sotto dell’affresco, è impreziosito da un prezioso portale quattrocentesco con, a bassorilievo, i simboli federiciani. Da qui si accede al cortile, al centro del quale è la scultura contemporanea Ordine cosmico di Eliseo Mattiacci, che consente, tramite lo scalone incompiuto, di salire alle carceri oppure di accedere al Museo Archeologico e della Flaminia sistemato negli spazi del duecentesco palazzo del Podestà. Al centro di Piazza Matteotti è la fontana eseguita nel 1736 da Giovanni Fabbri su disegno del cagliese Anton Francesco Berardi collaboratore di quel Carlo Murena, che subentrò al Vanvitelli nelle fabbriche della città dorica.