Archivio foto 2015
Per uscire dalla Gallery, premere "Esc"

Scheda

Nazione: Italy
Regione: Marche
Provincia: Pesaro - Urbino (PU)
Localita' o frazione: Monterolo
Nome bene: Castello di Monterolo
Comune: Pergola

Cenni storici

Castello di Monterolo – Pergola (PU)

Meno di 50 km separano Pesaro da Monterolo (passando per Fossombrone).
Il borgo ha una storia comune al territorio circostante. Si sa che nel 1099 era soggetto al monastero di S. Apollinare in Classe di Ravenna, successivamente (1193) passò sotto la Signoria dei Malatesti, poi fu dei Della Rovere. Entrò infine a far parte del Ducato di Urbino. Il paesino raccolto su uno sperone sopra il fiume Cesano, è sovrastato dal massiccio Monte della S.Croce che mostra al borgo un fianco solcato da rocce bianche e sul quale sono state rinvenute in epoca pre-bellica armi ed oggetti d’epoca romana. Due volte l’anno, la prima Domenica di Settembre e la terza Domenica di Maggio, si celebra la festa del Crocifisso con una suggestiva processione che parte dalla Chiesa di S. Felicita (nel paese) per arrivare al monte.

Monterolo e La Romita

Monterolo è una piccola frazione di Pergola che sorge sulla cima di una collina in riva sinistra del Cesano, a 462 m s.l.m. Nel 1099 (si chiamava M. Riolo) fu soggetto alle abbazie di S. Apollinare in Classe e S. Severo di Ravenna, facendo parte della “Ravignana” (1). Poi nel 1283 risulta sotto la signoria di Fano (Castra Montis Roli) e quindi dei Malatesti: questi ultimi lo dotarono di rocca e di mura, in parte rimaste a testimoniare la loro dominazione. Nel 1473 fu ceduta col Vicariato di Mondavio a Giovanni Della Rovere. Dopo la devoluzione del Ducato d’Urbino alla Santa Sede, Monterolo restò libero comune fino al 1869, quando fu annesso al Comune di Pergola. Monterolo conserva ancora parte delle mura. La Chiesa Parrocchiale di S. Felicita ospita un Crocefisso su tavola del Cinquecento. Nei dintorni di Monterolo, lungo la strada che conduce a Montevecchio, si trova il M. S. Croce (m 567), con una grande scarpata calcarea esposta a Sud e ben visibile anche da lontano per il suo colore bianco. Sempre nei dintorni di Monterolo, su una collina a 408 m s.l.m. e a 1,5 km a NE del paese, si trova La Romita. Si tratta di un convento francescano dei Minori Osservanti costruito nel 1373, attualmente in parte fatiscente (la chiesa e il campanile) e in parte adibito ad abitazione. L’annessa Cappella dei Conti Montevecchio-Varano possiede stucchi e tracce di affresco. La Romita è circondata da un’ampio bosco di caducifoglie.

Note:
(1) La Ravignana era il territorio, quasi un piccolo stato, che nell’XI-XIII secolo si estendeva dal fiume Cesano al Metauro e che aveva come capitale Fratte Rosa (Castrum Fractarum). In questi luoghi furono edificate diverse chiese (o altari) dedicate a San Vitale, Sant’Apollinare e San Severo, che dipendevano dalle abbazie classensi di Ravenna, da cui il nome Ravignana.

A Monterolo torna a sorridere la Madonna con bambino

Ha un valore irripetibile l’affresco che accoglie, da secoli, chiunque varchi la soglia del borgo di Monterolo, nel comune di Pergola. Il dipinto, che ritrae la “Madonna con bambino e Sant’Antonio Abate”, è, infatti, collocato sulla parete sinistra che delimita la quattrocentesca “prima porta” attraverso la quale si entrava, un tempo, nel castello di Monterolo e rappresenta la più antica ed unica testimonianza artistica rimasta in questo castello di origine medievale. Ecco perché quello di sabato prossimo, 2 agosto, sarà un appuntamento importante per l’intera comunità di Monterolo e Pergola: alle 18 sarà sollevato il velo sull’affresco, appena restaurato da Maurizio Ciaroni, grazie all’impegno dell’Associazione Castrum Montis Roli 1349, al contributo della Provincia di Pesaro e Urbino, che lo ha inserito nell’ambito del progetto “Centoborghi” dell’assessorato ai Beni storici, artistici e archeologici, e ad alcuni sponsor locali. A presentare il restauro dell’affresco, annotato come opera del XV secolo nell’ “Elenco degli edifici monumentali” della provincia di Pesaro e Urbino, compilato da Luigi Serra nel 1930 (nessuna notizia, invece, sull’autore che può ipotizzarsi di Scuola Marchigiana, tra quelli operanti a fine ‘400 tra le valli del Metauro e del Cesano), saranno l’assessore provinciale ai Beni storici, artistici e archeologici, Paolo Sorcinelli, l’ispettrice della Sovrintendenza ai Beni artistici e architettonici delle Marche, Maria Rosaria Valazzi, i componenti dell’Associazione Castrum Montis Roli 1349, accanto alle autorità civili e religiose.