INFORMAZIONI


Scheda

Nazione: Italy
Regione: Marche
Provincia: Ancona (AN)
Comune: Serra de’ Conti
Localita' o frazione: Fornace
Nome bene: Fornace Hoffmann

Cenni storici

Fornace Hoffmann - Serra de’ Conti (AN)

Le Marche offrono vari esempi di valore appartenenti al patrimonio industriale dismesso; se in molti casi queste architetture versano in uno stato di abbandono e degrado, o sono state oggetto di riconversioni per nulla rispettose dell’assetto originario, in altri ci troviamo di fronte a operazioni di restauro conservativo e riuso di grande pregio: emblematico è l’intervento compiuto sull’antica fornace di tipo Hoffmann (XIX secolo) di Serra de’ Conti in provincia di Ancona. Erano centinaia le fornaci che in tutta la regione producevano i tipici mattoni marchigiani, che caratterizzano ancora oggi per colore e materiale i centri urbani e il paesaggio essendo impiegati in tutte le costruzioni, da quelle monumentali a quelle rurali. Di queste fornaci solo alcune restano attive mentre delle altre restano i ruderi dominati dagli altissimi camini. La fornace Hoffman di Serra de’ Conti è un sito di archeologia industriale oggi riconvertito a sede di rappresentanza della società proprietaria e spazio destinato ad ospitare eventi culturali e commerciali. La ristrutturazione, completata nel 2000 su progetto dell’architetto Nazzareno Petrini, è consistita nel recupero funzionale di tutte le strutture nel massimo rispetto dei luoghi, per valorizzare una delle rare manifatture a pianta circolare esistenti in Europa.

La fornace fu costruita in una zona ricca di argilla grazie alla vicinanza del fiume Misa e rimase in funzione dal 1884 al 1971. L’elemento principale è il forno a pianta circolare, formato da una galleria divisa in camere con copertura a volta e un tetto ligneo sorretto da colonne in laterizio. Il complesso comprendeva anche un’abitazione rurale per il coltivatore delle terre antistanti, oltre a un essiccatoio, un’abitazione per i fuochisti e locali di servizio, costruiti negli anni a seguire con i mattoni prodotti dal forno stesso. Ulteriori fabbricati produttivi, che in fase di restauro si è deciso di non mantenere, furono aggiunti negli anni ’50. In anni recenti un’importante azienda calzaturiera della zona rileva il complesso con l’intento di restaurarlo e trasformarlo nel proprio quartier generale. Una scelta consapevole del valore aggiunto di questo luogo produttivo tanto caratterizzato architettonicamente, che per anni ha costituito l’emblema della comunità locale. Il progetto prevede il recupero funzionale di tutti i corpi di fabbrica senza aumento di cubatura e il reinserimento delle nuove funzioni legate all’attività dell’azienda, compatibili alle caratteristiche degli edifici. I lavori iniziano dall’elemento di maggior valore architettonico e simbolico: il forno Hoffmann, riconvertito in spazio di rappresentanza, essendo un ambiente estremamente suggestivo e poco adatto a funzioni che avrebbero comportato la suddivisione in aree e l’alterazione della struttura originaria.

Per gli altri edifici sono stati previsti inserimenti di percorsi di collegamento verticali per migliorare la funzionalità senza alterare l’estetica originaria: restano le facciate in laterizio e le coperture lignee, le nuove pavimentazioni in cemento levigato e tirato ricordano elegantemente quelle industriali, gli inserti in acciaio corten sono perfettamente integrati al contesto post-industriale. Il piano terra è destinato a magazzini, laboratori di ricerca e sviluppo di nuove linee produttive, sala riunioni, mentre il piano superiore ospita gli uffici direzionali e lo show-room. L’abitazione è riconvertita in foresteria e alloggio del custode.

In conclusione si può certamente apprezzare il modo in cui le nuove moderne funzioni dell’azienda abbiano trovato la giusta collocazione senza alterare lo spirito del luogo, coniugando sviluppo e memoria in un continuum evolutivo che molti altri ex stabilimenti della regione meriterebbero in quanto simboli dell’imprenditoria marchigiana oltre che pregevoli siti di archeologia industriale. Il risultato ottenuto indica una via nuova alle aziende di oggi che volessero farli rivivere.

di Sara Anselmi

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