Archivio foto 2012
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Scheda

Nazione: Italy
Regione: Marche
Provincia: Ancona (AN)
Localita' o frazione: San Pietro
Nome bene: Castello di San Pietro in Musio
Comune: Arcevia

Cenni storici

Castello di San Pietro in Musio - Arcevia (AN)

Questo castello ha origini medioevali ed è coevo agli altri sorti in area arceviese. Collocato nel territorio appartenente agli arcivescovi di Ravenna nella Massa di Sorbetolo, è coinvolto nella controversia tra i vescovi di Fossombrone e di Senigallia. In possesso di Rocca Contrada dal 1220, tenta di ribellarsi nel 1248, ma le milizie arceviesi lo assediano, lo espugnano e lo mettono a ferro e fuoco. La violenta sottomissione non riduce all'obbedienza il fiero castello che si ribella ancora una volta nel 1250, sempre invano, perchè il potente comune di nuovo lo riconduce sotto il proprio dominio. Creata un'alleanza con i castellani di Loretello e Nidastore nel 1253, probabilmente su istigazione del vescovo di Fossombrone, l'indomita comunità sanpietrese pone in atto un moto insurrezionale che si protrae per ben due anni, mettendo a dura prova le milizie rocchegiane. Questo sussulto autonomistico è un tentativo di ostacolare la politica di espansione di Rocca Contrada, che in quegli anni si va sempre più organizzando e consolidando tanto da divenire un potente comune delle Marche centrali. Alla lunga e dura lotta segue la feroce repressione del castello ribelle, della quale Rocca Contrada è chiamata a rendere ragione e a discolparsi per le azioni di violenza dinanzi ai rettore provinciale, che però l'assolve nell'ottobre del 1255.
1 vescovo di Fossombrone, convintosi che non è possibile arrestare con le armi l'egemonia del comune dominante, si arrende e cede la giurisdizione che aveva sugli uomini di San Pietro, seppure dietro versamento di 440 libbre. L'atto ufficiale, che consacra il passaggio di questo castello alle dirette dipendenze di Rocca Contrada, risale al settembre 1289. Successivamente San Pietro è coinvolta nelle vicende politiche e militari di Rocca Contrada. E' occupata nel 1414 dai soldati di Angelo della Pergola durante l'assedio della città. Nel 1421 vengono rinforzate le difese del castello, al quale si destina un forte contingente militare, al comando di Cristoforo Brizio, Giovanni Pascuri e Tommaso Cola, per fronteggiare un eventuale attacco da pane delle truppe di Galeazzo Malatesta di passaggio nel territorio. Durante la signoria dello Sfora nel 1445 a San Pietro è fatto obbligo di ospitare, per il riposo invernale dell'esercito occupante, 8 cavalli e 12 uomini, in ragione del numero dei residenti che sono all'incirca 80. Perduta la sua importanza strategica, alla line del XV secolo inizia un lento ed irreversibile declino, accelerato e aggravato dal passaggio di truppe mercenarie, dalle ricorrenti carestie, dalle epidemie e da altre calamità naturali e umane. Subisce le angherie delle soldatesche di Cesare Borgia che occupa la zona agli inizi del Cinquecento. Con il comune capoluogo nel 1631 cade sotto il governatorato di Livia della Rovere. Dopo il 1860, perduta la peculiarità di comune appodiato, entra definitivamente nella giurisdizione territoriale del municipio di Arcevia.

Abbazie e  Castelli della Comunita' Montana Alta Valle dell'Esino
a cura  di Giancarlo Castagnari