INFORMAZIONI


Scheda

Nazione: Italy
Regione: Marche
Provincia: Ancona (AN)
Comune: Arcevia
Localita' o frazione: Loretello
Nome bene: Castello di Loretello

Cenni storici

Castello di Loretello - Arcevia (AN)

La prima menzione di Loreto, della sua chiesa castrense dedicata a S. Andrea e del suo castrum chiamato Poggio si ricava da un documento dell'eremo di S. Croce di Fonte Avellana risalente al 1072. E' in questo anno infatti che viene concesso in affitto l'intero abitato fortificato e le sue pertinenze, appartenenti all'estesa proprietà del monastero avellanita che rimane inalterata fino al 1159, come si desume da uno specifico atto che precisa le prestazioni ed i servizi dovuti all'eremo da parte degli abitanti in determinate festività dell'anno. Il castello è situato in territorio di confine tra le due diocesi di Senigallia e di Fossombrone e fa parte della Massa di Sorbetolo, grosso latifondo montano dipendente inizialmente da Ravenna, poi dalla diocesi senigagliese fino a tutta la prima metà dell'XI secolo e successivamente concesso al secondo vescovado da papa Vittore II che intende così alleviarne l'estrema povertà. Fonte Avellana però ne rivendica tenacemente la proprietà e nel 1185 la Curia romana definisce un compromesso tra le due parti in causa confermando per intero la dipendenza dell'area contesa alla diocesi di Fossombrone, ma riconoscendo il diritto del monastero sulla metà dell'insediamento con i suoi abitanti e le relative pertinenze, che gli vengono affidati in enfiteusi perpetua. L'organizzazione feudale così definita viene messa in crisi dallo sviluppo del comune di Arcevia e dalla sua politica espansionistica che inizialmente tende a sollecitare le sottomissioni spontanee da parte dei feudatari e dei vassalli, concedendo loro riconoscimenti di proprietà terriera o di altri beni altrimenti non esattamente legittimati, esenzioni dal pagamento dei tributi dovuti, aree disponibili gratuitamente all'interno delle mura cittadine per costruirvi nuove abitazioni e la garanzia di ottenere la protezione da parte della nuova, ma potente istituzione. Il fenomeno si verifica puntualmente anche per rincasato di Loreto verso la metà del secolo XIII quando molti abitanti spontaneamente giurano fedeltà ad Arcevia ed abbandonano le residenze precedenti. Quando però l'adesione della popolazione non è sollecita nè corale, il comune fa opera di convincimento con la forza, inviando nelle località non ancora sottomesse schiere armate a distruggerne le difese e le abitazioni ed a trasferirne gli abitanti nella città; spesso per le azioni di violenza contro cose e persone viene condannato dalle autorità superiori a pesanti multe pecuniarie, poi notevolmente ridotte o condonate negli anni successivi. Di fatto l'operato rimane impunito e dà modo al comune di estendere la propria giurisdizione sui territori conquistati e di rivendicarne i diritti sulle persone. Così un atto del 1255 assolve Arcevia dalle precedenti condanne inflitte per aver invaso e recato distruzione in diverse località, tra cui è compresa Loreto che dopo l'incursione, da castello che era, viene definito villa, a testimonianza del subito abbattimento delle opere fortificatorie. Tre anni dopo il comune accetta la sottomissione del nobile Opezino degli Atti di Sassoferrato e di sua moglie, aggregandoli alla nobiltà locale; questo, previo indennizzo di 180 libbre di denari ravennati e anconitani e conservando il possesso di tutti i beni mobili ed immobili e di tutti i diritti spettanti sugli uomini e sulla ampia porzione di territorio che comprende anche parte della corte di Loreto, riconosce ed accetta la giurisdizione della città. Così nel 1257 anche la diocesi di Fossombrone deve convenire che sull'area ed in particolare sull'insediamento si estenda la sfera di competenza rivendicata da Arcevia, ricevendone quale indennizzo la somma di 400 libbre. Rimangono ancora inalterati i rapporti di dipendenza di parte del nucleo e della popolazione dal monastero di Fonte Avellana il quale, dopo il susseguirsi di scorrerie armate che ne devastano i beni, è costretto a cedere ogni diritto feudale sulla villa in cambio del riconoscimento ufficiale della proprietà strettamente pertinente all'eremo. Nel 1273 infatti 33 famiglie del castello giurano la sottomissione alle autorità comunali; il possesso definitivo del territorio viene poi codificato sul finire del secolo dal rettore provinciale della Marca con un atto firmato a Montolmo nel 1289. Le successive notizie di Loretello provengono da un atto del 1445; il nucleo, che è tornato ad avere la qualifica di castello, è annoverato tra gli insediamenti più importanti dell'area arceviese, anche se la sua consistenza abitativa, ridotta a soli 11 fuochi, è la più ridotta.  L'insediamento infatti per la sua particolare posizione di confine è costretto a subire durante i secoli XIV e XV numerose occupazioni e devastazioni dovute al passaggio degli eserciti che si recano ad assediare Arcevia. Quando poi nel Cinquecento tutta l'area e le Marche stesse assumono un ruolo marginale rispetto alla formazione ed al  consolidamento dello Stato pontificio, tutti i fortilizi arceviesi, Loretello compreso, si avviano verso un lento ed inarrestabile periodo di decadenza. All'interno della struttura una delle più antiche previdenze esistenti risulta essere il Monte frumentario, detto anche "abbondanza", che ha lo scopo di fungere da calmiere nei periodi di carestia e di provvedere a garantire la quantità di grano occorrente per la semina alle famiglie più povere del castello. Il seme mancante viene infatti garantito con il meccanismo del prestito nel mese di dicembre e della resa nel settembre successivo, con una maggiorazione stabilita generalmente pari al 4% del prodotto. Quando Loretello, dopo l'unificazione del Regno d'Italia, da comune appodiato ad Arcevia diviene frazione del capoluogo, nella struttura urbana vivono ancora 11 famiglie per un totale di soli 35 residenti; più popoloso risulta essere il circondario che conta 77 nuclei familiari e 424 abitanti ed annovera 5 fornaci per la costruzione di mattoni e due mulini ad una sola macina ciascuno di proprietà della stessa famiglia.

ABBAZIE E CASTELLI DELLA COMUNITÀ MONTANA ALTA VALLE DELL' ESINO
A cura di GIANCARLO CASTAGNARI


LINK UTILI



GALLERY


Photo Gallery A.D. 2012

Photo Gallery A.D. 2012 - Museo


DOVE SI TROVA


Simple Map

Condividi su Facebook