INFORMAZIONI


Scheda

Nazione: Italy
Regione: Marche
Provincia: Ancona (AN)
Comune: Sassoferrato
Localita' o frazione: Rotondo
Nome bene: Borgo e Rocca di Rotondo

Cenni storici

Borgo e Rocca di Rotondo – Sassoferrato (AN)

Rotondo è una frazione del comune di Sassoferrato, in provincia di Ancona, situato a m. 532 s.l.m., in una suggestiva posizione collinare, circondato da boschi, selve e colline digradanti, che consentono la visione di un ampio e vasto orizzonte e del fondo valle, cosparso di molteplici villaggi e agglomerati urbani. Il paesaggio è incantevole, l’aria pura e ventilata, i cibi genuini e prelibati. Purtroppo col passare degli anni e la chiusura delle vicine miniere di Cabernardi, anche a Rotondo si è verificato il fenomeno dello spopolamento, fatto che ha colpito molti piccoli centri abitati in svariate zone d’Italia. Cabernardi infatti era, fino agli anni 60, un importante centro minerario per l’estrazione dello zolfo; quando poi la Montecatini decise di chiudere queste miniere, i minatori furono traferiti in varie parti d’Italia (Emilia Romagna, Toscana e Sicilia soprattutto), e il territorio subì un forte calo della popolazione. Attualmente a Rotondo sono residenti poche decine di persone; per ogni festività però, e soprattutto nel periodo estivo, il paese si ripopola e si rianima con il ritorno di tutte quelle persone che, più o meno legate al territorio, amano trascorrere qui parte dei loro momenti di relax e delle loro ferie. Il culmine di questi “rimpatri” avviene solitamente nel mese di agosto, quando centinaia di paesani tornano per ritrovare così un pò di tranquillità, di aria pura e per rivedere i vecchi amici di sempre con cui organizzare feste, cene e passeggiate sul monte.

La Rocca di Rotondo

Nell’alto Medio Evo, il luogo di sicuro rifugio e di riparo degli abitanti del Castello, in caso di incursioni nemiche, era senza dubbio la massiccia ed impenetrabile dimora del feudatario, sorvegliata da uomini armati e dotata dei modesti mezzi di offesa dell’epoca. Col tempo la rocca ha subito aggiornamenti e trasformazioni tecniche di degna nota, che la migliorarono sia dal punto di vista militare, sia sotto l’aspetto monumentale ed estetico. In seguito a incursioni nemiche effettuate nel passato, però, la rocca ha iniziato il suo lento degrado. Fu restaurata nel 1954, ma poi in seguito a un fulmine che squarciò la parte superiore, il monumento non fu più riparato e le parti fatiscenti e pericolanti che sovrastavano il fabbricato furono gettate all’interno del medesimo: errore gravissimo poiché il materiale inglobato lacera progressivamente le pareti esterne. Eseguendo lavori sistematici con urgenza, la torre centrale ed i vani sottostanti potrebbero essere salvati, facendo riaffiorare le fondamenta delle mura di cinta e delle parti abbattute, ora ricoperte di terra e di vegetazione erbacea. Non è da escludere che vi siano anche dei sotterranei o cunicoli, ora ricolmi di macerie, che un tempo venivano utilizzati per collegare le varie zone del paese. Le prime notizie della castello e della fortezza di Rotondo si hanno in un documento del 1078. Nel 1365 il cardinale spagnolo Egidio Albornoz, inviato nelle Marche dal Papa per ripristinare il potere temporale della Santa Sede, allontanò gli Atti e con i beni ad essi confiscati fece costruire la Rocca nel Capoluogo e probabilmente anche quella di Rotondo.

Sulla Rocca di Rotondo le notizie sono piuttosto scarse: lo storico Pagnani ci dice che il documento più antico riguardante il castello e la fortezza di Rotondo risale al 1078, definita come una delle migliori fortezze del territorio sentinate, nonché una delle più antiche. Anche lo storico Villani cita il documento del 1078 come prima menzione del castello di Rotondo definendolo “ai confini di una serie di terre donate a Fonte Avellana da un certo Sansone fu Corvo di legge longobarda”. In effetti la presenza di Rotondo nei documenti avellaniti continua per diversi secoli, finchè il castello non diviene feudo dei conti Atti di Sassoferrato che procedettero nel corso del XIV sec. al restauro della Rocca e alla costruzione di mura intorno all’abitato: tracce di questi lavori sono testimoniate dalla presenza dello stemma araldico conservato sulla porta d’ingresso del castello. Nel 1365 il cardinale spagnolo Egidio Albornoz, inviato nelle Marche dal Papa per ripristinare il potere temporale della Santa Sede, allontanò gli Atti e con i beni ad essi confiscati fece costruire la Rocca nel Capoluogo e probabilmente anche quella di Rotondo. Pagnani scrive inoltre che nel 1477 la fortezza era in mano al celebre umanista Niccolò Perotti anche se il papa Sisto IV gli ordinò di consegnarla al legato della Marca. Nel 1552 per ordine di Giulio III la fortezza fu armata. Dalla fine del XVIII secolo Rotondo, come gli altri castelli della zona, perde gradualmente importanza e il decadimento istituzionale, militare e difensivo, unito a fattori sociali ed economici, ne provoca il progressivo abbandono con conseguente deperimento delle costruzioni. Nel 1754 già si registra un pronunciato degrado delle strutture difensive e un elevato numero di case fatiscenti o demolite. Fu restaurata nel 1954, ma poi in seguito a un fulmine che squarciò la parte superiore, il monumento non fu più riparato e le parti fatiscenti e pericolanti che sovrastavano il fabbricato furono gettate all’interno del medesimo: errore gravissimo poiché il materiale inglobato lacera progressivamente le pareti esterne. Eseguendo lavori sistematici con urgenza, la torre centrale ed i vani sottostanti potrebbero essere salvati, facendo riaffiorare le fondamenta delle mura di cinta e delle parti abbattute, ora ricoperte di terra e di vegetazione erbacea. Non è da escludere che vi siano anche dei sotterranei o cunicoli, ora ricolmi di macerie, che un tempo venivano utilizzati per collegare le varie zone del paese. Resta oggi porzione di fabbricato dove è visibile, sopra la porta di ingresso, lo stemma della famiglia degli Atti. Nel corso del 2014 il Comune di Sassoferrato, grazie ai fondi concessi dal GAL Colli Esini nell’ambito del finanziamento relativo ad interventi di “Tutela e Riqualificazione del Territorio Rurale. Interventi di recupero di beni culturali minori in funzione della fruizione turistica”, ha proceduto ai lavori di consolidamento della Rocca necessari per la riqualificazione dell’area che oggi è stata restituita alla fruizione pubblica ed utilizzata come torre panoramica.

di Pamela Damiani

Vanta muri a secco e una torre del XIIesimo secolo ma cela anche un’antica voce che Graziano Ligi, nell’antologia da lui curata sui “Poeti in ottava rima”, chiama  “una mestieranza, un dono di natura, che poco aveva a che fare con la cultura ufficiale dell’istruzione scolastica”. Rotondo era meta di poeti provenienti da tutti i mestieri, spesso di poca scuola, a volte quasi illetterati, e che si esprimevano “in un canto dalla melodia cadenzata e melismatica con il tono perentorio e le vocali finali stroncate”. Poeti che affascinavano per la loro sagacia e anche scaltrezza, raccontavano tutto e di tutti e si sfidavano con le rime alle veglie e soprattutto nelle osterie. Tre sono rimaste nella memoria: quella di Varani di Catobagli, di Santoro a Monterosso e soprattutto quella di Moregi a Rotondo. Va detto che quando si parla dell’osteria di Moregi - aperta eccezionalmente per le giornate Fai e assolutamente da visitare - non ci si riferisce a un luogo cancellato dallo spopolamento e dalla modernità. Da Moregi, produttore di una gazzosa dal sapore mitico, i poeti con le loro rime, scritte anche su commissione, discutevano di passioni e di emozioni e, in un modo non tanto velato, denunciavano amori e adulteri, ladri e scherzi, insomma vestivano di rime la miseria e rendevano meno tiranno il tempo denunciando in versi il quotidiano. Un anima poetica che domenica quelli de “Lottava rima”, attori e suonatori di Ferrara, sotto la regia di Stefano Fabroni faranno rivivere nell’osteria, nelle vie del castello con le rime di Oreste Crescentini, nato a Rotondo ed emigrato in Canada.

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Iaugurazione della Rocca di Rotondo
Lunedì 10 agosto, alle ore 18,30

Nuovo look per l’antico borgo di Rotondo, il paesino situato sul versante nord-est del Comune di Sassoferrato. Lunedì 10 agosto, alle ore 18,30, verranno inaugurate le opere di recupero della Rocca del luogo, fortezza militare risalente all’XI Sec., e degli spazi urbani del borgo. Una serie di interventi, fortemente voluti dal Comune, per dare lustro ed impulso ad un luogo, che ospita, tra l’altro, il Santuario della Madonna del Cerro, meta continua di visitatori, particolarmente interessante sotto il profilo storico-paesaggistico. Il recupero della Rocca, o meglio di ciò che rimane di essa, è consistito nel consolidamento della struttura attraverso interventi mirati, nella rimozione delle macerie e della vegetazione che la contornavano e nella messa in sicurezza sia della parte esterna, sia di quella interna, che torna così, dopo tanto tempo, ad essere visitabile. Il costo complessivo dell’opera, realizzata su progetto dell’ufficio tecnico comunale con la consulenza dell’arch. Floriana Priori, è stato di oltre 169 mila euro, di cui 104 mila finanziati dal Gal Colli Esini San Vicino e 65 mila con i fondi comunali. Esecutrice dei lavori la Ditta “Cipriani Costruzioni” di Cerreto d’Esi. La sistemazione del borgo di Rotondo è consistita, invece, in molteplici interventi finalizzati a migliorarne e riqualificarne gli spazi interni: ripristino dei sotto servizi, recupero delle stradine e delle mura, rifacimento dell’illuminazione pubblica, delle balaustre in ferro e delle pavimentazioni, messa in sicurezza della porta medievale di accesso all’antico borgo. Tale opera, come la precedente realizzata dall’ufficio tecnico comunale con la consulenza dell’arch. Priori, ha comportato una spesa di 170 mila euro, di cui 120 mila stanziati dal Gal Colli Esini San Vicino e 50 mila finanziati dall’Amministrazione comunale. I lavori di questa seconda opera sono stati effettuati dalla ditta “Cav. Aldo Ilari snc”. Alla cerimonia inaugurale, organizzata dagli abitanti di Rotondo in collaborazione con l’Amministrazione comunale, interverranno, in qualità di relatori, il sindaco, ing. Ugo Pesciarelli, l’arch. Floriana Priori e l’arch. Alessandra Pacheco della Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio delle Marche.

Antonio Maria Luzi - Comunicato stampa Comune di Sassoferrato

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Chiesa di San Cristoforo a Rotondo

La chiesa esisteva già nel 1333. Nel 1573 la chiesa viene visitata da Mons. Camaiani, che loda un bel tabernacolo. Nel 1580 la chiesa viene visitata dal vescovo Mannelli, che riscontrò che la chiesa dipendeva da S. Giovanni in Laterano, e gli abitanti ne avevano il giuspatronato. La parrocchia dipendeva, invece da S. Croce dei Conti. All'interno vi sono dei quadri di pregevole fattura: una tela del 1653 con il Beato Michele, istitutore della Corona del Signore; una tela con l'Ultima Cena, ed una madonna con bambino del cinquecento.


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GALLERY


Photo Gallery A.D. 2015

Photo Gallery A.D. 2019 - Osteria di Moregi a Rotondo

Osteria di Moregi a Rotondo



La storia è ambientata presso l’Osteria di Moregi, luogo di ritrovo del dopo lavoro minerario, contadino ed artigiano della zona della Frazione Rotondo, nella provincia di Ancona a ridosso del Pesarese, teatro fino agli anni ’50 del più grande bacino estrattivo zolfifero d’Europa. L’Osteria di Moregi fu il luogo delle improvvisazioni poetiche e teatro naturale del linguaggio poetico. E’ qui che di una comunità ormai dispersa per il mondo ha ritrovato, in una notte, i ricordi e le storie, i personaggi e i cantori di quell’epoca e raccontato il confino dell’esilio. Essa in particolare conobbe grande lustro a partire dagli anni ’20 e ’30, una volta che il suo oste, Giuseppe Moregi, la ristrutturò, la fornì, prima fra le case di Rotondo di acqua in casa e l’ampliò, grazie al grande sacrificio dell’emigrazione in America, nel centro minierario Screnton.


DOVE SI TROVA


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