INFORMAZIONI


Scheda

Nazione: Italy
Regione: Marche
Provincia: Ancona (AN)
Comune: Sassoferrato
Localita' o frazione: Rotondo
Nome bene: Borgo e Rocca di Rotondo

Cenni storici

Borgo e Rocca di Rotondo – Sassoferrato (AN)

Rotondo è una frazione del comune di Sassoferrato, in provincia di Ancona, situato a m. 532 s.l.m., in una suggestiva posizione collinare, circondato da boschi, selve e colline digradanti, che consentono la visione di un ampio e vasto orizzonte e del fondo valle, cosparso di molteplici villaggi e agglomerati urbani. Il paesaggio è incantevole, l’aria pura e ventilata, i cibi genuini e prelibati. Purtroppo col passare degli anni e la chiusura delle vicine miniere di Cabernardi, anche a Rotondo si è verificato il fenomeno dello spopolamento, fatto che ha colpito molti piccoli centri abitati in svariate zone d’Italia. Cabernardi infatti era, fino agli anni 60, un importante centro minerario per l’estrazione dello zolfo; quando poi la Montecatini decise di chiudere queste miniere, i minatori furono traferiti in varie parti d’Italia (Emilia Romagna, Toscana e Sicilia soprattutto), e il territorio subì un forte calo della popolazione. Attualmente a Rotondo sono residenti poche decine di persone; per ogni festività però, e soprattutto nel periodo estivo, il paese si ripopola e si rianima con il ritorno di tutte quelle persone che, più o meno legate al territorio, amano trascorrere qui parte dei loro momenti di relax e delle loro ferie. Il culmine di questi “rimpatri” avviene solitamente nel mese di agosto, quando centinaia di paesani tornano per ritrovare così un pò di tranquillità, di aria pura e per rivedere i vecchi amici di sempre con cui organizzare feste, cene e passeggiate sul monte.

Grazie ai fondi pubblici stanziati da COLLI ESINI FONDI PSR 2007-2013, tra il 2014 ed il 2015, si è avuta una riqualificazine del borgo Storico di Rotondo. Tale riqualificazione ha riguardato la risistemazione del cosiddetto “muraglione”, l’illuminazione pubblica, nuovi asfalti ed arredi urbani. Gli enti pubblici preposti, per ottimizzare al meglio i lavori, hanno eseguito anche ulteriori opere di recupero delle fognature e dell’impianto idraulico del paese. Tra il 2014 ed il 2015, la Rocca di Rotondo è stata finalmente restaurata. Il restauro ha riguardato sia la messa in sicurezza, che la pulizia e l’illuminazione notturna, la quale la rende piuttosto suggestiva.

La Rocca di Rotondo

Nell’alto Medio Evo, il luogo di sicuro rifugio e di riparo degli abitanti del Castello, in caso di incursioni nemiche, era senza dubbio la massiccia ed impenetrabile dimora del feudatario, sorvegliata da uomini armati e dotata dei modesti mezzi di offesa dell’epoca. Col tempo la rocca ha subito aggiornamenti e trasformazioni tecniche di degna nota, che la migliorarono sia dal punto di vista militare, sia sotto l’aspetto monumentale ed estetico. In seguito a incursioni nemiche effettuate nel passato, però, la rocca ha iniziato il suo lento degrado. Fu restaurata nel 1954, ma poi in seguito a un fulmine che squarciò la parte superiore, il monumento non fu più riparato e le parti fatiscenti e pericolanti che sovrastavano il fabbricato furono gettate all’interno del medesimo: errore gravissimo poiché il materiale inglobato lacera progressivamente le pareti esterne. Eseguendo lavori sistematici con urgenza, la torre centrale ed i vani sottostanti potrebbero essere salvati, facendo riaffiorare le fondamenta delle mura di cinta e delle parti abbattute, ora ricoperte di terra e di vegetazione erbacea. Non è da escludere che vi siano anche dei sotterranei o cunicoli, ora ricolmi di macerie, che un tempo venivano utilizzati per collegare le varie zone del paese. Le prime notizie della castello e della fortezza di Rotondo si hanno in un documento del 1078. Nel 1365 il cardinale spagnolo Egidio Albornoz, inviato nelle Marche dal Papa per ripristinare il potere temporale della Santa Sede, allontanò gli Atti e con i beni ad essi confiscati fece costruire la Rocca nel Capoluogo e probabilmente anche quella di Rotondo. Nel 1552 per ordine di Giulio III la fortezza fu armata. Restaurata nel 1954 dalla Soprintendenza ai Monumenti, fu squarciata nella parte superiore da un fulmine pochi anni dopo. Resta oggi porzione di fabbricato dove è visibile, sopra la porta di ingresso, lo stemma della famiglia degli Atti.


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