INFORMAZIONI


Scheda

Nazione: Italy
Regione: Marche
Provincia: Macerata (MC)
Comune: Valfornace
Localita' o frazione: San Giovanni
Nome bene: Chiesa di San Giovanni

Cenni storici

Chiesa di San Giovanni - Valfornace (MC)

Isola è un'ampia zona del territorio di Pievebovigliana che si fraziona in molti vecchi paesini, legati tra di loro, con stradine bianche deliziose tra il verde incessante e un dondolarsi di collinette e pianori difficilmente eguagliabili. Al centro i boschi di castagni e querce si infittiscono aprendosi in continuazione ai campi ed alle case. Il lago di Beldiletto nato a fondovalle va creando intorno alla chiesa un villaggio nuovo, variopinto, soprattutto di case estive, tra le piante, alte sul lago, nella luce e la pace. La zona archeologica sale dall'acqua alle case. Anche oggi, i costruttori rinvengono materiale fittile romano e medioevale, embrici, testine, meduse. Al medioevo risale la chiesa e la canonica. Sulla facciata orientale un portichetto a colonnine ottagonali in cotto, con mattonelle agli angoli, ove è impresso il simbolo di s. Bernardino «JHS», e più in alto all'incontro con i tegoli ove per tutta la lunghezza della parete i simboli sono corrisposti, ad angolo quasi retto, da altrettante terracotte con rosette di varia forma. Dietro il campanile e l'abside, ad est, un paio di feritoie chiuse e, in basso, al primo angolo, una stanza a volta romana, che ricordiamo ossario. La canonica, a nord, mostra ancora una fascia di finestre, ora ribassate e rettangolari, il cui arco è centinato. Dentro, la chiesa sembra non ricordare più la sua veneranda origine trecentesca. All'altare maggiore modesta tela secentesca con il Crocifisso, s. Giovanni evangelista e la Maddalena. nell'altare di destra una sacra famiglia, angeli e pie donne, della stessa epoca, ma di composizione superiore. Solo nel pilone destro che sostiene l'arco centrale è di recente affiorato un frammento di Crocifissione fittamente scalpellato per la presa di due ulteriori intonaci, uno ancora affrescato e l'altro assai consistente. La qualità del volto del Cristo conduce alle tracce che i «maestri riminesi» lasciarono nel campanile di S. Maroto. Nulla più, ma tutto raccolto, non sai bene se nel silenzio della natura, o dei secoli che sono corsi lunghi, attivi e pieni di pace. Qui non castelli, non conti, non pievi. Si potrebbe dire che neppure la frazione, disseminata nei paesini, si è mai costituita se lo stesso diploma di Sinibaldo Fieschi la dimentica. Bisogna attendere la divisione dello stato camerte dopo la Signoria o le visite pastorali del '500 per trovare l'Isola nei documenti, che pure quassù esisteva dall'antichità e dal medioevo.

tratto da "Pievebovigliana e il suo museo" di Angelo Antonio Bittarelli.

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Photo Gallery A.D. 2015


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