INFORMAZIONI


Scheda

Nazione: Italy
Regione: Marche
Provincia: Macerata (MC)
Comune: Fiastra
Localita' o frazione: Monte Fiegni
Nome bene: Romitorio del Beato Ugolino

Cenni storici

Romitorio del Beato Ugolino – Fiastra (MC)

Il Beato Ugolino da Fiegni
Del Beato Ugolino che fu un terziario francescano, non esistono fonti storiche certe sulla sua vita, si sa che Egli nacque a Fiegni intorno al 1320. Le sue origini si fanno risalire alla famiglia Magalotti, da Magalotto IV e da Lucia che morì durante il parto. Il bambino, orfano di madre, fu cresciuto dal padre, Magalotto, che, si dice, morì quando il giovane Ugolino aveva 13 anni. Passò del tempo ed anche per il giovane Ugolino venne l’amore. A Visso aveva conosciuto una ragazza di buona famiglia, Clara dè Riguardati e se ne era innamorato follemente. Sennonché la fanciulla sfuggiva il giovane conte di Fiastra, in quanto aveva deciso di farsi monaca ed entrare nel convento di Santa Chiara, aperto a Visso. La vista della ragazza che aveva preso il velo per amore di Dio scosse profondamente l’animo del conte Ugolino che meditò a lungo sull’accaduto, presso il santuario di Macereto. In tale santuario tuttora nel plinto di sinistra del portale principale, e scolpito in bassorilievo un monaco, vestito di rozzo saio, stretto ai fianchi da una corda: con la sinistra regge un libro, con la destra il cuore, quasi ad indicare lo strazio di rinunzia ad ogni amore profano. Rattristato anche da questa esperienza o forse guidato dalla scelta di “Clara” decise di vendere la proprietà lasciatagli dal padre e si ritirò in eremitaggio. Era fiorente a quei tempi presso Acquacanina, l’abbadia di Santa Maria di Rio Sacro, luogo fatto per la contemplazione solitaria in una natura aspra e selvaggia. Lì Ugolino avrebbe potuto scegliere la sua dimora di asceta, ma l’ordine Benedettino era una comunità ari tocratica in cui vigeva la proprietà, sia pure in senso collettivistico. Egli invece sentì più forte il richiamo della perfetta povertà, e dopo aver venduto tutti i beni, seguì la via del Poverello di Assisi. Scelse quale luogo per la meditazione una piccola grotta ubicata in Val di Nicola, tra quelle meravigliose montagne che tanto spesso lo avevano suggestionato. Considerata la vicinanza con la Grotta dei Frati ed il sentiero comune ad entrambe le grotte, probabilmente Ugolino ebbe contatto con i Fraticelli Clareni. In questo luogo dimorerà per trent’anni vivendo in unione di preghiera e di meditazione Con Dio, tra digiuni ed astinenze, contento di nutrirsi con quello che riceveva in elemosina ed erbe e radici. Lo ristorava l’acqua della sorgente a cui la tradizione ha lasciato il nome del Beato perché sarebbe stata fatta da lui stesso scaturire. La sorgente fu sistemata a fontana con abbeveratoio nel 1791. Egli operò meravigliosi interventi a favore di quanti, attratti dalla fama della sua santità ricorrevano a lui fiduciosi. Finì la sua vita l’11 dicembre 1373. Dopo la morte il corpo venne trasferito nel vicino castello di Fiegni, presso la chiesa di San Giovanni, che sarà poi intitolata al Beato Ugolino. Nel 1856 il P. Francesco da Lucca, postulatore generale dell’ordine dei Frati Minori osservanti, presentava l’istanza per il riconoscimento ufficiale del culto del Beato che veniva concesso in data 19 novembre 1856 e confermato dal pontefice marchigiano Pio IX il 4 dicembre successivo.

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