INFORMAZIONI


Scheda

Nazione: Italy
Regione: Marche
Provincia: Macerata (MC)
Comune: an Severino Marche
Localita' o frazione: Strada vicinale di Cusiano
Nome bene: Chiesa della Maestà di Parolito

Cenni storici

Chiesa della Maestà di Parolito - San Severino Marche (MC)

Edificata nel 1473 nel luogo di una Maestà, conserva l'originario portale in cotto con belle decorazioni floreali e i due piccoli portali laterali. La costruzione della chiesa, realizzata in breve tempo a partire dall'8 luglio 1472, ha origine dalla testimonianza di un evento `miracoloso` manifestatosi pochi mesi prima ad un contadino del luogo, cioè l'animarsi di una antica immagine della Vergine in trono (Maestà) dipinta sulle pareti di un casolare presso la Villa della Cerreta. Di tale dipinto non restano più tracce nella chiesa. Una parte degli affreschi interni é opera di Lorenzo d'Alessandro che li realizza presumibilmente nell'ultimo quarto del sec. XV. I restanti affreschi sono di autore ignoto. La chiesa è danneggiata dal terremoto del 26.9.1997 e quello del 2016.

La sua costruzione ebbe origine da un miracoloso avvenimento. Il 1 Aprile 1472' un giovane contadino, mentre guidava i buoi all'aratro, giunto dinanzi ad un'antica Immagine della Vergine, dipinta sulle pareti di un casolare presso la villa della Cerreta, vide ad un tratto animarsi il volto di Maria e nello stesso tempo senti una voce la quale gli ordinò (che adnuntiasse ad la gente molte cose di divotione et che se face" se una Chiesa ad la dieta casa donanti ad la dieta Maestà e figura). La testimonianza del fatto e della costruzione della Chiesa la troviamo nella cronaca manoscritta di Cola di Lemmo Procacci (sec. XV) riportata da tutti gli storici di San Severino. La costruzione della Chiesa fu iniziata l'8 luglio 1472 e terminata in buon tempo E' di forma quadrangolare, tutto in mattoni. La facciata, di forma cuspidale, ha un piccolo campanile a vela, una finestra forse aperta in epoca posteriore ed un bellissimo portale ad arco acuto, con ornati In laterizio. Altre due porte, una della quali chiusa, sono nelle pareti laterali, il loro arco a tutto sesto è ugualmente ornato da fasce in laterizio, ornato con motivi floreali simili a quelli della porta principale. L'Interno è ad una sola navata, non ha più l'aspetto originario. Infatti è stato spostato l'orientamento dell'unico altare. Il primitivo altare doveva essere posto nella parete di fronte all'ingresso principale o sotto l'immagine "Iella Madonna che aveva dato origine alla costruzione della Chiesa. Ma tale Immagine che deve essersi rovinata con il tempo, ora non esiste più, si vede soltanto una piccola nicchia che però non rivela tracce di pittura o qualche resto di decorazione a stucco. L'altare odierno, opera in legno non disprezzabile, che richiama l'arto del nostro scultore Bigioli, è ora addossato alla parete laterale sinistra sullo quale sono i pregevoli affreschi di Lorenzo D'Alessandro. Al centro è un bellissimo Crocefisso, particolarmente venerato e compreso in un brutto riquadro di legno sormontato da un baldacchino, che ha rovinato l'affresco. A destra, una Madonna col Bombino: la Vergine, il cui volto esprime grande dolcezza, è sedute su di una scranna ed ha il Bambino ritto sulle ginocchia. A sinistra dell'affresco abbiamo ancora un'Immagine della Madonna, seduta e con il Bambino sulle ginocchia, dietro alle due figure è l'immagine di S. Anna: la Santa tiene in mano un uccellino, che il Bambino tenta di afferrare con la sua manina. Accanto vediamo un S. Sebastiano di delicatissima fattura e quindi una e quindi una nuova Immagine della Madonna: anche qui la Vergine è seduta, ma guarda con atteggiamento devotissimo il Bambino che è deposto sulle sue ginocchia, infine, un'altra figura di S Sebastiano. Accanto alla porta laterale è un'altra bella Crocefissione su sfondo damascato rosso, accanto al Crocefisso, una delicata una figura di un Santo Vescovo. Nella parete di fronte si vede una figura di S. Antonio. assai rovinata e l'immagine di un Vescovo e di un Apostolo, le tre figure non sono attribuibili o Lorenzo D'Alessandro. Della ripetizione delle figure e dalla riquadratura di ogni affresco si comprende che si tratta di pitturo votivo commissionato all'artista da qualche devoto.

Da A. GUBINELLI, San Severino Marche Guida storica artistica (1975)


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Photo Gallery A.D. 2015


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