INFORMAZIONI


Scheda

Nazione: Italy
Regione: Marche
Provincia: Macerata (MC)
Comune: San Severino Marche
Localita' o frazione: Centro storico
Nome bene: Chiesa di San Lorenzo in Doliolo

Cenni storici

Chiesa di San Lorenzo in Doliolo - San Severino Marche (MC)

Il giorno 19/06/2000 si consegnano i lavori che dovranno avere una durata di 180 giorni. Il giorno 06/09/1999 è approvato dai competenti uffici il progetto di ripristino, recupero e restauro, che in particolare prevede le seguenti opere: ripresa delle murature con il sistema del cuci-scuci e con iniezioni di malta di calce La realizzazione del coro risale ai secc. XVI-XVII. organo - realizzazione - secolo XVIII - Nella chiesa si conserva un organo del sec. XVIII attribuito ai fratelli Fedeli. Il giorno 26 settembre 1997 ha inizio una serie di scosse sismiche che provoca nell'edificio i seguenti danni: lesioni verticali, anche passanti, in corrispondenza delle ammorsature nell'abside e nella sagrestia. L`abate commendatario mons. Ceuli fa abbattere nel 1625 le colonne della tribuna sopraelevata (originariamente tripartita come le navate inferiori) per creare un organismo ad aula con abside semicircolare, nell'occasione vengono anche aperte le finestre dellla navata centrale. Nella zona più antica della cripta sono conservati affreschi risalenti ad un periodo compreso fra la fine del sec. XIII e l'inizio del successivo. Durante il consolidamento e restauro della chiesa del 1837 viene realizzato lo sperone posto sulla destra della torre campanaria. Nel corso del sec. XIII si realizzano le volte delle navate, il refettorio dei monaci (attuale sacrestia) e la base in pietra del campanile. Lorenzo Salimbeni nel 1407 realizza nell'attuale sacrestia l`affresco rappresentante la Crocefissione, ora quasi completamente distrutto, ed altre opere pittoriche. Nel 1508 i monaci lasciano la chiesa che a partire da questa data è elevata a parrocchia ed officiata da semplici cappellani. Dal 1763 al 1765 la chiesa diventa la nuova cattedrale di San Severino Marche, mentre il vicino convento ospita l'episcopio ed il Capitolo canonicale. Nel 1765 la chiesa ritorna in possesso dei monaci Cistercensi, i quali la tengono tutt'ora. Nel 1922 terminano i lavori di restauro con i quali si era tentato di ricomporre l'aspetto originario della chiesa. L'abate commendatario Giulio Parisiani fa realizzare nel 1572 il battistero.Nel corso del sec. XVIII viene realizzato l'altare maggiore in muratura con finitura a finto marmo. Nel corso del sec. XV i fratelli Lorenzo e Jacopo Salimbeni affrescano la sacrestia e la volta della cripta. La costruzione della chiesa è fatta risalire al sec. XI per opera dei monaci benedettini che la edificano sopra la cripta. In questo periodo la nuova chiesa è probabilmente a due navate. Secondo la tradizione i monaci basiliani costruiscono nel sec. VI una chiesa sulle rovine di un tempio pagano, forse dedicato alla dea Feronia. La chiesa viene solennemente consacrata nel 1305, presumibilmente dopo importanti lavori di rinnovamento in stile gotico che compresero il completamento della torre campanaria, dell'avancorpo, della facciata e verosimilmente anche la realizzazione della terza navata. Al monastero, al quale già dal 1393 era stato unito quello di "S.Eustachio De Domoris" (in Domora), viene aggregata nel 1438 l'Abbazia di S. Maria di Rambona, a Pollenza. Esso ha inoltre una vasta giurisdizione, estesa ad oltre sessanta chiese e cappelle, a San Severino, Camerino, Tolentino, San Ginesio, Appignano, Treia, Pollenza, Macerata e Recanati. Fino al 1526 la chiesa ed il monastero attiguo appartengono ai monaci chiamati sempre con il nome generico di Benedettini, anche se da tempo erano passati alla riforma operata da S. Bernardino a Cistercio. Nel corso dei secc. IX-X viene ampliata la cripta con la realizzazione di un nuovo vano scandito in tre parti da quattro colonne. L'abside aveva funzione di coro per i monaci. Quando fu fatto questo ampliamento, venne praticata una apertura nel muro dell'abside primitiva per permettere di vedere l'altare anche dalla parte più antica della costruzione.

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È una delle chiese romaniche più antiche e suggestive della città, costruita probabilmente sui resti del tempio della Dea Feronia. Fu eretta dai benedettini nel cuore della città ed esercitava il suo potere su un ampio territorio. L’appellativo “doliolo” è legato alla tradizione, durante le festività, da parte dei monaci qui insediati di offrire del vino al popolo nel “doliolum”, un otre. Fu il luogo di ritiro eremitico del vescovo Santo Severino  nel VI secolo, poi divenuto patrono della città. Di particolare rilievo sono la cripta e la sagrestia dove possono essere ammirati numerosi affreschi dei fratelli Salimbeni e della loro scuola, tra cui le storie di Sant’Andrea nella cripta e quelle di Sant’Eustachio in sagrestia, dall’originale monocromo seppia. Poco resta invece del monocromo verde dei due voltoni ogivali della sagrestia con storie dei dodici mesi. La chiesa d i San Lorenzo viene fatta risalire all'XI secolo anche se è stata successivamente alterata in maniera significativa. Una delle aggiunte medievali è il campanile, caratterizzato dal contrasto tra la base in pietra e la parte superiore in laterizio, che risale agli anni precedenti al 1305. Per la sua posizione sulle pendici del colle sulla destra esso fu posto all’ingresso sovrapposto alla facciata. L'interno si presenta a tre navate su colonne con capitelli di restauro; il presbiterio è rialzato al di sopra della cripta.


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Photo Gallery A.D. 2019 - Foto di proprietà della Diocesi di Camerino

Photo Gallery A.D. 2019 - Sagrestia - Foto di proprietà della Diocesi di Camerino

Photo Gallery A.D. 2019 - Cripta - Foto di proprietà della Diocesi di Camerino


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