INFORMAZIONI


Scheda

Nazione: Italy
Regione: Marche
Provincia: Macerata (MC)
Comune: Sarnano
Localita' o frazione: Campanotico
Nome bene: Chiesa di San Francesco

Cenni storici

Chiesa di San Francesco - Sarnano (MC)

• ...Quei boschi, quei colli, quelle cime dentate!
• Problemi terreni... troppi!
• «... Pace, pace, pace!»
• Uno stemma mai visto: un Serafino!

Immaginiamo di trovarci in una delle alture che da San Liberato digradano verso quella lunga fascia pianeggiante solcata dalla via che da Pian di Pieca conduce a Sarnano, e di veder scendere lentamente, lungo il viottolo sottostante, un gruppetto di frati guidati da san Francesco, dimorante già da vario tempo nelle nostre contrade. Ammirati dei fiori, dei campi, delle erbe, dei prati, dei boschi, dei collie del loro variegato susseguirsi, essi osservano ogni cosa con l'incanto degli estatici; ma quello che più attira il loro sguardo sono la costale frastagliata e la cima del Pizzo Meta, uno dei monti più belli dell'intera catena dei Sibillini. Essi si soffermano attratti e sospesi nell'ammirare quelle rocce dentate e salienti verso il cielo, quasi a penetrarne la vastità; poi scendono ancora lentamente, osservano greggi, salutano i rari passanti, finché giungono in un vasto pianoro in prossimità di un piccolo agglomerato di case, ove un gruppo di persone parla animatamente. A momenti si odono parole dure e perfino minacce. Francesco si accosta, ne ascolta i discorsi, e quelle espressioni fin troppo calorose, che in altri tempi avrebbe evitato ora, invece, lo spingono a farsi avanti; saluta tutti dolcemente e tutti invita alla calma e alla ragionevolezza per amore di Dio. Quei signori erano i proprietari dei castelli di Brunforte, Poggio, Castelvecchio, Bisoli e Piobbico con i rispettivi uomini d'arme. Vedendo frate Francesco, di cui tanto avevano sentito parlare, fanno spazio e zittiscono; ma poi, ammaliati dalla serenità del volto del Santo, dànno, timidamente, essi, uomini di guerra, spiegazione della loro animosità; ma si vede chiaramente che si trovano impacciati e preferiscono che sia lui a parlare. Per loro il problema era di una certa serietà: considerata la loro posizione di piccoli feudatari che avrebbero potuto essere sopraffatti da qualche signore più potente, avevano deciso di unirsi tutti insieme in confederazione, così da avere commerci, monete, amministrazione propria e perfino un unico, sia pur piccolo, nucleo di difesa con sede in Sarnano. Si era d'accordo in tutto meno che in un particolare, l'arma, come si diceva allora, cioè lo stemma. Ognuno voleva che fosse accettato il proprio, ma nessuno pensava invece che bisognava
disegnarne uno nuovo che fosse comprensivo dei simboli di tutti. Francesco, udendo tutto ciò, chinò il capo e pensò alquanto; poco dopo gli venne un'idea: prese il suo cordone, strinse nella mano uno dei nodi e cominciò a tracciare delle linee sulla sabbia; ne uscì uno scudo sul quale primeggiava il volto di un Serafino con delle ali (1). Era un
disegno a lui congeniale e pregno di senso profetico. Ne diede una spiegazione così convincente che fu unanimemente accettato, e da allora a tutt'oggi è lo stemma comunale della nobile cittadina (2). Posteriormente vi furono disegnati i tre gigli di Francia, che significano che tra i vari contendenti vi erano tre baroni di origine francese; esempio tipico di un nazionalismo, quello francese, vivo fin da quei tempi! Tutto questo è accaduto nella piccola località semimontana di Campanótico. A ricordo di quella giornata, fu eretta una piccola artistica cappella dedicata a san Francesco, ove al centro domina un'antica tela che rievoca lo storico avvenimento.

1) Alcuni anni fa abbiamo veduto nel demolito muro dell'orto del convento di San Liberato e in corrispondenza del campanile, una pietra bianca cubica avente scolpito il volto di un serafino, simbolo comunale di Sarnano. Era un terminale dei confini con il territorio di San Ginesio. Cf. PAGNANi G., Sarnano, p. 113; 1 viaggi, p. 62 s.

2) Anche il Card. Costanzo Torri «Buttafuoco» da Sarnano (1586-1595), volle effigiato nel suo stemma un Serafino. Le sue ossa riposano nella chiesa di San Francesco.

tratto da "Santuario di San Liberato centro vitale della terra de <I Fioretti>" di Umberto
Picciafuoco 1987.

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Luogo carico di memorie francescane è Sarnano (nell’Alto Maceratese) il cui stemma - un serafino - è lo stesso dei Frati Minori. In territorio sarnanese si trovano diversi eremitaggi, legati alla prima fase dell’Ordine francescano, nonché conventi e chiese a lui intitolate: quelle di Roccabruna, Soffiano e Campanotico. Tradizioni locali vogliono Francesco pellegrino in questi luoghi. Nel Camerinese troviamo i conventi di Colfano, Pontelatrave e Muccia (patria del beato Rizzerio), le cui origini si fanno risalire a un passaggio dello stesso santo in questi luoghi.

Secondo la tradizione popolare l’incontro tra i Sarnanesi, i conti di Brunforte e San Francesco avvenne nella piana di Campanotico posta in mezzo tra la collina di Roccabruna e il monte Morro dove sorgevaa il castello dei Brunforte. Nel 1683 Antonio Cosciotti in memoria dell’incontro fece costruire una piccolissima cappella tutt’ora in loco, dove fece collocare all’interno anche una dipinto su tela eseguito dal pittore Procaccini nella quale è ritratta la scena, ora nella Pinacoteca Comunale.

Il santo si è recato più volte anche in altre zone più a sud delle Marche, diverse sono le attestazioni documentate dei suoi soggiorni tra ascolano, maceratese e fermano, molti furono i viaggi , tantissimi i luoghi attraversati, per portare il Vangelo con semplicità ed allegria, per testimoniare l’amore di Dio e la necessità di una Chiesa povera per i poveri. Nel 1209 visitò il monastero di Sant’Urbano dell’Esinate, nel territorio di Apiro mentre per ben due volte si recò a San Severino Marche, nel 1212 e nel 1221, qui, presso la chiesa di San Salvatore in Colpersito, fece sì che il “re dei versi”, Guglielmo da Lisciano, appartenente alla corte di Federico II, si convertisse; costui diventato frate prese il nome di Pacifico, celebre per aver musicato il Cantico delle Creature. Un’altra importante conversione, documentata nei Fioretti è quella avvenuta a Roccabruna nel 1275, qui - nei pressi di Sarnano - un nobile cavaliere scelse, dopo aver incontrato Francesco, di farsi frate, costui divenne poi San Liberato da Loro Piceno. Sempre nelle vicinanze di Sarnano, nella chiesa di Campanotico, è conservata una tela che testimonia l’incontro tra il poverello di Assisi con i signori di Brunforte e alcuni ribelli. La tradizione narra che in quest’occasione Francesco disegnò con il cordone del saio un serafino pacificatore in memoria dell’angelo che gli aveva concesso le stimmate sul monte della Verna, tale disegno fu poi adottato come stemma del paese.


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