INFORMAZIONI


Scheda

Nazione: Italy
Regione: Marche
Provincia: Macerata (MC)
Comune: Castelsantangelo Sul Nera
Localita' o frazione: Gualdo
Nome bene: Chiesa di San Martino

Cenni storici

Chiesa di San Martino - Castelsantangelo Sul Nera (MC)

Dal borgo di Castelsantangelo, prendendo la strada provinciale che porta a Castelluccio, dopo alcuni tornanti si raggiunge Gualdo, che è costituito da vecchie case allineate su tre terrazze, alle quali si accede dalla stessa provinciale. I primi due gruppi sono costituiti da vecchie case, nella maggior parte restaurate, nella terrazza più a monte sono quelle nuove. Gualdo fu un castello di origine longobarda, il suo nome deriva dal tedesco Wald (bosco). Gli uomini di Gualdo si unirono al comune di Visso con atto pubblico il 3 agosto 1249, in contrasto con il feudatario Tiboldo, che poi il 24 settembre 1255 sanziono l'atto vendendo Gualdo a Visso insieme agli altri suoi possedimenti feudali. Di Gualdo fu uno dei campioni della disfida di Barletta (1503), Capoccio Romano, un antenato della famiglia Capocci. Da questo paesello proviene il Card. Quaglia, morto a Tarquinia il 5 ottobre 1872. La popolazione di Gualdo forte, tenace e intraprendente ebbe, nel tempo, florida economia, infatti nel Trecento potè costruire una grande chiesa romanica entro le mura castellane di Castelsantangelo, arricchendola, nel Quattrocento, di molti affreschi ad opera di Paolo da Visso e dei suoi seguaci. Nel 1522, come abbiamo narrato, sia gli uomini che le donne di Gualdo si distinsero per valore e combattività nella battaglia del Pian Perduto, dove possiedono tuttora molti terreni. Sulla terrazza di centro si erge la chiesa parrocchiale di S. Martino, di struttura romanica della fine del '200, di cui rimane il campanile ornato di archetti. L'interno, ad una navata con copertura a volta, ha un grande arcone che divide la parte riservata ai fedeli dal lungo abside terminante a nicchione, dove è posto un Crocifisso in legno policromo, con volto ornato da lunghi capelli inanellati e piccola barba, ha occhi chiusi, bocca semiaperta in un'espressione sofferente per la dolorosa agonia. È molto somigliante a quello di Villa S. Antonio, della scuola dei Petraioli ed Intagliatori Vissani, che si sono ispirati ai crocifissi toscani di derivazione da Giovanni Pisano. Sull'altare maggiore è un artistico tabernacolo in legno del '500, a forma di parallelepipedo, con tre lati scolpiti, ornati di colonnine scanalate e tortili e capitelli corinzi. La porticina e le due facce incorniciate sono dipinte ad olio con una Pietà ed angeli con turibulo. Può essere attribuito agli Angelucci di Mevale. A sinistra dell'altare è un affresco del 1582, dove vediamo l'Eterno benedicente, due cherubini e, sotto, la Madonna del Soccorso, che accoglie nell'ampio manto verde il popolo orante, a destra è S. Lucia con in mano il vassoio con gli occhi, sul piedritto destro S. Antonio Abate, su quello sinistro S. Amico. Il modesto dipinto, eseguito alla svelta, può essere attribuito a Fabio Ange-lucci e ad Ascanio Poggini di Mevale.

<testo>Tratto da "L'alto Nera - Visso, Ussita, Castelsantangelo sul Nera, Storia - Etnografia - Arte - Guida agli itinerari turistico culturali. Di Ado Venanzangeli 1988

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Photo Gallery A.D. 2008 - Foto di proprietà della Diocesi di Camerino-San Severino marche


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