INFORMAZIONI


Scheda

Nazione: Italy
Regione: Marche
Provincia: Macerata (MC)
Comune: Serravalle di Chienti
Localita' o frazione: Valle Verde - Cesi
Nome bene: Chiesa Santa Maria del Piano

Cenni storici

Chiesa Santa Maria del Piano - Serravalle di Chienti (MC)

Nella valletta che continua le verdi distese dei prati di Cesi, nelle sue linee semplici e armoniche, che sembrano conferirle una certa austerità in quel sereno paesaggio, si eleva la chiesa di S. Maria del Piano, un tempo più poeticamente denominata di Valle Verde. Appartenente al capitolo lateranense, come attesta la scritta sulla porta di accesso, fin dal 1542 era passata alle dipendenze della Chiesa di S. Salvatore di Acqua Pagana. Fu edificata probabilmente nel XV o al principio del XVI secolo, non oltre questo periodo in quanto nell'interno esistono degli affreschi, datati 1520. Intendo precisamente riferirmi all'affresco sulla parete a sinistra dell'altare, che rappresenta la natività e reca appunto questa data e il nome dell'autore, un pittore locale, nativo di Percanestro, nei cui lavori si notano evidenti i caratteri dell'arte umbra. La scena è popolata di personaggi e vi è una certa cura nei particolari e la ricerca di una profondità nella composizione. La chiesa si presenta come divisa in due parti da un arco aggraziato ed è completamente affrescata, per lo più da immagini un pò rozze e ingenue, ma non prive di grazia. Molto bella è la Madonna con il Bambino, che si trova affrescata sopra l'altar maggiore, racchiusa da una cornice ovale; l'immagine, oggetto di grande venerazione, colpisce subito il visitatore per la dolcezza dell'espressione e per la freschezza dell'insieme; vi si nota un particolare, che si trova poi ripetuto in altre pitture nella chiesa stessa, il Bambino stringe nella manina una rondine. Purtroppo il muro si è gonfiato e l'affresco minaccia di cadere; sarebbe quanto mai necessaria un'opera di restauro per conservare questo piccolo gioiello, espressione di una fede ingenua e gentile. Questa Madonna mi sembra da attribuire senz'altro al Bontulli, come certamente sono opera sua le due immagini di S. Sebastiano e della Vergine, che si trovano a sinistra di chi entra, nella parte interna dell'arco, datate 1520 e ricoperte da un orribile e cadente pulpito, che dovrebbe quanto prima essere rimosso per permettere la vista delle immagini, che hanno una grande dolcezza e la solita grazia dei particolari, che si nota in tutti gli affreschi bontulliani. La parte anteriore dell'edificio presenta pitture nel complesso meno pregevoli, alcune delle quali toccano per la loro eccessiva ingenuità, come la scena a destra di chi entra, che intende rappresentare un cavaliere salvato da un precipio. Un particolare merita di essere menzionato, anche in questa chiesa, come in quella del SS. Salvatore di Acqua Pagana, sotto un affresco a destra dell'altare sono ricordate le Case Montanare, oggi scomparse. Questo affresco è datato 1598 e ve ne sono altri a carattere votivo dello stesso periodo, forse da collegarsi alla serie di carestie e pestilenze che desolarono in quel tempo il territorio di Camerino. Questo spiegherebbe il numero di pitture, notevole per una chiesa così piccola, e una certa fretta evidente nelle composizioni.

Tratto da "Serravalle di Chienti - I quaderni dell'Appennino Camerte" 1998

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Breve descrizione dell'edificio e degli affreschi.
Sulla strada che da Pistia conduce a S. Martino, a un km. circa dal villaggio di Cesi, s'incontra una chiesa conosciuta col nome di Madonna del Piano e, nel Cinquecento e Seicento, stando ai documenti da noi conosciuti, detta S. Maria di Valle Verde. Quando fosse edificata ignoriamo: ma pensiamo, argomentando dal tempo a cui è ragionevole assegnare la pittura murale della Vergine col bambino esistente sulla parete dell'altare, che sorgesse circa la fine del secolo XV o il principio del XVI per opera del capitolo Lateranense il cui stemma ancor vedesi dipinto sulla porta della Chiesetta, con in mezzo le parole: "Sacrosantae basilicae lateranensis ecclesia". Insieme con S. Agostino di Collecurti il 21 gennaio 1542 fu unita in perpetuo alla chiesa di S. salvatore di Acquapagana che, fin dal 1536, era dipendenza della cattedrale di Camerino. Questa, per tutto il 600 almeno, dovette offrire al capitolo lateranense l'annuo censo di due libre di cera per il possesso delle due chiese di S. Agostino di Collecurti e S. Maria di Valle Verde (22). Ora S. Maria del Piano dipende dal parroco di Acquapagana ed è custodita da un eremita. L'edificio consta di due parti divise da un arco: la prima od anteriore, meno elevata, con tetto a travi orizzontali e parallele. Sul sommo dell'arco è l'iscrizione: " beatam me dicent omnes gentes". Nel 1851 in occasione del restauro della chiesa, la data si legge in un mattone del soffitto, a destra dell'altare furono dipinti angeli e fregi sull'arco. Nella chiesa si conserva una campana rotta avente la data 1625. L' attenzione del visitatore è attratta dai dipinti murali di cui alcuno mostra la grazie dell'arte umbra del Rinascimento. Sull'altare maggiore, coperta da un drappo e cinta da cornice ovale, si vede la Vergine col Bambino di disegno assai bello e di soave espressione, opera di artefice umbro del principio del 500, probabilmente del pittore Paolo Bontulli da Percanestro. Sulla parete a sinistra dell'altare sono altre composizioni di cui la più grande la Natività coi pastori e le pecorelle, S. Anna, S. Elisabetta, S, Giuseppe, seduto sul basto, ha in basso questA scritta in caratteri romani : "Questa eclesia e cappella de S. Ihoanni in Latarano e qui e tanta induglentia quantu in S. Ihoani, cioè dece anni de induglientia e dece quarantane continuo e per tutta quatragesima redopiate omnia festa S. Marie e in die eius dedicationis et in fetivitatibus S. Ioannis Battiste e Evangeliste reduplicatur A. D. MCCCCCXX Ego Paulus Bontulli pinxi." Le parole di questa scritta inducono alla congettura che la chiesa fosseeretta nel secondo decennio del 500. a destra e a sinistra di chi guarda la detta composizione del Bontulli nella quale i volti hanno corretto disegno, ma poca vita e non si annunzia alcun notevole pregio si hanno altre figure: una Vergine tra S. Lucia e S. Ansovino e una Madonna della Misericordia, quest'ultima in pessimo stato. Non prive di bellezza e grazia le immagini di S. Sebastiano e della Vergine sulla parete dell'arco rivolta verso l'altare, in parte coperte dal pulpito, colla data 1520 sottoposta al S. Sebastiano: opera certamente del Bontulli. Anche alla data 1520 è contrassegnata una S. Maria Maddalena sull'intradosso dell'arco, accanto al pulpito. Un'altra Vergine col Bambino sulla parete esterna dell'arco con le parole: " Hoc op. f. f. Meus Jachitti 1523". Dallo stesso lato, nella cappella anteriore una crocifissione con S. Giovanni e la Maddalena e la data 1551, che fa credere essere di più decenni posteriore alla cappella interna questa parte anteriore dell'edificio. Se ci volgiamo alla parete a destra dell'ingresso, troviamo cose assai meno pregevoli. Dapprima, sempre nella parte anteriore, un S. Antonio Abate, indi la scena di un cavaliere in atto di preghiera dinanzi a scogli sui quali è un cavallo, ben modellato, con sopra una testa di santo,( forse S. Antonio che salva il cavallo del precipizio ). Seguono: una santa che pare liberi un bambino dal diavolo, S. Francesco che riceve le stigmate e un altro S. Antonio abate sulla parete dell'arco. Nella parete interna di questo, una S. Chiara 1521 e un S. Rocco 1590. A destra dell' altare, per chi guarda, sotto un brutto S. Antonio di Padova, leggesi:" questa hopera lo fatta fare Giovanna de Marco de le case Montanare, per voto, nel anno del Signore 1598." Accanto a questo S. Antonio sono espressi due altri santi, di cui uno con insegne pontificie, aventi la scritta "v Silea e Laurentia de Sigismondo da Corneto anno fatto fare questi santi per loro devotione nel anno del Signore 1598 ". (23) La chiesetta di S. Maria di Valle verde fu da principio una semplice cappella coll'immagine della Vergine e con altre uscite dal pennello di quel Paolo Bontulli che dovette avere qualche fama ai suoi tempi e lavorò a tazza ( Pievetorina) a Castel Santangelo di Visso, a Montesanto, oggi Potenza Picena, a S. Maria della stella presso Foligno, e a Trevi, chiesa rurale di S. Giovanni di Pietra rossa (24): artefice mediocre, privo di varietà, ma non della soavità e dolcezza degli Umbri. Forse la sua cosa migliore è la tavola dei SS. Cosma e Damiano a Tazza. A lui pensiamo si debbano le decorazioni pittoriche più notevoli della chiesetta ancora conservate. Le quali sarebbero sparite insieme colle altre, se fossero stati eseguiti gli ordini impartiti nella sacra visita del 17 sett. 1608 dal vicario generale di Innocenzo Del Bufalo, vescovo di Camerino. Essi prescrivevano un mutamento di luogo per l'affresco dell'altare e condannavano alla distruzione o a sparire sotto la calce tutte le altre pitture. (25)

Appendice documentaria
(22) da una lettera del capitolo Lateranense 28 giugno 1698 colla quale si confermano al capitolo di camerino i diritti sulle chiese semplici rurali e senza cura, di S. Agostino di Collecurti e S. Maria di Valle Verde diritti di cui i canonici di Camerino erano stati privati per inadempienza dell'obbligo di pagare ogni anno nella festa di S. Giovanni Battista il censo di due libre di cera - apprendiamo che le due chiese erano state unite in perpetuo a S. Salvatore d' Acquapagana il 21 genn. 1542. archivio capitolare di Camerino Scaff. B. vol. XVIII.
(23) sulla fine del secolo XVI il territorio di Camerino fu desolato di carestie e pestilenze. Vedi SAVINI P. Storia della città di Camerino, camerino savini 1895, 151-152.
(24) Vedi il nostro opuscolo Sulle opere di Girolamo di Giovanni di Camerino, Camerino 1910, 30 e PIRRI P. e MORINI A. Una sconosciuta dinastia di pittori umbri del secolo XVI Est. Dall' Arte e Storia , Firenze 1912, 8. delle opere del Bontulli, oltre V. Aleandri ragionarono ANGELO LUPATELLI, che lo disse seguace, se non discepolo di Giovanni di Pietro detto lo Spagna e Monsignor MICHELE FALOCI PULIGNANI nell'opuscolo Il Santuario della Madonna della Stella presso Spoleto, Spoleto tip. Nazzarena, 1911, 12-13. delle due tavole del Bontulli finora note agli studiosi, quella di S. Giovanni di Pietra rossa, presso Trevi, scomparsa da gran tempo, aveva oltre la firma la data 1525. ( FALOCI). È strano che il pittore col cognome Belcanestri la tavola della chiesa di S. Giacomo in Potenza Picena. Essa rappresenta la Madonna col Bambino fra due santi sopra una predella con dipinti altri santi e ha la scritta:" Hoc opus Pauli Belcauestri 1507". Una ignota opera del Bontulli è l' ancona , in forma di armadio nell'abside della chiesa parrocchiale dei SS. Cosma e Damiano di Tazza ( comune di Pievetorina), segnalataci dal r. ispettore dei monumenti per il mandamento di Camerino, conte R. Romani. Il soggetto principale raffigura i Santi Cosma e Damiano nell'atto di compiere un miracolo che ha l'apparenza di un' operazione chirurgica. Un malato giace supino e mostra la gamba sinistra tagliata al di sopra del ginocchio. Intorno a lui si vedono cinque figure di cui la prima a sinistra dell'osservatore( S. Damiano ), regge la gamba da innestarsi nel troncone sanguinante, la seconda ( S. Cosma) è in atto di benedire: nel gruppo delle altre che seguono a destra parenti del malato spicca l'ultima dal capo coperto da berretto e dall'espressione piena di verità e di vita. Accanto al letto del paziente, sopra una tavola, sono alcuni ferri chirurgici, una scatola e un libro: in terra è l'arto asportato con i segni della cancrena e delle ulceri. Questa rappresentazione,tanto per l'unità di composizione, quanto per il suo realismo e per l'armonia dei colori, sebbene il disegno delle figure manchi di varietà, si raccomanda all'attenzione dei visitatori. Nell' intradosso dell' arco, in alto, sono teste di cherubini: ai lati, S. Lucia, S. Sebastiano, S. Antonio e un'altra santa. La parte interna degli sportelli ha in alto l'Annunciazione: l'Arcangelo Gabriele sullo sportello di sinistra, la Vergine, assai guasta in quello di destra. In basso a sinistra, l'Eterno Padre, che sorregge il Crocifisso: a destra S. Caterina martire. Sulla parte esterna sono raffigurati S. Michele, S. Paolo, S. Rocco e un altro santo. L'ancona riposa sopra un grado suddiviso in quattro scomparti. Sul primo, a sinistra del riguardante, su fondo bianco è questa scritta: " questa opera è facta de lemosine nel tempo de don Santi rettore de Benedictu de Quitrige et Dominicu de Vangelista et Macteo de Venanzo sindici di S. Cosimo 1516". La prima storia dei miracoli ha le parole; " Como S. Cosimo delibberò uno villano che gliera intrata una serpa in corpo". Alla estremità del grado, a destra dell'osservatore, cioè nell'ultimo scomparto, il pittore lasciò il suo nome. Ma, disgraziatamente, qui la tavola fu segata, cosicché della scritta, in caratteri romani, non sono restate che lettere:
PAVL
BONT
PIRRO
SRO PI
Non dubitiamo, anche per il raffronto stilistico, che s'abbia a leggere: Paulus Bontulli. Il Pirro non deve far pensare a un nome di persona e quindi a una collaborazione. Probabilmente l'artefice bizzarramente scrisse Pirrocanestro per Percanestro.
(25) "In rurali ecclesia Beatae Mariae de Plano magnae devotionis, membro abbatiae unita catedrali ecclesiae camerinensis, imago Beatissimae Virgiuis transferatur iuxta portam orarorii seu mansionem versus ecclesiam abatiae et porta ipsius oratorii construatur ubi modo est altera porta simulata e sinistris ubi collocanda est Beata Virgo et deleantur omnes picturae difformes in eadem ecclesia existentes" ( Arch. Arciv. Di Camerino, libro O. c.73, 17 sett. 1608) Il deleantur equivale qui al iussit dealbari, ordine assai frequente nelle visite vescovili del Seicento, al quale si deve la conservazione di molti antichi affreschi.

BERNARDINO FELICIANGELI
Di alcune memorie dei castelli di Rocchetta d'Acquapagana e di Percanestro nel circondario di Camerino
Estratto dagli Atti e Memorie della R. Deputazione di Storia Patria per le Marche, 1913 - Volume IX ANCONA
Presso la R. Deputazione di Storia Patria 1913.


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