INFORMAZIONI


Scheda

Nazione: Italy
Regione: Marche
Provincia: Ancona (AN)
Comune:  Sassoferrato
Localita' o frazione: Centro storico
Nome bene: Chiesa di S. Teresa d'Avila

Cenni storici

Chiesa di S. Teresa d'Avila - Sassoferrato (AN)

Il Palazzo degli Scalzi deve il proprio nome all’omonimo ordine religioso dei Carmelitani, che, nel Seicento, utilizzava l’edificio come convento, adiacente, tra l’altro, alla chiesa di santa Teresa D’Avila, detta anche “degli Scalzi”. Sorge nel cuore del Borgo, la parte bassa di Sassoferrato ed è uno dei simboli del paese. Il palazzo fu costruito all’inizio del Seicento grazie a Vittorio Merolli, medico privato del papa Paolo V e illuminato mecenate. In origine era la residenza della famiglia Merolli; fu l’archiatra, poi, ad impegnarsi per far giungere a Sassoferrato i Gesuiti, che, però, non accettarono. Alla fine, con instrumento del 18 luglio 1643, arrivarono i Carmelitani Scalzi e per loro fu fatta costruire la chiesa, in stile barocco, dedicata a santa Teresa. L’ordine rimase per più di un secolo, grazie anche al lascito testamentario del Merolli e al sostegno economico di alcune famiglie aristocratiche, quali i Ricci e gli Adriani; l’ordine, poi, fu soppresso nel 1810. Il palazzo tornò così ad essere residenza di famiglie aristocratiche. Prende il nome dal mecenate costruttore del complesso, l’Archiatra Pontificio Vittorio Merolli di Sassoferrato. Ubicato nel cuore della parte bassa della città, il rione Borgo, il seicentesco complesso costituisce un esemplare unico in città di edificio tardo-rinascimentale, sorto su preesistenze medievali. Di proprietà del Comune, originariamente convento religioso (sede dei Carmelitani Scalzi) e residenza di famiglie aristocratiche, è attualmente destinato a sede di congressi. All’interno del grande complesso  storicomonumentale la chiesa di Santa Teresa d’Avila, in stile neoclassico, appartenente alla Parrocchia di San Facondino.

Costruita dai Carmelitani Scalzi con istrumento del 1643, la chiesa, in stile neoclassico, è inglobata all’interno di Palazzo Merolli, detto anche degli Scalzi. Al suo interno una data: 1682, apposta dai frati Carmelitani Scalzi, in segno di ringraziamento verso l’Archiatra Pontificio Vittorio Merolli di Sassoferrato, mecenate costruttore del complesso. Restaurata di recente, conserva al suo interno una preziosa statua del Cristo Risorto in legno d’olivo dorato, scolpita nel 1630 da Giovanni Stugnillo di Roma e un dipinto di autore anonimo, raffigurante l’Ultima cena di anonimo. Gli altari laterali, presentano notevoli tele del Sec. XVII.

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XVI - XVII (preesistenze carattere generale)

La chiesa di Santa Teresa venne costruita all'interno del Palazzo nobiliare della familia Merolli. Il palazzo esiste già dai documenti del XVI secolo e fu destinato successivamente da Vincenzo Merolli a Convento per i Carmelitani Scalzi.

XVII - 1643 (costruzione intero bene)

La costruzione della chiesa vera e propria si deve all'interesse di Vincenzo Merolli che nel XVII secolo destinò gran parte del suo palazzo a convento. Di questa chiesa poco si sa tranne che venne costruita e decorata a partire dal 1643 per i successivi decenni.

1810 - XXI (proprietà intero bene )

Nel 1810 in seguito alla soppressione degli ordini ecclesiastici voluta da Napoleone, il convento venne chiuso e la chiesa rimase officiata passando sotto proprietà della vicina parrocchia di San Facondino.

La chiesa ad unica navata, si inserisce parallelamente allo sviluppo del palazzo. All'esterno presenta il fianco perfettamente allineato all'altro edificio che definisce l’isolato. Il prospetto è caratterizzato da un diverso rivestimento della superficie, infatti fino a metà altezza è realizzata a mattoni a vista, mentre la restante porzione è rivestita con blocchi di pietra di forma irregolare, segno che l’edificio doveva probabilmente essere finito ad intonaco. Il portale d’ingresso è inquadrato da una cornice di mattoni e sormontato da una nicchia tamponata. Al di sopra di quest’ultima, è visibile una finestra con architrave in mattoni. L’interno è diviso in tre parti: una prima porzione con tre archi sostiene la cantoria con l'organo; quindi la navata unica e infine il presbiterio con il coro ligneo in leggera curva. Lo stile della chiesa è barocco e presenta numerosi decori e cornici in stucco che corrono lungo tutto il perimetro della navata e del presbiterio. In particolare, le parerti longitudinali, presentano degli altari con all'interno delle opere scultoree. Queste ultime sono inquadrati da lesene con capitello corinzio. Al di sopra delle lesene, è presente il fregio completamente decorato con elementi in rilevo. Al di sopra del cornicione, sulla parete di destra, si aprono le finestre che danno luce all'ambiente. Anche l’interno del presbiterio presenta le medesime caratteristiche decorative. In alto sulla volta dell'abside si apre una monofora con vetro decorato. Tutto l’ambiente è coperto con volta a botte lunettata.

Elementi decorativi
La chiesa è ornata con rilievi e statue in stucco e gesso dipinti in bianco. L'abside possiede un bel coro ligneo scolpito e intagliato. Sopra di esso si staglia un alto crocifisso del XVIII secolo cui fa da sfondo un panneggio di stucco modellato a guisa di drappo con pendagli. Sulle due pareti gli altari laterali sono inseriti in due nicchie sormontate da arco con sculture ai lati raffiguranti le Virtù Cardinali. Sulla parete opposta all'abside si trova una pregevole cantoria aggettante, decorata con bassorilievi in stucco. La lunetta sopra la cantoria è totalmente ricoperta da un dipinto raffigurante l'Ultima Cena.


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